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Dopo anni di battaglie, promesse e provvedimenti rimasti sostanzialmente senza seguito, arriva un nuovo decreto sui guardrail salva motociclisti.
Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 19 ottobre 2026, il provvedimento sostituisce la normativa del 2019 e disciplina l'installazione dei dispositivi di sicurezza per motociclisti (DSM), destinati a ridurre le conseguenze degli impatti contro le barriere stradali.
Ma siamo davvero di fronte a una svolta? Nico Cereghini e l'ingegner Giulio Bernardelle analizzano il decreto, mettendone in luce progressi e contraddizioni. È sicuramente un passo avanti, ma lascia perplessi l'eccessiva discrezionalità lasciata ai progettisti e ai gestori delle strade.
Il decreto prende in considerazione le strade con velocità di progetto pari o superiore a 70 km/h e prevede valutazioni tecniche per stabilire dove installare le protezioni.
Sono inoltre contemplate alcune possibilità di esclusione, per esempio in presenza di particolari condizioni ambientali o esigenze di manutenzione. Il decreto entrerà in vigore il 17 aprile 2027, ma restano aperte le questioni relative ai finanziamenti, ai tempi di adeguamento delle barriere esistenti e all'effettiva applicazione delle nuove disposizioni.
Sarebbe stato, invece, auspicabile, che si fosse intervenuti direttamente sui criteri di omologazione, rendendo la protezione dei motociclisti una caratteristica obbligatoria delle nuove barriere, anziché un'aggiunta da valutare caso per caso. Il giudizio finale è quindi prudente: un progresso normativo che rischia però di non tradursi in un cambiamento concreto sulle nostre strade.