Tre itinerari in Sicilia d'agosto

Tre itinerari in Sicilia d'agosto
Antonio Privitera
  • di Antonio Privitera
Tre viaggi, tre itinerari per solcare la Sicilia in moto. Anche d'agosto, per conoscere strade e scorci che difficilmente vedreste diversamente...
  • Antonio Privitera
  • di Antonio Privitera
1 agosto 2018

Tre itinerari. Tre viaggi per conoscere la Sicilia, rigorosamente in moto, evitando i posti più frequentati. Per solcare la Trinacria in sella, scoprire nuovi luoghi, quelli meno frequentati e conosciuti al di fuori dell'Isola, e anche lì spesso noti solo ai più esperti macinachilometri. Tre viaggi che potete affrontare uno di seguito all'altro, in un weekend lungo, o per spezzare - perché no? - una vacanza più lunga in Sicilia.

Vedrete un Montalbano... diverso da quello dei romanzi di Camilleri, perché si tratta di Montalbano Elicona, viaggiando fra la vegetazione delle pendici dell'Etna. Salirete fino al Rifugio Sapienza sui percorsi da pieghe più belli dell'Isola, per ammirare il paesaggio lunare del vulcano ('a muntagna, come viene chiamata con un misto di timore e familiarità da chi le vive vicino) e le colate e grotte laviche. E infine scoprirete i luoghi del cinema di Tornatore, andando a visitare la leggenda della tomba di Minosse.

Siete pronti? Partiamo!

1 - Montalbano Elicona e il Piccolo Museo della Motocicletta

Il nostro primo itinerario parte dal casello di Fiumefreddo, sull'autostrada Catania – Messina (E45); tipo di percorso: strade asfaltate di collina per circa 115 km.

Montalbano Elicona
Montalbano Elicona

Seguendo quest'itinerario potrete innanzitutto inerpicarvi sul versante orientale dell'Etna attraverso la SS120, osservare il mare alle vostre spalle e il vulcano davanti a voi fino a Linguaglossa, piccolo comune punto di partenza di numerosi tour guidati per il Parco dell'Etna; facciamo scorrere le ruote verso Randazzo, solcando le zone dove nascono alcuni dei vini siciliani più noti (Etna DOC, Sicilia DOC e Terre Siciliane IGT): arrivati nel centro del paese, il nostro obiettivo è fare la prima pausa caffè godendosi le influenze artistiche e architettoniche che bizantini, normanni, arabi e romani hanno esercitato sull'architettura degli edifici e delle strade.

Fatto il pieno e controllate le gomme si parte per la SS116, che sale su per i Nebrodi e ne costeggia il Parco. Questa è una di quelle strade che ogni motociclista dovrebbe fare una volta nella vita: prudenza a mille e attenzione agli animali allo stato brado, però. All'altezza del bivio di Favoscuro giriamo a destra e imbocchiamo la SP122, la SP110 e quindi la SP115, che ci porterà dritti verso una di quelle meraviglie quasi sconosciute, ma che poi fa tanto figo dire di esserci stati: l'Altopiano dell'Argimusco, ritenuto la Stonehenge italiana: numerose formazioni rocciose monolitiche, probabilmente modellate dagli agenti atmosferici e dall'uomo in forme suggestive come “l'orante” o “l'aquila”, fin dall'età del bronzo si ergono sull'altopiano, sede di riti e pratiche religiose o esoteriche.

Si torna indietro fino a riprendere la SP110 e puntare le ruote verso Montalbano Elicona, uno dei 90 borghi medievali più belli d'Italia. Il paese conta circa 2.000 anime e sorge su un'altura dalla quale dominare il Golfo di Patti, con le isole Eolie sullo sfondo, i Nebrodi e l'Etna: una posizione davvero suggestiva. Il suo abitato ha un impianto medievale sovrastato dal castello, visitabile, voluto da Federico III d'Aragona come vessillo del suo potere.

Per dare un tono ancora più motociclistico al nostro itinerario, basta fare qualche chilometro in più e scoprire un piccolo gioiello incastonato a Castroreale. Scendete verso il mare lungo la SP110-112 fino a Falcone, percorrete la SS113 e risalite il colle Torace fino ad arrivare al centro di Castroreale, paese di stampo anch'esso medievale e punteggiato da stupende piazze belvedere dalle quali godersi il panorama sui Peloritani e sul Tirreno. A pochi passi troverete il Piccolo Museo della Motocicletta. Il curatore è Enrico Munafò (3339806543) con il quale basterà una telefonata per organizzare una visita all'esposizione che vanta pezzi di grande pregio, come una DKW 175 del 1931, ma anche moto con nomi come Ganna o Ariel che oggi vivono solo nel cuore degli appassionati di cultura motociclistica: la passione che traspare dal museo è notevole, così come il valore dei pezzi d'epoca, ma il fascino di farsi descrivere ogni singolo modello da Enrico, abile e sapiente padrone di casa, vale la pena del viaggio. Piccola nota: la Transalp che vedrete è quella che ha portato il motoviaggiatore Ottavio Patanè da Catania fino in Mongolia e ritorno, in un viaggio avventura di 31.000 chilometri.

Se volete la mappa, è qui!

2 - Una giornata in piega

Il secondo itinerario che proponiamo è una passeggiata alla scoperta dell'Etna e delle sue strade più divertenti, sono circa 100 km di strade ben tenute e piene di curve. Solo alla fine, nelle vicinanze del Lago Gurrida, bisognerà prestare attenzione al fondo, ma niente di preoccupante.

Una bella curva sulla SP 92, che sale sull'Etna da Nicolosi
Una bella curva sulla SP 92, che sale sull'Etna da Nicolosi

Da Nicolosi (CT) preparatevi a salire fino a 2.000 metri di altitudine percorrendo la bellissima e scorrevole SP92: fermatevi ogni tanto sui belvedere a dare un'occhiata a Catania dall'alto. All'altezza delle indicazioni per l'Osservatorio Astrofisico, dopo una buona dose di curve immersi nelle colate laviche, troverete il bivio per Piano Vetore, uno stupendo pianoro da dove ammirare le pendici sud-ovest dell'Etna. Si riparte e si riprende la SP92 fino ad arrivare al Rifugio Sapienza, da dove si può prendere prima la funivia e poi il truck per un'escursione fino alla sommità del vulcano; la gita fino alle bocche effusive impegna praticamente mezza giornata ma è un'esperienza indimenticabile. Per chi avesse meno tempo o più fretta di risalire in moto, una bella escursione a piedi ai Crateri Silvestri permetterà di ammirare un panorama selvaggio e lunare, oltre a poter estendere il proprio sguardo da Siracusa fino a Taormina, la piana di Catania, il centro della Sicilia.

Ripresa la moto, si riparte lungo la SP92 verso un luogo che permette di capire meglio cosa voglia dire “colata lavica”. Svoltando a sinistra, dopo le indicazioni per Monte Pomiciaro si giunge ad uno stupendo punto di osservazione sull'immenso, e provvidenziale, serbatoio naturale che è la Valle del Bove, dove si percepisce pienamente la vastità delle aree sommerse dalle eruzioni nel corso dei secoli. L'ultima massiva eruzione ad aver trovato sfogo proprio nella Valle del Bove è quella del 1991-93 che arrivò a poche centinaia di metri dall'abitato di Zafferana Etna, nostra prossima tappa.

Di qui si arriva a Milo guidando immersi nel bosco fino a giungere a Fornazzo e girare a sinistra per percorrere la Mareneve, una fantastica strada dove si danno convegno moltissimi motociclisti per fare quattro pieghe. Noi la percorreremo da nord verso sud, al contrario degli smanettoni che salgono da Linguglossa, ma l'appuntamento è per tutti dal mitico Michele e al suo Rifugio Brunek: più che un bar/albergo, una vera istituzione per tutti i motociclisti della Sicilia centro-orientale! Qui potete lasciare la moto, certamente ben sorvegliata, prendere a piedi il sentiero alle spalle del Brunek e perdervi nella pineta alla scoperta delle grotte laviche e del Monte dei Morti, dove la lava si è divertita a forgiare sculture simili a corpi umani contorti e agonizzanti, ammassati sino a formare un piccolo monte. Molto suggestivo e certamente fuori dagli itinerari classici dell'Etna, ma vi avvertiamo che la scarpinata è lunga...

Risaliti in sella, ci aspetta ancora un po' di strada: scendiamo lungo la Mareneve con molta attenzione, perché ogni tanto qualche stupido che invade la corsia opposta credendo di essere in pista lo si trova, e arrivati al bivio svoltiamo a sinistra seguendo le indicazioni per Bronte. Ora potete tranquillamente farvi cullare dalle curve della Strada Provinciale Quota Mille e ammirare il lato nord dell'Etna alla vostra sinistra, mentre vi avvicinate alla nostra destinazione finale, il lago Gurrida, un vero e proprio gioiello naturalistico poco frequentato ma affascinante sia perché è l'unica zona umida del Parco dell'Etna, sia per la possibilità di osservare fauna come i grandi aironi cenerini e gli aironi rossi. Per arrivarci è necessario arrivare alla SS284, girare a sinistra e subito dopo prendere il tratturo a destra. Dopo alcuni chilometri, seguendo le indicazioni per la frazione Murazzo Rotto e per il sentiero Gurrida, chiedete l'accesso al personale dell'Azienda Gurrida e meravigliatevi.

 La mappa di quest'itinerario è qui!

3 - Dov'è Minosse?

Il nostro terzo, e per ora ultimo, itinerario vi trasporterà nel cuore della Sicilia e metterà alla prova la vostra resistenza: sono 225 chilometri di strade storte e non sempre in ottime condizioni. Pronti?

Palazzo Adriano
Palazzo Adriano

Partendo da Palermo (occhio ai numerosi autovelox in via della Regione Siciliana!) si percorre la ss118 verso il bosco della Ficuzza, una volta riserva di caccia dei re e ospitante una “Casina di caccia”, oggi riserva naturalistica nella quale è sempre piacevole guidare e, eventualmente fare una pausa. Ma siamo appena partiti e la strada è tanta: girando per la SS188 si prosegue verso Corleone per giungere al bellissimo centro di Palazzo Adriano, dove potrete riconoscere la piazza location del film “Nuovo Cinema Paradiso”.

Palazzo Adriano fu uno dei centri in cui si rifugiarono gli Albanesi in fuga: dall'avanzata turca trovarono riparo in Sicilia dove si stabilirono nel Settecento; il lascito di questa migrazione sono accenti e lingue, ma sopratutto influenze negli usi liturgici con un singolare doppio rito cristiano, quello latino e quello greco-albanese, che seguono rispettivamente la liturgia romana e quella ortodossa: vale certamente la pena una sosta per visitare almeno le chiese di un rito e confrontarle con quelle dell'altro, restando stupiti da un sincretismo che ha dato luogo ad una serena multiculturalità.

Riprendendo la SS188 in direzione Roccapalumba ci immergiamo invece in contesto dove è facile immaginare i Normanni, gli Arabi e i Bizantini muovere le proprie truppe negli scontri a cavallo dell'anno 1000. Il panorama diventa brullo, le colline si perdono e la strada resta il nostro unico riferimento fino a giungere ad Alia e alle Grotte della Gulfa, un affascinante complesso architettonico scavato nella roccia e risalente all'età del bronzo, una sorta di tempio; se il luogo vi ricorderà il film “L'uomo delle Stelle” di Tornatore, sappiate che avete fatto centro. Sembra che in queste stesse grotte fu sepolto il re cretese Minosse, giunto in Sicilia per catturare Dedalo ma assassinato dal re sicano Cocalo a Camico, mentre faceva un bagno caldo.

Fuori dalle incredibili Grotte della Gulfa, in sella verso sud sulla SS121 e poi SP26 verso l'incrocio con la SS189 che ci condurrà a Sant'Angelo Muxaro. Perché siamo qui? Perché sembra che proprio da queste parti sia l'antica Camico, dove Minosse trovò la morte e sepoltura. Ma anche perché nei dintorni esistono numerosi siti archeologici che fanno parte del patrimonio dei Sicani, l'antica popolazione siciliana di cui si sa poco o nulla; poco distante troverete Monte Guastanella, lungo la SP19. Lasciate la motocicletta, salite fino in cima al monte, sono solo 250 metri; sotto i vostri piedi un antico castello arabo e, forse, proprio la tomba di Minosse. Ma davanti e tutt'intorno a voi la Sicilia, il mare e la possibilità di decidere se tornare indietro fino a Palermo o puntare le ruote verso qualsiasi altra destinazione. 

Date anche un'occhiata alla mappa, qui!

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