Planet Explorer 5 Marocco: seconda puntata

Planet Explorer 5 Marocco: seconda puntata
Luca Bracali e la Honda Crossrunner di Planet Explorer 5 sono arrivati a Marrakech. Segui il viaggio in Marocco tappa per tappa su Moto.it
13 dicembre 2014

Rabat - Casablanca - Marrakech: 320 Km

Una cosa è certa: con Planet non andiamo mai a letto prima delle 3 di notte! In pratica si lavora nonstop per 18 o 19 ore al giorno e poi qualche ora di sonno giusto per ricominciare. La partenza da Rabat non è delle più brillanti, gli occhi fanno ancora fatica a stare aperti ed il caos di una capitale non ci aiuta certo a trovare il giusto ritmo. Invece che puntare diretti alla nostra meta finale, che per questa seconda tappa sarà Marrakech, facciamo una deviazione per Casablanca, con il solo scopo di fare un saluto all'importatore Bardahl per la regione del Maghreb, visto che il noto marchio di lubrificanti ci accompagna nelle nostre avventure in giro per il mondo da quasi 20 anni.
Certo che la Casablanca di Humphrey Bogart e della seducente Ingrid Bergam ha perso un po' di quel suo fascino da Oscar, la Casablanca di oggi è un caos in continuo fermento, una città di 4 milioni di persone che è anche la capitale economica del paese per cui buona parte del denaro, pulito e meno, transita da qui. Famosa un tempo per le cliniche specializzate in chirurgia estetica ma anche come punto di approdo per le auto rubate in Italia, la città in se per se non offre patrimoni storico-artistici di particolare rilievo ad eccezione della moschea Hassan II, la terza al mondo per dimensioni e quella con il minareto più alto che, con i suoi 210 metri di altezza, ha la duplice funzione di faro portuale. Se includiamo il piazzale antistante, può arrivare ad ospitare qualcosa come 80.000 fedeli, esattamente quanti i tifosi di San Siro, giusto per darvi l'idea.
Con l'ausilio del navigatore satellitare in 15 minuti siamo già fuori da questa città che pensate è la quarta in Africa per estensione, a livello di area metropolitana, dopo Cairo, Lagos e Kinshasa.


Ma se la frenesia ce la lasciamo alle spalle, bene è non lasciarsi prendere troppo dall'euforia dell'autostrada e dall'allungo della Crossover che pure a pieno carico, sugli 8.000 giri oltrepassa di poco i 200 orari di strumento. Non so quanto mi costerà questo viaggio a livello di multe, ma non ho mai visto in vita mia così tanti autovelox. Non solo postazioni fisse ma pure pattuglie mobili e nascoste un po' ovunque, anche sotto le fronde dei cespugli per mimetizzarsi meglio sotto l'ombra. Pistola laser e via!
Il Marocco è un paese profondamente cambiato nel corso dell'ultimo decennio e sta correndo ad una velocità tale da mettere in crisi qualunque paese europeo. Anche la sicurezza non è un fattore di poco conto, cresciuta pure lei a dismisura. Entrare in città significa quantomeno passare un posto di blocco con bande chiodate a terra ed almeno altri 4 punti di controllo alle varie rotatorie. Vige un controllo così totale per strada che un po' mi ricorda l'Urss degli anni '70, tanto da venir fermati da un poliziotto giusto perché stavamo facendo le riprese della moto ad una rotatoria. "Avete il permesso? Altrimenti qui non potete restare...".

Il primo pensiero che mi è balenato per la mente, quando siamo entrati a Marrakech, è stato un semplice calcolo: fra quante ore saremmo ripartiti! E pensare che circa un millennio fa, nel 1062 d.c., il capo berbero degli Almoravidi capì subito l'importanza strategica di questo avamposto in cui facevano sosta, come fosse un crocevia, le carovane provenienti del deserto. Fu così che pensò di edificarvi una vera e propria città con imponenti bastioni, prevedendo addirittura un sistema di irrigazione sotterranea. Tante, veramente tante le persone che si riversano oggi in quella che forse è considerata la piazza più famosa al mondo e che un tempo pensate era il luogo della pubblica esecuzione, tanto che Jemaa El Fna significa infatti "assemblea dei morti". Ed a mille anni di distanza il trambusto continua a riecheggiare e fra incantatori di serpenti, artisti improvvisati, ciarlatani e musicanti, il cuore pulsante del Marocco non cesserà mai di battere...

Il Video della seconda puntata

 

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