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Planet Explorer 11: Australia - Day 5

- I giorni passano e il maltempo resta. Ci dicono sia una stagione diversa dalle altre, e mi viene da pensare che tutto il calore, e quindi l’umidità accumulata nel caldissimo inverno appena trascorso, siano una sorta di battesimo al viaggio

DAY 5: Rockhampton / Eauguella / Cape Hillsborough (580 km)
I giorni passano e il maltempo resta. Ci dicono sia una stagione diversa dalle altre, e mi viene da pensare che tutto il calore, e quindi l’umidità accumulata nel caldissimo inverno appena trascorso, siano una sorta di battesimo al viaggio. Con piogge torrenziali iniziate, guarda caso, dopo il nostro arrivo. Ma va bene così, lo spirito dei veri viaggiatori non si ferma certo di fronte al maltempo: magari, però, per poter filmare e documentare un live-tour come Planet, avremmo bisogno anche di un po’ di tregua...Ad una trentina di chilometri a nord di Rockhampton, proseguendo sempre in direzione nord, scopriamo le indicazione per le cave Capricorn e pensiamo alla solita messa in scena per turisti. Invece non è così: le Capricorn Caves sono un suggestivo labirinto di grotte scavate nella roccia calcarea, la cui formazione è iniziata ben 390 milioni di anni fa. Stalattiti, coralli, radici d'albero penzolanti e anche qualche pipistrello, si possono ammirare all’interno delle grotte, che assumono un aspetto ancora più spettacolare durante il periodo del solstizio d’estate, quando i raggi del sole penetrano verticalmente attraverso una fessura nel tetto della grotta stessa, a 14 metri di altezza. C’è persino un "salone" così ampio, definito cattedrale, con una acustica perfetta, dove si celebrano matrimoni e si ascoltano concerti, vivendo una esperienza sensoriale davvero unica.

Il viaggio prosegue, questa volta un po’ nell’interno, seguendo una strada decisamente tortuosa dove il bicilindrico Honda gira sempre tondo, riprende piuttosto bene dai bassi mantenendo un allungo deciso quando serve. Con il traction control disinserito il divertimento è assicurato, anche in uscita di curva! Isolato dal resto del Paese, avvolto in un’aurea tutta propria, il parco Nazionale di Eungella è ancora per una buona parte inaccessibile. E’ qui che si estende il più lungo tratto di foresta pluviale sub-tropicale australiana, che ospita ben 860 specie diverse di piante. Ma alcuni tratti di foresta pluviale sono rimasti isolati per migliaia di anni, consentendo lo sviluppo di biodiversità assolutamente uniche, come la rana di Eungella appunto, che ha la particolarità di incubare le uova nello stomaco e di partorire i girini rigurgitandoli. Sempre all’interno del parco si trovano le cascate di Finch Hatton Gorge, anch’esse immerse nella foresta pluviale e raggiungibili con una camminata di 40 minuti, ma non ne vale assolutamente la pena: non tanto per il trekking, quanto per le cascate stesse, fortemente deludenti. Come del resto lo è stata l’esperienza di quella sanguisuga che mi si è attaccata al polso mentre stavo fotografando. E non vi dico quanto abbia dovuto penare per staccarla! Una giornata davvero intensa, ma che non sì è ancora conclusa. Abbiamo un’altra ora di strada e tanta pioggia per raggiungere un altro parco che mi dicono sia spettacolare: Cape Hillsborough. Ci arriviamo a tarda sera, giusto il tempo di asciugarci e per vivere poche ore dopo, di primissimo mattino, un’esperienza davvero straordinaria. La sveglia suona alle 4.45 e la nostra cabina dista meno di 10 metri dalla spiaggia. Come per incanto ci sono loro, quegli ospiti silenziosi che osservano con attenzione ogni nostro movimento: sono decine di canguri, che ogni mattino scendono in spiaggia in cerca di cibo prima che faccia troppo caldo. Ce ne sono molti disseminati lungo la spiaggia, maschi e femmine, con il cuccioletto che si affaccia dal marsupio e ti scruta per qualche secondo prima di tuffarsi al sicuro, nel ventre di mamma canguro, protetto da ogni sguardo indiscreto. Sono attimi straordinari, cerchi il contatto, ti lasciano avvicinare fino a quando decidono di farlo poi, come per magia, scompaiono con un balzo…

Luca Bracali

  • Gaal Dornik, Modena (MO)

    Nel nord dell'australia, in questa stagione, piove sempre tutti gli anni.
    Se non vuoi la pioggi bisogna andarci durante l'inverno australe (giugno-agosto) che è anche un po' più fresco.
  • andy10, firenze (FI)

    Bel viaggio ma i bagagli non ce li avete? Non mi dite che avete una auto di supporto...
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