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Non si tratta di una novità qualsiasi, ma della moto stradale di minor cilindrata mai costruita nella storia dell'azienda. Guai, però, a considerarla una semplice entry-level: con le sue linee affilate e un'impostazione che richiama senza mezzi termini la sorella maggiore KB998 Rimini, questa moto è un autentico concentrato di artigianalità e tecnologia da corsa. Sotto le carene batte un quattro cilindri in linea da 399 cc capace di erogare 80 CV (58,7 kW) e di urlare a regimi di rotazione vertiginosi, assecondato dal timbro roco e metallico di un silenziatore Akrapovič sviluppato su misura.
Per accontentare i puristi più intransigenti, Bimota ha deciso di proporre la moto in due configurazioni. Accanto al modello standard debutta la raffinatissima KB399 ES (Edizione Speciale), una variante che spinge all'estremo il concetto di esclusività: qui le sovrastrutture sono realizzate interamente in pregiata fibra di carbonio a secco, accompagnate da una profusione di componenti ricavati dal pieno dal forte sapore racing, come semimanubri speciali, pedane pluriregolabili e leve di freno e cambio. Entrambe condividono una solida forcella Showa SFF-BP da 41 mm all'avantreno e pinze radiali Brembo Stylema, mentre al retrotreno la ES abbandona il monoammortizzatore Showa BFRC lite della versione base per adottare un'unità Öhlins STX46 tarata al millimetro.
La dotazione elettronica non accetta compromessi, mettendo sul piatto quickshifter bidirezionale, controllo di trazione su tre livelli e differenti mappe motore. Ma il vero salto nel futuro si compie sul fronte dell'interazione con l'utente grazie alla nuova bimota App, frutto della stretta sinergia tecnica con Kawasaki. La piattaforma gratuita — che esordisce inizialmente sui dispositivi Android per poi sbarcare a breve anche su iOS — permette di gestire e personalizzare i parametri della ciclistica e dell'elettronica dallo smartphone, monitorare i registri di bordo anche a moto spenta, rivivere la telemetria di ogni singola uscita e persino confrontare le proprie performance con la community attraverso una sezione dedicata alle classifiche.
Come ha ricordato con orgoglio il COO Pierluigi Marconi, per Bimota le medie cilindrate non sono affatto un salto nel buio, ma un ritorno a un passato glorioso segnato dalla conquista del Campionato del Mondo nella classe 350 nel 1980. Con la KB399 quella tradizione vincente si trasforma in un'opera di alta gioielleria su due ruote, concepita per aprire le porte della famiglia Bimota a un pubblico più giovane, desideroso di stringere tra le mani un manubrio dal fascino unico.