8 Ore di Suzuka. Terribile incidente di Gino Rea: i nuovo segnali che fanno ben sperare [IN AGGIORNAMENTO]

8 Ore di Suzuka. Terribile incidente di Gino Rea: i nuovo segnali che fanno ben sperare [IN AGGIORNAMENTO]
Il pilota britannico è caduto nell'ultima chicane del tracciato giapponese, forse per via di un problema ai freni della sua Honda. Operato d'urgenza per diversi traumi e lesioni a testa e torace
4 agosto 2022

Un tweet di Terry Rymer, opinionista di Eurosport UK ed ex-pilota specialista di gare Endurance rivela che se le condizioni di Gino Rea rimarranno stabili i medici ‘potrebbero decidere di staccare la respirazione assistita che al momento sta consentendo a Gino Rea di respirare. 

La 8 Ore di Suzuka è scattata oggi, 7 agosto, alle ore 11.30 locali, le nostre 4.30.

E' l'edizione numero 43 e segue l'ultima disputata nel 2019: nei due anni successivi la gara è stata infatti prima rimandata e poi cancellata a causa della pandemia Covid.

Inserita nel calendario del mondiale Endurance (EWC) ha subito nel tempo vari cambiamenti regolamentari, passando dai prototipi e dalle TT/F1 alle Superbike nel 1993 e ammettendo dal 2008 il terzo pilota.

Esordio drammatico per l'evento giapponese del calendario Fim Ewc: nella seconda sessione di prove libere il 32enne pilota britannico Gino Rea è rimasto vittima di un gravissimo incidente, disarcionato dalla sua Honda Cbr 1000RR-R del team FCC TSR Honda France.

Le sue condizioni sono apparse subito critiche e, dopo essere stato trasferito in ospedale in elicottero è stato operato d'urgenza per ridurre i danni riportati a testa, polmoni e torace. Dopo l'impatto, il casco del pilota è stato trovato completamente distrutto.

Nel momento in cui scriviamo, Rea è ancora in coma.

Secondo le prime ricostruzioni, l'incidente potrebbe essere stato provocato a un guasto dell'impianto frenante, responsabile della la perdita di controllo del mezzo alla Triangle Chicane, la variante che immette sul rettilineo del traguado, nello stesso tratto del circuito dove si verificò l'impatto che fu fatale al pilota della MotoGP Daijiro Kato, il 6 aprile del 2003.

Dopo il titolo di Campione Europeo nella classe Superstock 600 nel 2009, Rea ha corso nel mondiale Supersport e in Moto2, e ha disputato due gare in Superbike.

Non è più la gara di un tempo, o degli anni migliori, quando in pista oltre a curatissimi prototipi erano in gara piloti del mondiale 500, come ad esempio Lawson, Rainey, Gardner, Doohan, Magee, Taira, Sarron, Baldwin, Okada, Barros, Haga, Kato, Edwards e Rossi. Ma conserva ancora una buona parte del suo fascino, legato alla tradizione della formula e soprattutto alla storica competizione fra le quattro marche giapponesi.

Una competizione ancora più sentita in patria che non rispetto al mondiale 500 e poi MotoGP. Lo stesso Youichi Oguma, quand'era a capo della Honda HRC, affermava che una vittoria alla 8 Ore vale almeno se non di più di un titolo nella classe regina della velocità.

Questione di onore

Il confronto fra i costruttori nipponici è stato insomma sempre l'elemento centrale della gara, e se a vincere era prima una coppia, e poi una terna di piloti, il successo era prima di tutto della marca costruttrice.
Ed è Honda ad aver ottenuto il maggior numero di successi a partire dalla prima edizione del 30 luglio 1978: 27 vittorie. Seguono Yamaha con otto, Suzuki con cinque e Kawasaki con due, la seconda proprio nel 2019 con la ZX-10RR guidata da Rea, Leon Haslam e con Razgatlioglu rimasto riserva – molto contrariata – ai box.

Diceva della gara di domenica, tradizionale partenza alle ore 11.30 e arrivo alle 19.30 quando da poco sarà calato il buio della sera e si saranno accesi i fari delle moto.

Così in TV

In Italia sarà possibile assistere alla gara, il via sarà appunto alle 4.30 del mattino, sul canale Eurosport 2, piattaforma Sky, canale 211, e conclusione del collegamento alle ore 13.00. Telecronisti Alessio Piana e Jacopo Zizza.

La diretta streaming sarà fornita dalle piattaforme in abbonamento Discovery+ e Eurosport Player.

Ai primi classificati andranno 30 punti e i punti saranno assegnati ai primi 20 equipaggi.
Dopo la seconda qualifiche, le dieci squadre più veloci prenderanno parte alla Top 10 Trial di sabato per stabilire l'ordine dei primi 10 posti in griglia. Seguiranno gli altri equipaggi e la partenza sarà naturalmente in stile Le Mans.

Giro record di Rea

L'attuale record sul giro in prova è stato stabilito da Jonathan Rea nel 2018 con il tempo di 2'05”168. E' di Rea anche il record sul giro in gara: 2'06”805 stabilito nel 2019.
Il nordirlandese ha vinto due volte la 8 Ore di Suzuka e anche i suoi compagni di squadra nel Kawasaki Racing Team si sono già messi in luce qui: Alex Lowes è arrivato secondo nel 2018 e Leon Haslam ha all'attivo tre vittorie.

Fra gli altri piloti da segnalare ci sono Takumi Takahashi, che farà coppia con l'altro giapponese Tetsuta Nagashima e lo spagnolo Iker Lecuona nel Team HRC. Takahashi ha ottenuto nel 2010 la prima delle sue tre vittorie alla 8 Ore.

Per Suzuki sarà l'ultima volta come presenza ufficiale, oltre all'abbandono della MotoGP a fine anno è prevista infatti anche l'uscita dal mondiale di durata.

Non solo Giappone

Ci sono quattro equipaggi che corrono con le BMW M1000RR (mai nessuna moto non giapponese ha vinto a Suzuka) e un iscritto con la Ducati Pangale V4R per il Team de'Light.

Se nella prima giornata di prove è stata una Honda la moto più veloce in pista, nella seconda giornata di prove pre evento di ieri a spuntarla è stato il Team YART con il nostro Nicolò Canepa (qui sopra nel video del giro onboard), Marvin Fritz e Karel Hanika. La Yamaha R1 numero 7 è stata la sola a scendere sotto il tempo di 2'07” (precisamente 2'06”684, lap time stabilito da Hanika) precedendo la Kawasaki KRT e la Honda HRC.

Domani, venerdì 5, il via alle prove libere della gara, che si concluderanno sabato pomeriggio con la Top 10 Trial.
Tutti i risultati sono consultabili a questo link.

Da Automoto.it

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