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L’edizione 2026 del Motor Bike Expo ha confermato ancora una volta come la fiera di Verona sia il punto d’incontro tra ingegneria estrema e pura espressione artistica. Il cuore dell'evento è stato rappresentato da una serie di creazioni capaci di stravolgere i canoni estetici tradizionali, proponendo visioni che spaziano dal futurismo geometrico al recupero di una meccanica nuda e analogica.
Tra i padiglioni si è passati da motociclette caratterizzate da linee squadrate e spigolose a prototipi elettrici che reinterpretano in chiave moderna le architetture dei motori classici. Non sono mancati gli eccessi, con esemplari impreziositi da materiali nobili e oro, pensati per stupire e rappresentare il lusso più sfrenato applicato alle due ruote. Grande attenzione è stata riservata anche ai dettagli tecnici meno convenzionali, come l’utilizzo di sistemi di comando a vista con pulegge e cavi d’acciaio, che trasformano il movimento meccanico in uno spettacolo visivo.
Oltre alle grandi preparazioni, l’evento ha dato spazio alla creatività artigianale dei piccoli garage, dove anche ciclomotori e scooter vengono trasformati con passione in pezzi unici. Dalle moto bassissime e ricche di incisioni fatte a mano fino ai modelli storici che hanno segnato l’epoca della regolarità, il MBE 2026 ha offerto una panoramica completa sulla passione per il motore.