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Si tratta della quattro cilindri da 600 cc più matura e convincente mai vista emergere dall'industria motociclistica cinese.
A spingerla c'è un propulsore che parla la lingua degli appassionati: un quattro cilindri in linea da 645 cc capace di erogare ben 124 CV con un limitatore fissato a quota 15.000 giri/minuto! A stupire non è solo la spinta ad alti regimi, ma il pacchetto elettronico di prim'ordine. La 650RR adotta infatti una piattaforma inerziale (IMU) a sei assi che gestisce controllo di trazione cornering, mappe motore, freno motore e sistema anti-impennata.
Kove si è spinta persino oltre gli standard del segmento, integrando sistemi di sicurezza avanzati come il monitoraggio dell'angolo cieco e l'assistenza al cambio di corsia.
Anche la ciclistica riflette una ricerca maniacale del contenimento dei pesi: il telaio in alluminio pesa appena 11 kg, contribuendo a fermare l'ago della bilancia a soli 188 kg complessivi.
Un pacchetto così affilato non poteva non puntare alle competizioni. Kove, già forte dell'esperienza nelle piccole cilindrate e nei rally della Dakar, ha iscritto la 650RR al Campionato Mondiale Supersport 2027, dove andrà a misurarsi con riferimenti del calibro di Ducati Panigale V2 e Yamaha R9, oltre alle rivali dirette nate in patria come la ZXMoto 820RR a tre cilindri e la QJMotor SRK800R.
Il fattore decisivo resta però il cartellino del prezzo. Sebbene le quotazioni per i mercati esteri non siano ancora state rese note, in Cina la 650RR viene venduta a circa un terzo del costo di una tradizionale quattro cilindri giapponese di pari categoria, un dettaglio che rischia di sparigliare le carte nel mercato globale delle medie sportive.