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Il casco. Prima parte: il sistema casco 

Inauguriamo la nuova sezione dedicata ai caschi per meglio conoscere l’accessorio di tutti i motociclisti. Come curarlo, quanti anni dura, cosa nasconde sottopelle

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Su Moto.it una nuova sezione dedicata al casco
Avrete forse notato che da un po' di mesi a questa parte abbiamo aumentato molto il nostro impegno per offrire sempre più contenuti e ampliare il numero di servizi.
Oggi che abbiamo raggiunto quota 350 mila moto in vendita su Moto.it negli ultimi 12 mesi e 650 mila lettori unici mese, non possiamo esimerci dal fornire il nostro contributo per una corretta informazione sull'accessorio che tutti i motociclisti possiedono: il casco.

Apriremo dunque una nuova sezione completamente dedicata ai caschi, spiegando in maniera nuova, semplice e obiettiva le caratteristiche che determinano la sicurezza di un "sistema casco". Forniremo consigli d'uso e manutenzione e affronteremo anche discorsi un po' tabù nel settore (vedi omologazioni e durata dei caschi). Inoltre pubblicheremo prove molto particolari, capaci di illustrarvi un prodotto in ogni dettaglio, in uso e da smontato.

Ci accompagnerà in questo percorso un vero esperto in materia, Carlo Baldi, da oltre 20 anni consulente per molte aziende del settore in ogni angolo del mondo e opinion leader riconosciuto.

Cominceremo subito fornendovi una serie di articoli a "puntate" che tratteranno:  
- la calotta esterna (fibra, plastica qual è la migliore)
- la calotta interna (il polistirolo, il futuro, la longevità dei prodotti)
- gli altri componenti (visiera, cinturino, sgancio ecc)
- le omologazioni
- i consigli per la manutenzione (adesivi, caldo e freddo, possono danneggiare? ecc)
- i consigli per l'acquisto

A brevissimo partiremo con le prove, che si susseguiranno velocemente e che verranno raccolte in un ricco database facilmente consultabile nella sezione "Il Casco", con tanto di esperto risponde che prenderà spunto dai vostri interventi più interessanti. 

Ippolito Fassati


Carlo Baldi
Da sempre appassionato motociclista, Carlo Baldi inizia ad occuparsi di caschi protettivi per motociclisti nel 1987, quando a Grosseto Riccardo Simoni decide di dar vita alla Vemar Helmets e di accoglierlo nel proprio staff.  Alcuni anni dopo ritorna nel Nord Italia (è nato ad Abbiategrasso in provincia di Milano) e collabora con la Mavet che a Campodoro (Padova) produce caschi a marchio Yes. Da Padova a Bergamo, dove la Kascobeta (caschi Kiwi) lo sceglie affinché si occupi delle nasciture joint ventures in Cina e India. Un'avventura avvincente che gli consente di entrare in contatto con alcune delle più grandi aziende produttrici di caschi per motociclisti sia indiane che cinesi. Ma è soprattutto l'India ad affascinarlo,  tanto che è tuttora consulente del maggior produttore indiano di caschi.
Nel 2000 Carlo rientra a Grosseto in Vemar, dove resta sino al 2006 quando decide di fare della consulenza la sua primaria attività. Attualmente collabora - oltre che con l'azienda indiana - con Helminternational (caschi Caberg), con P.H.I. (caschi Premier e MRobert) e con HTS (stivali Diadora e Forma).
Per Moto.it oltre che di caschi, si occupa anche del mondiale Superbike, in qualità di inviato su  tutte le piste che accolgono le gare delle derivate di serie.

Introduzione: storia e numeri
Nei primi anni '80 l'uso del casco era praticamente sconosciuto in Italia. Intorno al 1983 fu da più parti sollecitata una legge sull'obbligo. La legge venne approvata nel 1986 e sanciva l'obbligo d'uso per conducenti e trasportati di moto e scooter, mentre nel caso dei ciclomotori  l'obbligo era limitato ai soli minorenni. Gli effetti non tardarono a farsi sentire.
Un apposito studio, condotto prima e dopo la legge, svolto dall'Istituto Superiore della Sanità, mostrò su un campione di 200 centri di osservazione, distribuiti sul territorio nazionale (più di 1.300.000 utenti osservati in totale), una riduzione delle lesioni al capo negli utenti delle due ruote, quantificabile come segue.
Ciclomotoristi:
- riduzione accessi al Pronto Soccorso: -37.8%;
- riduzione dei ricoveri: -39.0%;
- riduzione delle prognosi riservate: -16.7%:
Motociclisti:
- riduzione accessi al Pronto Soccorso: -48.6%;
- riduzione dei ricoveri: -50.0%;
- riduzione delle prognosi riservate: -50.0%.
Successivamente, nel 2000, entrò  in vigore una nuova legge sul casco che estese l'obbligo anche ai maggiorenni alla guida di ciclomotori.
Un successivo studio, elaborato sempre dall'Istituto Superiore di Sanità di Roma e dal Ministero delle Infrastrutture, ha dimostrato che indossare il casco è il modo più efficace per ridurre gli infortuni alla testa e i decessi legati agli incidenti in moto. È stato dimostrato che si riduce il rischio e la gravità degli incidenti fra i motociclisti di circa il 70%, e la probabilità di morte di circa il 40%
Ulteriori risultati ottenuti dai ricercatori di tutto il mondo indicano, secondo una meta-analisi dell'ISS, la presenza di una protezione relativa mediana intorno a 0.469, il che, sostanzialmente, equivale a dire che chi non fa uso del casco ha un rischio circa doppio di incorrere in un trauma cranico rispetto a chi invece lo porta.
Sull'uso del casco sono state scritte, anche da parte di fonti autorevoli, numerose inesattezze, ma le obiezioni sollevate contro l'uso del casco non trovano rispondenza nell'evidenza scientifica. Citiamo a questo proposito quanto affermato dallo Studio "Ulisse" per il monitoraggio dell'uso delle cinture di sicurezza e del casco in Italia (2000-2005) : 

a) Il casco non è efficace: le osservazioni e gli studi effettuati portano a concludere decisamente il contrario;
b) Il casco non è efficace al crescere della velocità: numerosi studi, e in particolare quanto si è osservato in statistiche relative a competizioni motociclistiche, mostrano che il casco è utile anche a velocità elevate;
c) Il casco è causa di incidenti per i problemi di visione e udito che crea al conducente: non esiste alcuna evidenza epidemiologica di tutto questo.
d) Il casco causa traumi del collo: anche in questo caso gli studi svolti al proposito hanno dato esito negativo; anzi, i modelli matematici suggeriscono che il casco attenui le sollecitazioni sul collo.
e) I caschi sono pericolosi perché sono pesanti e poco ventilati: le condizioni definite nella normativa di omologazione dei caschi sono state validate a livello internazionale come di assoluta garanzia per l'utente; a livello di studi epidemiologici non c'è evidenza che questi due fattori costituiscano un rischio reale, anche se ovviamente si cerca continuamente di produrre, a parità di sicurezza del dispositivo, caschi sempre più leggeri e ventilati.
f) Il casco crea un falso senso di sicurezza: questa tesi, basata su concetti omeostatici del rischio, non è stata mai dimostrata da studi epidemiologici.
In conclusione, mentre le considerazioni contro l'uso del casco o non sono verificate o sono addirittura contraddette dalla realtà delle cose, l'efficacia del dispositivo stesso nel ridurre consistentemente mortalità, morbosità e gravità delle lesioni alla testa, e di conseguenza i costi a queste associati, è largamente supportata dalla letteratura specialistica.
Nonostante questo, purtroppo in Italia non esiste una cultura della sicurezza. Sono ancora molti i motociclisti che indossano il casco solo perché obbligatorio e non perché determinante per la loro sicurezza. Basta guardarsi attorno per vedere ancora in circolazione caschi vecchi e obsoleti, oppure persone alla guida di moto moderne e potenti, ma con in testa caschi a scodella (i vecchi DGM) da anni ormai fuori legge. Ma si sa,  in Italia si tende a reprimere anziché ad educare e le conseguenze sono tragicamente sotto gli occhi di tutti. Basterebbe qualche ora di  educazione stradale nelle scuole elementari e medie (magari finanziate con i soldi raccolti con le  multe fatte dagli autovelox) per avere motociclisti ed automobilisti più prudenti e abituati a proteggersi.
Ma torniamo al casco, vale a dire all'accessorio più importante nell'abbigliamento di un motociclista. Ritengo sia molto  importante  conoscere a fondo questo oggetto che è in grado di salvarci la vita.

Il sistema casco
Cercheremo in questa sezione del nostro sito di spiegare come è fatto, come si utilizza e come si deve mantenere affinché ci garantisca sempre la massima protezione.
Il concetto più importante che dobbiamo tenere ben presente è che il casco va considerato un sistema di sicurezza progettato e costruito per assorbire, in caso di impatto, la maggior quantità possibile di energia.  Il casco deve assorbire energia, perché in caso contrario la stessa verrebbe completamente assorbita dalla testa dell'utilizzatore, con le conseguenze che possiamo ben immaginare. Inoltre dobbiamo sapere che non esiste un casco sicuro in senso assoluto: un casco deve rispondere, per essere commercializzato, ai requisiti richiesti dalle vigenti normative e, per quanto riguarda l'Europa, la normativa attuale è la ECE 22-05.
Abbiamo parlato di "sistema" di sicurezza perché il casco è composto da molti componenti tutti importanti e tutti essenziali per garantire il corretto funzionamento del casco stesso.
Sarebbe inutile indossare un casco con  un'ottima calotta, ma con cinturino non efficiente.  Oppure con un cinturino ben funzionante, ma con una visiera che non permette una perfetta visibilità. Più avanti vedremo come scegliere un casco, cosa controllare al momento dell'acquisto e come comprendere e valutare le note tecniche che il produttore comunica.
Ma torniamo alla funzione principale di ogni casco, cioè l'assorbire la maggior quantità possibile di energia. Risulta chiaro che assorbendo energia il casco si danneggi (meglio lui della nostra testa...) a volte anche in modo irreparabile.
In alcune delle aziende per le quali ho lavorato, mi sono occupato anche del customer service e ho potuto constatare come siano moltissimi i motociclisti che ritengono il casco un oggetto che deve essere robusto ed infrangibile: è esattamente il contrario!
Il casco non deve proteggere se stesso, bensì chi lo utilizza. Ho ricevuto telefonate ed e-mail di clienti che si lamentavano perché il loro casco era caduto dalle loro mani e si era danneggiato.  Ad alcuni il casco era caduto dal manubrio o dal serbatoio della moto, vale a dire da un metro o più di altezza e su superfici rigide come l'asfalto. Altri ancora si lamentavano perché erano caduti a bassa velocità, ne erano usciti incolumi, ma il loro casco si era danneggiato ed in alcuni casi la calotta presentava delle crepe o delle rotture. Essendo stato progettato e costruito per assorbire energia, un casco del peso (in media) di 1,5 Kg che cade dall'altezza di un metro - un metro e mezzo, assorbirà una notevole quantità di energia che di certo lo danneggerà sino a  renderlo a volte inutilizzabile.
E' buona norma quindi dopo la caduta di un casco (indossato o no), inviarlo  presso il produttore, o l'importatore, per un accurato controllo. Un controllo che non riguarderà solo le parti esterne e visibili del casco, ma soprattutto le parti interne, visibili solo smontando il casco stesso. Il produttore potrà controllare tutti i vari componenti, vale a dire tutto il sistema di sicurezza, e stabilire se il casco è ancora sicuro o se invece deve essere sostituito.


Carlo Baldi


Seconda parte: la calotta esterna, fibre o plastiche. Vantaggi e svantaggi.


29/05/2008

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Sono stati inseriti 34 COMMENTI. Commenta »

  • 1. Per Liviana

    Buongiorno Liviana e grazie per il suo commento e la sua domanda.
    I caschi per essere omologati devono avere un campo visivo compreso nei limiti dell'omologazione vigente che in Europa è la ECE 22-05. Se non ritiene sufficiente la visibilità del suo attuale casco (che comunque è di certo conforme ai limiti prescritti dall'omologazione) non le resta che provare altri caschi presso il suo rivenditore di fiducia. I caschi in commercio sono moltissimi ed il campo visivo in effetti varia da casco a casco.
    Non sono in grado di elencarle caschi con un campo visivo maggiore rispetto al suo Nolan (anche per non discriminare le varie marche) e quindi si rivolga al suo negoziante e vedrà che troverà il casco più consono alle sue esigenze.

  • 2. Enricom

    Egr.sig.Enricom,
    purtroppo il suo casco non è conforme alla vigente normativa ECE 22-05 e quindi nel caso venisse fermato dalle forze dell'ordine incorrerebbe nelle sanzioni amministrative previste dal codice della strada per chi utilizza un caco protettivo non omologato. Indipendentemente dalle leggi però sappia che il suo casco, proprio perchè conforme a normative come la Snell Americana e la JIS Giapponese, è stato costruito con criteri diversi rispetto ad un casco omologato ECE 22-05. La calotta è stampata in modo diverso e probabilmente lo è anche la calotta interna in polistirolo (differente densità). La Snell infatti prevede una prova di penetrazione (un cono di circa Kg.3 viene lasciato cadere sulla parte superiore del casco e non deve venire a contatto della falsatesta sulla quale il casco viene posizionato) che non è prevista dalla 22-05. Per superare questa prova la calotta deve essere abbastanza rigida (e lo stesso vale per il polistirolo sottostante). Al contrario per superare l'omologazione Europea la calotta deve essere più elastica, caratteristica molto importante al fine dell'assorbimento degli urti. Non sto dicendo che il suo casco sia meno sicuro di quelli omologati ECE, ma solo che ha carattersitiche diverse, oltre a non avere l'etichetta omologativa Europea. Personalmente ritengo più valida la nostra omologazione rispetto a quelle extra comunitarie, ma è un mio parere personale. Tornando al suo problema temo che non vi sia una soluzione se non quella di rimetterlo in vendita, indirizzando la proposta ad utenti extra CEE. Mi spiace.

  • 3. CONGRATULAZIONI PER L'INIZIATIVA

    OTTIMO ARTICOLO COMPLIMENTI

  • 4. è da sostituire?

    Durante uno dei miei giri in moto con gli amici sono stato colpito sul casco, da un piccolo sassolino scagliato o da una macchina o dalla moto che mi precedeva, il fatto è che il mio casco è stato scalfito sulla parte frontale asportando sia la verniciatura sia una piccolissima parte di materiale plastico, sto parlando proprio di una leggera scalfitura, devo considerare il casco danneggiato fino al punto di pensare di mandarlo alla casa costruttrice per un controllo?

    Grazie

  • 5. Risposte alle vostre domande e commenti - Icaro 12

    Temo che dopo 8 anni il suo casco debba essere sostituito. Come potrà leggere nella terza puntata del nostro "speciale casco" all'interno del casco vi è una calotta in polistirolo che dopo circa 5 anni perde le proprie caratteristiche di capacità di assorbimento degli urti.
    Il polistirolo risente infatti degli sbalzi di tempeatura e dell'umidità. Anche la calotta esterna che nel suo caso è in materiale plastico dopo 8 anni ben difficilmente potrà garantirle la stessa sicurezza che il casco aveva al momento dell'acquisto. Attenzione : questo non vuol dire che se il suo casco dovesse subire un urto si spaccherebbe in due parti (per usare un'esagerazione), ma solo che attualmente lei utilizzando un casco vecchio di otto anni non può contare sulla piena efficienza del casco stesso.
    In alre parole se viaggio con un automobile vecchia di 20 anni, con le gomme un poco usurate e i freni al 50% può darsi che io arrivi lo stesso a destinazione, ma il rischio di restare a piedi o di avere un incidente è molto alto.
    Spero di essere stato chiaro.

  • 6. Risposte alle vostre domande e commenti - Ka mi ka

    Complimenti per il suo intervento. Moto.it è sensibile alla sicurezza dei motociclisti e per questo abbiamo deciso di parlare di caschi e successivamente anche di altri tipi di protezioni. Il punto principale sono proprio le omologazioni. Parleremo delle omologazioni in una delle prossime puntate e sarà uno dei punti critici del nostro speciale caschi e probabilmente ci attirerà molte critiche : attualmente l'omolgazione ECE 22-05 non garantisce all'utilizzatore finale che il casco che sta acquistando sia conforme alle normative. Ripeto è un discorso molto più lungo che faremo più avanti e quindi non voglio anticipare in poche righe una materia così "scottante". Come lei dice il grande pubblico non sa perchè deve spendere 600 euro per un integrale in fibra anzichè 80 euro per un jettino in plastica. Perchè? Perchè è ignorante in materia (senza voler offendere nessuno. Io sono ignorante in molte altre materie). Noi vogliamo che il grande pubblico - come lo chiama lei - non sia più ignorante, ma sia invece in grado di capire quale casco stia acquistando, se il casco valga la cifra richiesta e corrisponda all'utilizzo che se ne deve fare. Manca l'informazione che consente agli acquirenti di poter scegliere tra un buon casco ed un pessimo casco (ed il prezzo da solo non lo chiarisce). E' chiaro che dovrebbero informare le istituzioni, il Ministero dei Trasporti. E' chiaro che manca l'educazione stradale nelle scuole. Come ho scritto nel primo articolo perchè non utilizziamo i soldi dell multe (quelle degli agguati dietro i cartelli 40km/h.. per fare dell'educazione nelle scuole? Mi sono più volte proposto per dei corsi gratuiti sul casco nella scuola di mio figlio (medie) ottenendo solo degli scocciati : vedremo, più avanti...).
    In Italia (ma non solo da noi) manca la cultura della sicurezza.

  • 7. casco

    sono daccordissimo con l'articolo di Carlo Baldi,la sicurezza è fondamentale,i materiali sempre più importanti per la salvaguardia della salute,ma mi sembra che ormai(sopratutto vista la notevole concorrenza di marchi)i prezzi dei caschi siano spropositati.Mi piacerebbe capire se un casco da 450 euro mi salva la vita più di uno da 90 euro.Trovo che ormai tutto quello che ruota attorno al mondo moto e che dovrebbe servire a garantire la sicurezza abbia speculazioni economiche da paura,e chi scrive sulle riviste del settore deve avere l'obbligo morale di informare bene chi spende mezzi stipendi per salvaguardare la propria salute.Quindi complimenti per l'iniziativa di esplorare da vicino il mondo accessori moto e informare correttamente i motociclisti.



  • 8. omologazioni e performance effettiva caschi

    Gentile signor Baldi, apprezzo moltissimo il suo focus e mi complimento con moto it per l'ottima iniziativa. A tal proposito vorrei osservare che, ad oggi, non esistono comparazioni sulle effettive performances dei caschi. Mi spiego: all'interno delle varie fasce di prezzo, dovrebbero essere fatte delle comparazioni che ne evidenzino le qualità intrinseche, al di là del discorso moda/grafica ed accessori. Ora come ora tutti i caschi rispondono alle omologazioni - che sono disomogenee (vedi quelle americane rispetto a quelle europee e giaponesi) ed il loro valore risulta appiattito. Il grande pubblico, che non può saperne un gran che, non capisce perchè dovrebbe acquistatre un casco in fibra di carbonio o kevlar quando può acquistare un casco in acetato (plasticone che dimezza la resistenza se esposto al sole!)con la medesima omologazione ma un prezzo pari ad un decimo. Il grande pubblico ed in particolare i genitori che devono acquistare il casco per i figli che vanno in motorino, pensano sia solo una questione di grafiche racing. Ritengo molto dannoso questo atteggiamento. Inoltre penalizza i bravi produttori rispetto a quelli più grossolani. Secondo lei signor Baldi, si può impostare una comparativa delle reali capacità protettive dei vari tipi di caschi? Anche eventualmente per fascia di prezzo e magari proprio su moto it???? A questo punto si potrebbe parlare di cultura della sicurezza o quanto meno di acquisto consapevole, oggi pressochè inesistente. Grato per l'attenzione e din attesa di gentile risposta, ribadisco i miei complimenti per l'ottima iniziativa.

  • 9. casco

    Gent.Sig. Baldi , ho comperato un casco su EBAY proveniente dal giappone ,per la precisione un ARAI SZ-RAM3 , il top dei casci jet , e nonostante sia testato con test piu' severi che in europa visto che e' omologato JIS , SNELL e FIA mi ritrovo con un casco inutilizzabile in italia . Come posso fare per ovviare a tale problema?
    Colgo l'occasione per porgerle i miei piu' cordiali saluti
    Enrico

  • 10. Risposte alle vostre domande e commenti - Icaro 12

    Chiedo scusa a Icaro 12 per aver risposto solo alla prima pate del suo intervento (la fretta di rispondere a tutti mi ha tradito). Casco integale o casco apribile?
    Chiariamo subito che un buon casco apribile (e nel suo caso Nolan è una delle migliori marche presenti sul mercato) ha un coefficiente di protezione molto alto.
    Naturalmente deve essere omologato come casco integrale e non come casco jet.
    Mi spiego meglio (ma questo sarà oggetto di una successiva puntata): un azienda omologando un casco apribile lo può omologare come casco integrale o come casco jet.
    Nel secondo caso è chiaro che la protezione del mento non è garantita.
    Io, personalmete, preferisco un casco integrale in quanto comunque la mentoniera è solidale con la calotta e non vi sono meccanismi. Come dico sempre ai miei amici: a mio figlio (13 anni) faccio utilizzare un casco integrale in fibra di vetro.

  • 11. misure calotta esterna e spessore protezione inter

    salve, ho letto con molto interesse il vostro primo articolo e mi accingo a leggere con altrettanto interesse il secondo. in ogni caso ci terrei a farvi una domanda riguardo le dimensioni della calotta. anni fa girava la voce che fossero poche le case che producessero calotte di dimensioni variabili e che nel variare la misura del casco si giocasse sullo spessore della protezione interna. vorrei chiederle se questo corrisponde al vero. per quanto mi riguarda (non voglio fare pubblicità ad alcuno) io per il casco evito di fare il parsimonioso: mi fa sentire sicuro!
    Luciano barretta

  • 12. ottimo!

    Ottima sia l'iniziativa che l'articolo di Baldi. Complimenti!

  • 13. Riparabilità e durata del casco

    Salve ho letto con attenzione l'articolo xò volevo chiederle lo stesso questa cosa anke se un'altro utente ha già chiesto una spiegazione simile, io ho uno SHOEI XR 1000 ( in fibre composite) comperato nel 2004 sono 4 anni il casto dura come lei dice 5 anni ma io noto che la calotta interna da dei leggeri segni di movimento come se si stia scollando, preciso che non accade quando il casco è indossato ma me ne accorgo quando lo sto togliendo o quando lo pulisco. Può lei dirmi se devo sostituire li casco oppure può essere riparato ( preciso che non è mai caduto e quindi intatto in tutto e pertutto)e se può essere riparato sa dirmi dove rivolgermi?
    La ringrazio per la sua attenzione e le faccio i complimenti per questo forum molto interessante e spero che tutti quelle persone che comprano un casco solo perkè è bello si rendano conto di come spendano i soldi, per non parlare di quelle persone che mettono le scodelle per le 1000 da 300 Km/h . Ciao e grazie

  • 14. quale casco acquistare

    Con la mia transalp il casco è una compagno irrinunciabile, ma ho un problema di visibilità.
    Mi spiego: ho problemi si ampiezza di campo visivo con il mio Nolan integrale modulare o sto usando un Givi semiintegrale, ma la sicurezza ne risente.
    Può gentilmente consigliarmi un casco integrale che garantisca la massima ampiezza del campo visivo?
    Grazie
    Liviana

  • 15. Risposte alle vostre domande e commenti - Staffett

    Buongiorno a tutti, sono Carlo Baldi e vorrei rispondere ai vostri interventi.
    Mi scuso per il ritardo con il quale lo faccio, ma ero all'estero per motivi di lavoro.
    Inizio rispondendo all'utente Staffetta : il fatto che nel suo incidente lei abbia perso il casco sta a significare che lo stesso non era correttamente allacciato oppure era di una taglia troppo grande per la sua testa.
    Anche in caso di un forte impatto il casco non deve mai scalzarsi, ma deve restare soldiale con la testa dell'utilizzatore.
    Penso quindi che il suo casco non solo debba essere attentamente controllato per stabilire se sia ancora utilizzabile, ma soprattutto per controllare il cinturino e la taglia.

  • 16. Risposta a Fabrizio - MOTARD

    Ciao Fabrizio, mi permetto di darti del tu perchè tra motociclisti mi viene più spontaneo fare così.
    Voglio innanzitutto ringrazirti per le tue belle parole. Non so se riuscirò a fare un libro che abbia come tema il casco, ma ti devo dire che mi piacerebbe molto farlo. Sei naturalmente autorizzato ad utilizzare i miei suggerimenti e i miei scritti sia sul tuo sito che nel tuo negozio, e la cosa mi lusinga. Quello italiano è un mercato molto strano e purtroppo il marchio o la moda determinano troppo spesso le vendite e le scelte degli acquirenti. Va anche detto che non c'è mai stata una reale informazione che abbia consentito ai motociclisti di capire perchè un casco integrale costa 100 euro ed un altro 600 o quale fosse la reale differenza tra un casco in plastica ed uno in fibra. L'informazione è sempre stata scarsa ed alcune volte addirittura errata. Per questo stiamo cercando di fornire ai motociclisti, che sono sensibili al problema della sicurezza, tutte le informazioni possibili per aiutarli nelle loro scelte e per farli viaggiare più sicuri.
    Continua a seguirci e per qualsiasi cosa sai che siamo qui.
    Ciao

  • 17. Risposte alle vostre domande e commenti - Fashionb

    Come può leggere nel primo dei nostri articoli :

    d) Il casco causa traumi del collo: anche in questo caso gli studi svolti al proposito hanno dato esito negativo; anzi, i modelli matematici suggeriscono che il casco attenui le sollecitazioni sul collo.

    Sono però d'accordo sul fatto che utilizzare un buon collare potrebbe ulteriormente aumentare la nostra sicurezza.

  • 18. Casco

    Gent. sig. Carlo Baldi, sono in procinto di cambiare il mio casco Nolan N100 comprato nel 2000 (mi sono sempre trovato bene, a parte i fruscii) in quanto, sentito anche il parere di un responsabile Nolan, dopo c.a. 5 anni si vengono a perdere le caratteristiche di sicurezza necessarie. Quello che Volevo sapere da lei è se veramente dopo 8 anni non sono più protetto (il casco non è mai caduto, neanche da fermo) o se invece godo ancora della massima sicurezza. Nel caso sia da cambiare è meglio un integrale o va bene ancora un apribile? (ho sentito pareri discordanti, specialmente sul fatto che la mentoniera si potrebbe aprire in caso di caduta o accidentalmente. In attesa di una sua gentile risposta, cordiali saluti, Norberto.

  • 19. prezzi

    Importantissima l'iniziativa! Lavoro nel soccorso e vado in moto, penso sia fondamentale il casco ed anche tutto il resto del "vestiario", ed, in effetti, ho sempre speso dei capitali per caschi e tartarughe e giacche ecc. E' giusto capire se si può risparmiare qualche euro, ma avere allo stesso tempo la sicurezza di indossare tutto il possibile ci possa aiutare a salvaguardare le Ns "pieghe".

  • 20. Risposte alle vostre domande e commenti - Enhan/Em

    Lei è andato subito al nocciolo del problema.

    Moto.it ad oggi non testerà i caschi in laboratorio per la complessità che l'operazione richiede per ottenere uniformità e correttezza dei risultati.
    Siamo però convinti che l'analisi statica del prodotto "messo a nudo" e osservato da occhi esperti (stampi, materiali interni e esterni, strati, spessori, incollaggi, meccanismi, rifiniture) possa servire a dare utili e oggettive indicazioni sul fondamentale rapporto sicurezza - qualita' - prezzo di ogni casco; che è ciò che dovrebbe interessare di più a chi deve fare una scelta di acquisto. Voglio risparmiare? Quali sono i caschi che in quella fascia di prezzo sono ben costruiti? Oppure, non ho limiti di spesa? Bene, ma quali caschi valgono realmente il prezzo a cui sono venduti?
    Non è escluso che più avanti Moto.it si possa avvalere di ulteriori prove dinamiche.

    Non è escluso però che in futuro si possano organizzare queste comparative Quello che possiamo fare è fornirvi (al termine di tutte le puntate dedicate al casco) la maggior quantità possibile di informazioni e di notizie per permettervi di scegliere sempre un buon casco e di utilizzarlo al meglio. Come ho già avuto modo di scrivere in altre risposte, non è solo il prezzo che garantisce qualità e sicurezza.
    Un esempio: è chiaro che una BMW R 1200 RT ha prestazioni superiori allo scooter Scarabeo 125 Aprilia, ma questo non vuol dire che lo scooter sia di pessima qualità: è un prodotto diverso. Un jet da 100 euro può essere di ottima qualità, ma resta sempre un jet, con la protezione di un jet.
    Per certo non possiamo costringere tutti a spendere cifre elevate o ad utilizzare solo caschi integrali.
    Il mercato offre moltissimi prodotti. Alla nostra sensibilità ed accortezza (una volta che disponiamo delle conoscenze necessarie, e questo è l'obiettivo di Moto.it) scegliere il casco che fa per noi. Ci segua anche nelle puntate successive e quello che le sto scrivendo le sarà più chiaro.

  • 21. Daniel 86

    Buongiorno Daniel, vorrei innanzitutto chiarire che la vita di un casco viene stimata in circa 5 anni, ma come ho scritto nel mio articolo, molto dipende dall'utilizzo che si è fatto del casco e sopratutto dal fatto che non abbia mai subito urti. Per quanto riguarda la sua domanda mi è difficile risponderle senza aver visionato il casco. Se ho ben capito la calotta interna si muove leggermente nel calzarlo. Non tutte le aziende incollano la calotta in polistirolo alla parte interna della calotta esterna (scusi il gioco di parole). Se le due calotte combaciano perfettamente la colla può non essere necessaria. Oppure può capitare che la colla che saldava le due calotte si sia staccata e quindi il polistirolo si possa muovere leggermente. Però il mio timore è che la sua calotta in polistirolo, con il tempo sia diminuita di spessore (il polistirolo può subire questi mutamenti) e di conseguenza non combaci più perfettamente con quella esterna. Il modo migliore per accertarlo è quello di recarsi dal suo rivenditore che richiederà all'importatore Shoei un controllo del casco in generale e delle due calotte in particolare. Se non dovesse avere soddisfazione dal rivenditore si rivolga direttamente all'importatore Shoei che è la ditta Evolve di Fabriano. Può visionare il loro sito a questo indirizzo :

    http://www.shoei-evolve.it

    Le sarei grato se mi tenesse informato della sua vicenda. La ringrazio per il suo intervento e per i complimenti che mi fanno piacere perchè vengono da un motociclista come lei, attento alla propria sicurezza.

  • 22. Luciano Barretta

    Egr.sig.Baretta, grazie per il suo commento. Per quanto riguarda il numero di misure della calotta esterna di un casco, solitamente l'azienda specifica se il casco utilizzi una o più calotte esterne. Ove il produttore comunichi che la calotta esterna sia una sola, è chiaro che deve variare il numero di calotte interne per poter coprire tutte le taglie (come minimo dalla XS alla XL). E' altrettanto chiaro che le calotte interne che il produttore deve utilizzare abbiano la stessa dimensione esterna, ma differente spessore, proprio per aumentare o dimnuire la taglia del casco. Alcuni anni fa i caschi venivano prodotti con una sola calotta esterna, ma ai giorni nostri è ormai sempre più raro trovare nuovi modelli di caschi con una sola calotta esterna, in quanto normalmente le calotte esterne sono almeno due ed in alcuni casi tre. Sono invece pochissime - almeno per ora - quelle aziende che utilizzano più di tre misure di calotta esterne. E' chiaro che un casco con più misure di calotte esterne avrà un ingombro sempre dimensionato alla taglia e di conseguenza si potrà evitare l'utilizzo di caschi dagli ingombri esterni notevoli (con relativo aumento di peso e rumorosità). Ai fini della sicurezza invece non cambia molto. Anzi utilizzando una calotta interna in polistirolo molto spessa, la sicurezza sarà senza dubbio buona (a patto che la calotta abbia la giusta densità). Non dimentichiamoci mai però che il casco è un sistema di sicurezza la cui qualità dipende da tutti i suoi componenti e non solo dalle calotte interne o esterne. Spero di essere stato abbastanza chiaro ma se così non fosse non esiti a ricontattarci. Grazie

  • 23. traumi vertebre cervicali

    Ottimo articolo ma da quanto mi risulta da alcuni dati forniti dal 118 dall' introduzione dell'obbligo del casco sono ovviamente diminuite le lesioni alla scatola cranica ma sono aumentate le lesioni alle vertebre cervicali data la maggiore inerzia provocata dal peso aggiuntivo del casco,l'unico sistema per attenuare questo problema è l'adozione delle giacche con airbag pneumatico completo di collare che blocca questi movimenti appena il motociclista viene disarcionato.

    Gabriele Bonezzi

  • 24. grazie

    non smetteremo mai di ringraziare la redazione che con articoli ed iniziative come queste, ci aiutano a salvaguardare la nostra delicata pellaccia di motociclisti.
    BRAVI e.... dopo il casco mi raccomando non dimenticate la protezione della colonna vertebrale (tartaruga)
    paolo buffulini

  • 25. UN PO' DI LUCE IN UN OSCURO UNIVERSO

    Ciao, finalmente qualcuno che dice cose sensate.
    Vado in moto dal 1979, ho sempre fattoil binomio moto=casco.
    Nel 1986 tornando dalla Svizzera sono caduto e ho rotto la calotta del casco, ma in barba a tutti quelli che rideva sono vivo.
    Ho corso a livello amatoriale nel fuoristrada dal 1984 al 2000, dal 2002 ho trasformato la mia passione nel mio lavoro, ho aperto un negozio di abbigliamento e accessori moto: MOTARD.
    Sono stato per anni ARAI dipendente ma poi un pò per il lavoro e un pò per una maggiore esperienza acquisita ho capito che la marca non è tutto.
    Ad oggi in Italia risulta ancora difficile vendere marchi di caschi che non siamo di tendenza o in testa al pilota di punta del momento.
    Ancora + difficile il discorso del casco da fuoristrada, dove se pesa + di un kilo il tuo casco fà schifo.
    Vorrei sapere se un giorno queste tue considerazioni sul casco diventeranno un libricino o se posso e se sono autorizzato ad fare copie di questi tuoi preziosi consigli e divulgarli nel mio negozio o presso le molte richieste che mi arrivano dal mio sito on-line.
    Fabrizio
    MOTARD

  • 26. Risposte alle vostre domande e commenti - PER TUTT

    Grazie per la vostra attenzione che ci conferma che c'è una richiesta da parte dei motociclisti di conoscere il casco e le protezioni in generale. Mi scuso per gli eventuali errori di battitura, ma ho cercato di rispondere a tutti in breve tempo. Continuate a leggere i nostri articoli e al termine dello "speciale casco" siamo certi che potrete disporre di una maggiore conoscenza del vostro casco e sarete quindi in grado di proteggervi meglio. E questo è il nostro obiettivo finale. Alcune dell vostre domande si rferiscono a puntate che dobbiamo ancra pubblicare e per questo ( e per motivi di spazio) non ho potuto rispondere in maniera esaustiva. Continuate a seguirci e a scrivermi.
    Grazie

  • 27. Risposte alle vostre domande e commenti - Milio

    Quello che lei giustamente richiede è proprio quello che vorremmo chiarire al termine dei nostri articoli sul casco.
    Vogliamo fornirvi tutte le informazioni che vi consentano di poter conoscere il casco e poter riconoscere un casco di qualità da un casco poco sicuro.
    Non credo vi siano particolari speculazione economiche, ma solo una pericolosa disinformazione.
    In linea di massima è chiaro che un casco da 450 euro sia più sicuro di un casco da 90 euro, ma come vedrà nel prosieguo dei nostri servizi non è solo il prezzo a garantire la sicurezza e la qualità di un casco.

  • 28. caduta dopo impatto frontale con auto

    nel mio caso,(come in altri) dopo un forte impatto frontale con auto invadente corsia ho perso il casco che è caduto a qualche metro di distanza,è piu logico sostituirlo per non avere poi brutte sorprese durante una semplice gita fuori porta. Grazie dell'attenzione

  • 29. Complimenti!

    Oltre che appassionato motociclista mi affascina molto l'oggetto
    casco e tutto ciò che gli ruota intorno, per cui trovo molto
    interessante che una persona del settore metta a disposizione le
    sue conoscenze.
    Quando si parla di caschi sulle riviste di settore si mettono a
    confronto prezzi, pesi, finiture e design, ma mai nessuno che dica
    quanta differenza in termini di sicurezza ci sia tra una Arai da 800
    euro e un casco da 50 euro acquistato in un ipermercato.
    E' chiaro che nella cifra che si spende per possedere un RX-7
    entrano in gioco fattori legati all'immagine e al marketing, ma dati
    scritti neri su bianco li ho letti solo una volta, circa 10 anni fa in un
    numero speciale di Motociclismo dove venivano riportati i valori
    legati all'assorbimento da parte del casco di un urto.
    Quanto erano attendibili quei valori? Perchè non si riprova dopo
    anni a rifare una prova del genere, visto anche l'ingresso di prodotti
    provenienti dal far-east?
    Personalmente per la mia testa ho scelto un Arai Condor; non
    potendo conoscere i reali dati sulla sua capacità di assorbimento,
    mi sono basato su quello che vedo: Nakano Mugello 2004.....
    Saluti
    Emanuele

  • 30. Risposte alle vostre domande e commenti - Frank

    E' difficile risponderle senza aver potuto visionare il suo casco. Da quanto mi dice sembra solo un danno estetico e comunque di certo l'area di impatto del sassolino deve essere stata minima e quindi non deve aver intaccato la calotta interna, ma solo quella esterna. Se la calotta non si è crepata, ma solo scalfitta penso proprio che il suo casco sia ancora in piena forma e non debba essere sostituito.
    Per scrupolo lo faccia controllare dal suo negoziante di fiducia o se vuole mi mandi una foto della pate daneggiata per e-mail : baldi@moto.it

  • 31. Per il sig. Andrea

    La sua taglia è davvero molto grande.
    E' sicuro di avere la misura 68? Per esserne certo può utilizzare un metro da sarta (quello in plastica a nastro) e misurare la circonferenza della sua testa partendo dal centro della sua fronte. I centimetri che leggerà saranno esattamente quelli della sua taglia.
    Alcune case producono caschi nella misura XXL che corrisposnde all'incirca ad una circonferenza cranica di cm. 64-65 e l'unica azienda (che io sappia) che produce la misura 68 è Arai.
    La invito quindi a contattare l'importatore Italiano Ber Racing per maggiori chiarimenti.

  • 32. Consiglio per acquisto casco

    salve sono il sig. Andrea, ho bisogno del vostro aiuto, potete farmi sapere dove posso acquistare un casco fuori misura 68 cm di circonferenza, grazie vi ringrazio anticipatamente distinti saluti!

  • 33. Sempre ed ovunque

    Ho 55 anni e, sono sempre stato un moderato motociclista da un anno sono passato allo scooter (400) devo dire che sono abbastanza sodisfatto.
    Da quando avevo 14 anni ho sempre indossato il casco, anche senza obbligo. Mi rivolgo principalmente ad alcuni giovani che a volte sottovalutano l'importanza di quest'accessorio: SEMPRE ED OVUNQUE INDOSSATE IL CASCO IN QUANTO IL PERICOLO E' SIA NEL TRAFFICO CITTADINO CHE FUORI CITTA'

  • 34. utilità

    è bene far capire ai giovani che indossano il casco parsialmente per non appiatire l'inutile cresta sostenuta da un impacco di gelatina, è meglio indossare il casco correttamente ed evitare un trauma cranico conseguenza ben più grave e spesso inreversibile!

 
LINK UTILI I più letti dell'ultimo mese Guida al casco
  • Prima parte: il sistema casco
  • Seconda parte: la calotta esterna
  • Terza parte: la calotta interna
  • Quarta parte: i componenti
  • Quinta parte: uso e manutenzione
  • Sesta parte: l'omologazione Europea 22-05
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