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Planet Explorer 12: Malta, Day 4

- Se ieri abbiamo gridato vittoria per la mancata pioggia, oggi ce la siamo presa tutta: un acqua battente che è durata ininterrottamente dalle 11 alle 17!


Un’altra mezz’ora abbondante di strada, rigorosamente sotto la pioggia, per giungere alle catacombe di Tal-Mintna, un sito che normalmente viene chiuso al pubblico, ma per il team di Planet Explorer per una volta è stata fatta eccezione, e un incaricato di Heritage Malta ha aperto le porte appositamente per noi.
Come le catacombe di San Paolo, anche queste risalgono al quarto secolo dopo Cristo, con la sola differenza che sono molto più piccole e situate nel sud dell'isola.
Ma sono anche più autentiche, perché prive di quegli orpelli che le rendono fenomeni da baraccone acchiappa-turisti.
Dentro i cunicoli sotterranei di Tal-Mintna si entra con la torcia, perché non esiste la luce e gli scalini sono ricoperti di muschio, il che già lascia ad intendere la genuinità del sito. Un tavolo circolare in pietra, attiguo alla camera funeraria, stava a significare il luogo di raccolta, quello dove si sarebbe consumata una specie di ultima cena in onore del defunto.

Visto che il viaggio ed il piacere della moto oggi non ce lo godremo affatto, tanto vale continuare la nostra ricerca e soddisfare la voglia di conoscenza. Borg in-Nadur è un altro tempio megalitico, e seppur molto più piccolo di Tarxien, anche questo, come per le catacombe, ha un sapore di unicità ben diverso, nessuna copertura e nessun turista. Pur appartenente al tardo neolitico, questo tempio è stato utilizzato varie volte, e durante epoche diverse. Sia nel 2.500, nell'età del bronzo, quando Malta fu invasa da un altro gruppo di persone, molto probabilmente guerrieri greci provenienti dalla Puglia, che durante il periodo punico, quando giunsero fenici, cartaginesi, e successivamente i romani.
Ha origini antichissime ed è un villaggio maltese di pescatori dalle case colorate e dal nome impronunciabile. Marsaxlokk, però, è famoso per le sue barche con gli occhi: sono i luzzi, imbarcazioni pitturate con colori vivaci che vanno dal giallo al rosso, dal verde al blu. E sulla prua compaiono due grandi occhi dipinti, simili a quelli che decoravano le antiche navi fenicie e greche: sono gli occhi di Osiride o di Horus che, secondo la tradizione, proteggono la barca dalla sventura.
Marsaxlokk in maltese significa “porto a sud-est”, ed oggi è il porto dell’isola più attivo nella pesca.
Alle 17, quando quel sole che non c’è comunque tramonta, cessa anche la pioggia. Quantomeno rientriamo in hotel asciutti.

Testo e foto di Luca Bracali
Video & editing Nicolò Piccione

  • DettoFatto, Lodi (LO)

    il testo scritto è più corretto rispetto al video, perchè affermare che nel tremila avanti cristo esistessero "i siciliani" non è proprio accurato...
    ai tempi non esisteva un unico "popolo" a cui potersi riferire come "i siciliani", e non è nemmeno chiaro da dove venissero i primi abitanti dell'isola che oggi chiamiamo Sicilia.
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