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La notizia era nell'aria, ma l’ufficialità arrivata il 14 gennaio 2026: Valentino Rossi torna alle origini della sua carriera automobilistica. Il "Dottore" ha confermato che il suo impegno principale per la stagione 2026 sarà il GT World Challenge Europe, lasciando il FIA WEC dopo un biennio intenso ma non privo di critiche.
Insieme all'annuncio del programma sportivo, Rossi ha blindato il suo futuro siglando un nuovo contratto come pilota ufficiale BMW M Motorsport per i prossimi tre anni, estendendo il precedente accordo che sarebbe scaduto alla fine del 2025.
L'insofferenza di Valentino Rossi verso il format del FIA WEC non era un mistero tra gli addetti ai lavori, ma le sue recenti dichiarazioni hanno messo a nudo i limiti di un campionato che, pur prestigioso, rischiava di stargli stretto.
Ecco i tre punti chiave che hanno sancito la rottura tra il "Dottore" e il Mondiale Endurance:
1. La frustrazione del "primato negato"
Nel WEC, le vetture LMGT3 sono relegate a un ruolo di contorno rispetto alle Hypercar.
Vittoria assoluta impossibile: Rossi ha sofferto l'impossibilità tecnica di lottare per il primo posto sotto la bandiera a scacchi. In un sistema multi-classe, la vittoria di categoria (pur prestigiosa) non ha lo stesso sapore del successo assoluto, che è riservato esclusivamente ai prototipi.
Gestione del traffico: Gran parte della gara di un pilota GT nel WEC consiste nel guardare gli specchietti per non intralciare le Hypercar in sorpasso, una dinamica che Rossi ha ammesso di trovare castrante per il proprio spirito agonistico.
2. Lo scontro politico sul BoP (Balance of Performance)
Non è solo una questione di feeling del pilota, ma di politica tecnica. BMW è stata una delle voci più critiche riguardo alla classificazione delle LMGT3 operata dalla FIA e dall'ACO.
Penalizzazioni tecniche: La casa di Monaco ha spesso ritenuto la M4 GT3 eccessivamente penalizzata dai parametri del bilanciamento delle prestazioni, impedendo a Rossi e ai suoi compagni di giocarsela alla pari con marchi come Porsche o Aston Martin.
Instabilità regolamentare: I continui aggiustamenti ai pesi e alle potenze durante la stagione hanno creato un clima di incertezza che ha spinto BMW a riconsiderare il focus dei propri piloti ufficiali.
3. Il richiamo della "Classe Regina" GT
Tornando nel GT World Challenge Europe, Rossi ritrova l'essenza della competizione che cercava:
Protagonismo assoluto: Nel campionato SRO di Stephane Ratel, le GT3 sono le regine. Non ci sono prototipi a togliere la scena o a dettare il ritmo delle bandiere blu.
Livello Pro: Valentino torna a sfidare i migliori specialisti mondiali delle "ruote coperte" ad armi pari, in un contesto dove chi vince la gara è effettivamente il primo a tagliare il traguardo.
"Sono molto contento perché è un campionato in cui ho gareggiato all'inizio della mia carriera agonistica. Negli ultimi due anni ho corso nel WEC, ma ho deciso di cambiare perché il GT World Challenge si svolge in Europa e le gare sono più ravvicinate. Il WEC si svolge principalmente fuori dall'Europa e avrei dovuto affrontare voli e viaggi intercontinentali con le mie due figlie e la mia famiglia a casa. Si è in viaggio per molti giorni. È stata una decisione difficile, ma sono molto contento perché il GT World Challenge è divertente".