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Ne avevamo parlato già nel novembre 2023, quando lo (o la?) Yamaha PG-1 debuttava in Thailandia con l'aria di chi si inserisce con furbizia tra due bestseller orientali Honda, il CT125 Hunter e il Cross Cub 110. Un monocilindrico da 114 cm³, un'estetica a metà tra lo scooterone da commuting e la piccola avventuriera da strada bianca, un prezzo da terzo mondo del motociclismo: tutti pregi agli occhi di chi sogna avventure all'insegna dell'essenziale. Tre anni dopo, quella motoretta simpatica che sembrava relegata per sempre ai mercati del sud est asiatico potrebbe finalmente affacciarsi da noi. E il motivo delle nostre illazioni stavolta è tecnico prima che commerciale.
Per chi non lo conoscesse (ho deciso di usare il maschile, ma potete bacchettarmi le nocche) il PG-1 è un ciclomotore avventuroso che monta un monocilindrico orizzontale raffreddato ad aria di 114 cm³ con frizione centrifuga (niente leva, quindi, come su uno scooter), telaio a trave centrale e ruote da 16 pollici calzate con pneumatici scolpiti, non proprio tassellati ma wannabe off road diciamo. La sella è ampia e piatta, pensata per viaggiare comodi anche in due (o più...) e le dimensioni compatte ne fanno un mezzo agile tanto in città quanto sui sentieri sterrati. La filosofia è la stessa che ha scaturito prodotti planetari come l'Honda Super Cub: praticità totale, meccanica semplice, robustezza superiore alle pretese estetiche. Quell'essenzialismo brutale che diventa bellezza proprio per la quasi assenza di elementi estetici.
Fino a poco tempo fa, l'ostacolo a una diffusione del PG-1 fuori dal sud est asiatico non erano tanto la potenza o l'estetica di nicchia, quanto l'assenza dell'ABS. Le prime versioni vendute in Thailandia e Vietnam non lo montavano e di conseguenza non rispettavano le normative giapponesi. Le cose sono cambiate alla fine del 2025, quando è arrivata una versione aggiornata con ABS monocanale sulla ruota anteriore (il posteriore resta a tamburo, senza controllo elettronico) e un nuovo quadro strumenti digitale a display LCD. Il resto della ciclistica non è cambiata.
Quell'ABS ha aperto la strada all'omologazione sul mercato giapponese e potenzialmente anche su quello europeo, dove le normative in materia di frenata assistita sono le stesse. Qui da noi sarebbe omologato alla stregua di un 125 e quindi dovrebbe avere la frenata combinata CBS o l'ABS. A rafforzare l'ipotesi di un arrivo imminente c'è un altro dettaglio che però è emerso solo recentemente ed è la registrazione del marchio "PG-1" da parte di Yamaha nei giorni scorsi, un passaggio burocratico che di solito precede una presentazione ufficiale.
Negli Stati Uniti se la sono già chiesti da soli: perché Yamaha non lo vende anche lì? RideApart l'ha inserito tra i suoi Editor's Choice del 2025, accostandola proprio alle Honda Trail 125 e Hunter Cub e sottolineando come costi una frazione del prezzo di quei modelli pur offrendo la stessa filosofia da esplorazione a bassa velocità (fonte: RideApart). Il ragionamento vale anche per l'Europa: il PG-1 andrebbe ad occupare uno spazio che da queste parti resta scoperto, quello della mini avventuriera economica e senza pretese, in un mercato dove forse avere un'adventure bike da 20.000 euro non ti garantisce più l'originalità. Chiaramente si fa per esagerare ed è chiaro che il PG-1 non sia l'alternativa ad una Ténéré 700 o un GS, quanto piuttosto uno sfizio per chi cerca un secondo mezzo per brevi distanze o la porta d'accesso all'avventura per chi è alle prime armi.
Resta a questo punto un nodo tutto commerciale: Yamaha dovrà valutare se la domanda europea giustifichi l'investimento su un modello di nicchia come questo. Una risposta, magari, arriverà proprio a EICMA.
Non vorremmo che fosse anche il PG-1 come la Bella di Torriglia, che tutti la vogliono e nessuno la piglia. Ogni volta che una moto così spunta fuori sui social, il coro è sempre lo stesso: "geniale", "la comprerei subito", "finalmente qualcosa di essenziale". Lo vediamo ogni volta che parliamo di moto agricole ad esempio. Poi, però, quando modelli con uno spirito simile sono arrivati davvero in concessionaria (pensiamo alla Honda Monkey o alla Dax, che perlomeno un pubblico l'hanno trovato), il mercato reale delle piccole moto rustiche in Italia resta comunque marginale rispetto ai volumi degli scooter urbani o delle maxi enduro. Il PG-1 rischia di essere il classico caso in cui tutti la desiderano nei commenti e nessuno la ordina davvero dal concessionario. In questo caso saremmo ovviamente ben felici di sbagliarci perché perlomeno chi scrive vorrebbe vedere in giro più giovani con il PG-1 che pensionati con la maxi e mi pare inutile spiegare le motivazioni, vero?
Chissà se il fascino di oggetti come il PG-1 risieda piuttosto proprio nell'impossibilità di averli. Chissà se con l'ABS e l'omologazione a un passo siamo ancora disposti a dire "la comprerei subito" o se invece diventiamo improvvisamente più timidi persino su Facebook. Chissà... Yamaha potrebbe presto darci l'occasione di scoprire se quella della mini moto d'avventura è destinata a restare una fantasia un po' perversa oppure no.