Planet Explorer 11: Australia - Day 1

Non sono passati ancora cinque mesi dall’ultimo viaggio in moto, che la piccola carovana di Planet Explorer si rimette nuovamente in marcia...
1 dicembre 2017

E dalla Svizzera, dove eravamo lo scorso giugno, facciamo veramente un gran balzo avanti nel planisfero, ci lasciamo uno scooter a 4 ruote per salire in sella ad una maxi-enduro. Per la sua 11esima edizione, Planet Explorer ha scelto una delle destinazioni più evocative, quantomeno per noi europei; una meta situata quasi agli antipodi della nostra cara Italia, e che più di una nazione è un vero e proprio continente: l’Australia! Un’Australia che percorreremo da sud a nord sempre seguendo la nostra formula, che resta a tutt’oggi unica nel suo genere: quella del live-tour, un viaggio in sei tappe da narrarvi ogni giorno con foto e video, così come lo viviamo noi. Attraverseremo il Queensland, una delle regioni più belle di questa sconfinata nazione, per conoscere da vicino le sue tante bellezze naturali, che troveremo percorrendo la “Golden Coast” in un viaggio lungo 2.400 chilometri che affronteremo in sella ad una moto che di viaggi e di turismo se ne intende: l’Africa Twin.

Già quasi 20 ore di aereo per raggiungere l’Australia dall’Italia mettono a dura prova anche i più allenati al jet-lag; se poi ci spariamo quattro ore di sonno, è facile capire come sia stato il mood del primo giorno, il più difficile, quello della partenza. L’inizio del tour non può che essere da Sydney, la città simbolo di questa nazione che ha una storia di nemmeno tre secoli, davvero giovanissima. E pensare che gli aborigeni hanno popolato queste terre per 40.000 anni, anche i dintorni dell’attuale Sydney, fino al giorno in cui non sbarcarono i primi coloni britannici, in quel 1788 in cui il capitano Phillip fondò la città come colonia penale. E’ da qui che per molti inizia l’anno zero.

Sydney è proprio una città piacevole, bella da vedere e rilassante da vivere, sviluppata lungo una baia in cui è sempre più difficile spostarsi in auto, ma anche in moto, e sono sempre più consigliabili il traghetto o i water-taxi, per poi proseguire a piedi. Harbour Bridge, un ponte ad arco che può essere addirittura scalato, unisce due parti della città: la zona, per così dire, più storica e quella suburbana. Sydney oltretutto vanta il porto naturale più grande al mondo, Port Jackson, ed una 70ina di spiagge fra cui la celeberrima Bondi Beach, alla quale, ad onor del vero, di affascinante è rimasto solamente il nome, ed è sempre più una meta acchiappaturisti.
L’Opera House è un grande esempio di architettura, tanto che nel 2''7 è entrata a far parte del patrimonio Unesco. E la sua effigie, così stagliata e riconoscibilissima, è divenuta il simbolo non solo della città, ma dell’intera nazione.

Se però l’intenzione è visitare una fetta di Australia, e magari farlo in moto, è bene dedicare a Sydney il giusto tempo, perché nelle ore di punta sembra di trovarsi fra il grande raccordo anulare e la tangenziale di Milano, e questa esperienza non fa certo per noi.
L’Africa Twin non scalda nemmeno in mezzo al traffico, il raggio di sterzo è ampio, e ci consente di spostarci con rapidità e disinvoltura anche in mezzo al traffico. Saliti sull’Harbour Bridge imbocchiamo così la M1 e proseguiamo verso nord, per concludere la nostra prima tappa a Newcastle.

Luca Bracali

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