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Planet Explorer 8 - Ireland - Day 3

- Siamo al terzo di giorno di viaggio ed iniziamo a preoccuparci. Anche statisticamente parlando, infatti, non è possibile trovare per tre giorni consecutivi un tempo del genere! Sole e cielo limpido fino al tramonto, le prime nubi che vediamo al mattino si diradano in poche ore ed i colori dal paesaggio tornano quelli più unici che rari da vedere in Irlanda


Persino dall’Italia l’amico Alex ci scrive un post su Facebook, dopo aver visto su Moto.it il video della seconda puntata, e sottolineando il c… che abbiamo!
La prima tappa della giornata è a nemmeno 10 chilometri dal Causeway Hotel, dove abbiamo pernottato, per cui giusto il tempo di scaldare il motore e rimettersi in marcia per una manciata di minuti, che già arriviamo al nostro punto di interesse. Carrick-a-Rede Rope Bridge, che già solo a scriverlo e a pronunciarlo implica un corso di inglese di secondo livello, è la seconda grande attrattiva nell’Irlanda del nord, sempre nella contea di Antrim, nel villaggio di Ballintoy. E come dice il nome, per chi ha una minima dimestichezza con l’inglese, è un ponte di corda, di quelli in stile tibetano per intendersi. La singolarità è proprio quella di collegare la costa con un isolotto di origine vulcanica, anzi un vero e proprio cono vulcanico eroso dalle acque, anch’esso generato dalla potente eruzione ed esplosione sottomarina che 60 milioni di anni fa plasmò la costa di Causeway. Ma perché un ponte sospeso ad un’altezza di 25 metri e lungo una ventina di metri solo per raggiungere un isolotto di roccia e tufo? Secondo la storia sono stati i pescatori che già nella seconda metà del ‘600 iniziarono a costruire i primi ponti per collegare la terraferma a Carrick island, vista l’importante rotta migratoria proprio in questo passaggio di salmoni. Un tempo il ponte era costituito da qualche asse di legno malandato e da un paio di funi, oggi è una vera e propria struttura in metallo che ad attraversarla può fare un certo effetto, tanto che qualche turista un po’ troppo sensibile per tornare indietro ha preteso la barca!


Anche per la prossima sosta non abbiamo in realtà molta strada da percorrere, e da Carrick in una quindicina di chilometri arriviamo a Bushmill, dove ha sede la più antica distilleria di whisky al mondo. E pensate che è dal ‘600 che questi mastri distillatori conservano l’antico segreto, come tengono a sottolineare, di trasformare l’acqua in oro! Una tappa non troppo consigliata ai motociclisti, visto che anche chi non ama l’alcool, giusto per curiosità o per tentazione, quel goccetto di troppo, a fine visita, potrebbe farcelo anche scappare. Adesso si torna in sella veramente, e l’Africa Twin torna a fare il suo dovere per altri 250 chilometri che ci spariamo quasi tutti d’un fiato, pennellando una serie di curve in questa contea che sembra disegnata apposta per le moto. Centinaia i motociclisti che incontriamo per una gara famosissima, almeno da questa parti: la “Northwest 200”, che ci corre dal 1929 in un triangolo cittadino fra i più veloci al mondo, con velocità di punta oltre i 330 orari! E dove la Honda, con 84 vittorie, detiene il primato costruttori.
Spostandoci di contea in contea, attraversiamo anche Derry o Londonderry, un’altra città che come Belfast ha vissuto in passato violenti scontri fra cattolici e protestanti e alla fine, almeno sul nome, l’hanno spuntata i cattolici, visto che dopo molte peripezie ad oggi è tornato ufficialmente ad essere Derry. Piacevolissima, pulita e molto ordinata, Derry viene anche chiamata la “Maiden City”, la città vergine appunto, proprio perché storicamente le sue fortificazioni, quell'imponente cinta muraria che circonda il cuore della città, non sono mai andate distrutte nel corso delle varie battaglie.


Dopo una sosta senza senso a Grianàn Ailigh, considerata dalla guida uno dei luoghi da non perdere, ma che noi vivamente vi consigliamo invece di saltare a pie’ pari, imbocchiamo dopo Donegal la WAW, la Wild Atlantic Way, una strada spettacolare che, come dice il nome, corre lungo la dorsale oceanica, e dove la nostra Africa Twin può finalmente tornare a fare la vera granturismo ma con un piglio sempre sportivo, visto che le Dunlop Trailmax che utilizziamo consentono un passo veloce ed un grip assolutamente notevole dato anche da un asfalto ruvido e asciutto.
Sligo sarà il nostro punto di arrivo, ma non prima di un passaggio a Mullaghmore, una silenziosa località che si affaccia proprio dirimpetto all’oceano Atlantico, tanto cara agli amanti di surf e windsurf per la maestosità delle sue onde. Domina la scena di un paesaggio a dir poco straordinario la figura di Classiebawn Castle, una dimora in stile baronale che ha dietro alle sue spalle la caratteristica sagoma di Ben Bulben, quella montagna tanto cara al celebre W.B. Yeats.

Testo e foto di Luca Bracali
Video di Danilo Musetti

  • palenzo#51, La Spezia (SP)

    brava redazione e bravi voi viaggiatori.. mi viene voglia di partire domani... anzi oggi stesso.. peccato che mi tocca lavorare :-) continuate così e buon divertimento!!
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