Per inviarci segnalazioni, foto e video puoi contattarci su info@moto.it
I nuovi regolamenti stabiliti dai britannici provano a rispondere al mercato: si vendono sempre meno moto sportive 1000, e quelle poche sono sempre più diverse per prestazioni e architetture dei motori. Il BSB adotterà un sofisticato approccio di Balance of Performance (BoP), basandosi sui principi già utilizzati nelle categorie Supersport Next Generation e Sportbike. Il cuore della piattaforma sarà un sistema di gestione elettronica basato sulla coppia di Mectronik, in sostituzione dell'attuale centralina di controllo. Ogni moto idonea sarà calibrata per operare entro i parametri prestazionali definiti dal BSB, con l'obiettivo di ottenere prestazioni comparabili tra le diverse marche e modelli. L'obiettivo iniziale sarà quello di realizzare motori con una potenza di circa 200 CV e con la coppia ben distribuita. Successivamente, i dati raccolti in pista consentiranno al sistema di evolversi: da un equilibrio iniziale di potenza si passerà a un equilibrio complessivo di prestazioni.
Il regolamento terrà conto anche delle diverse generazioni di motociclette attualmente disponibili. Quelle più recenti rimarranno sostanzialmente più vicine alle specifiche standard, mentre ai modelli più datati sarà consentito l'utilizzo di componenti specifici, se necessario, per rientrare nei parametri prestazionali richiesti.
Si vuole anche prolungare la durata dei motori, migliorare l'affidabilità e ridurre il numero di quelli necessari in stagione, con un beneficio in termini di costi.
Nelle intenzioni, il pacchetto elettronico semplificherà i tanti aspetti che attualmente richiedono notevoli risorse ingegneristiche. Introducendo moderni sistemi di assistenza alla guida tra cui il controllo della trazione basato su sensori inerziali, il sistema anti-impennata e il controllo della partenza. E questo dovrebbe anche facilitare i nuovi piloti che progrediscono nelle classi di supporto del BSB o che provengono da campionati internazionali e nazionali.
L'amministratore delegato di MSV, Jonathan Palmer, ha dichiarato: "L'obiettivo è creare un ambiente in cui una gamma molto più ampia di costruttori possa competere, riducendo la necessità di costosi sviluppi e consentendo al contempo a team e piloti di fare la differenza. La nostra ambizione è che ogni marchio rappresentato abbia il potenziale per competere ai vertici con la giusta combinazione di team e pilota.”
Il direttore della serie BSB, Stuart Higgs, ha dichiarato: "I cambiamenti rappresentano un importante riavvio per il campionato, che si avvale di principi tecnici collaudati per ricostruire la competitività tra costruttori, team e piloti. Non è la prima volta che la BSB intraprenderà i passi necessari per sviluppare e introdurre nuove soluzioni sportive e tecniche.”
La filosofia si basa sui principi del Balance of Performance, già applicati con successo nelle categorie Supersport Next Generation e Sportbike del BSB, dove moto con architetture molto diverse competono insieme. Queste classi si sono poi evolute e sono confluite nei campionati del mondo e in numerosi campionati nazionali. La novità ha ricevuto riscontri iniziali positivi dai team attuali e potenziali di BSB, e sono già in corso discussioni con potenziali produttori entranti e di ritorno.
La gamma di nuove moto supersportive da 1000 si sta riducendo, appunto, e le moto disponibili sono sempre più eterogenee in termini di età, tipologia di motore e potenziale in termini prestazioni. Insomma, i costruttori potrebbero trovarsi a competere con motori di cilindrate diverse e con caratteristiche di potenza e coppia differenti. Il mondiale SBK già adotta alcune misure per livellare le condizioni di gara tra i costruttori: per il 2027, tra le altre cose, arriverà un limitatore di giri specifico per ogni costruttore, combinato con una limitazione del flusso di carburante. Ecco che un sistema basato sulla coppia, tipo quello britannico, potrebbe essere un'altra possibile strada per armonizzare le soluzioni della produzione di serie. Il BSB del 2027 dovrà dimostrare concretamente se questo obiettivo possa essere realizzato e come.Il concetto potrebbe interessare anche il campionato mondiale Superbike, se dal 2030 saranno ammessi motori di cilindrata maggiore fino 1200 cc.