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Nel mondo del collezionismo motociclistico, esistono pezzi che non sono solo macchine, ma frammenti di storia pura. Sabato 31 gennaio, l’asta Mecum di Las Vegas (Lotto S121) è rimasta invenduta quella che molti considerano la street tracker definitiva: la Harley-Davidson XR-750 costruita da Allan Girdler, storico giornalista e autore, apparsa per la prima volta su Cycle World nel 1983.
Non si tratta di una replica da salotto o di una "regina dei trailer" lucidata per l'occasione, ma di un mostro d'acciaio con un pedigree che fa tremare i polsi a qualsiasi appassionato di flat track.
Ogni componente di questa moto è un richiamo alle icone delle corse americane degli anni '70:
Il Telaio: È l'originale utilizzato da Jay Springsteen per ottenere la sua prima vittoria nazionale nel 1972, l'anno che segnò l'inizio del suo dominio nel campionato AMA National.
Il Motore: Un'unità Iron XR-750 del 1970, accoppiata a testate XL 900, una configurazione rara e brutale che rappresenta l'anello di congiunzione tra le Harley da corsa e quelle stradali.
Per trasformare un telaio da competizione in una moto capace di solcare le strade, Girdler non si è rivolto a dei semplici meccanici, ma alle divinità del settore. Come raccontava lo stesso autore nel 1984: "L'aiuto di un professionista è stata la soluzione".
Steve Storz: Il mago delle Harley della West Coast ha curato la ciclistica, lavorando assi e distanziali per installare i freni Grimeca (lo standard delle vere XR) e posizionando pedane e comandi su misura.
Don Vesco: L'uomo più veloce del mondo (celebre per i suoi record a Bonneville) si è occupato delle rifiniture strutturali: dai supporti della testa al telaio, fino alla rielaborazione degli scarichi e all'integrazione a scomparsa del fanale posteriore nel parafango.
Questa XR-750 non è solo una motocicletta; è la cristallizzazione di un'epoca in cui i campioni del mondo e i costruttori leggendari collaboravano per creare pezzi unici.