È morto Phil Read, il grande campione britannico

È morto Phil Read, il grande campione britannico
Nico Cereghini
  • di Nico Cereghini
Sette volte iridato, aveva ottantatré anni e stava male da tempo. Era un pilota ostico ma dallo stile impeccabile, purtroppo non si era gestito bene ed era finito in povertà. Il ricordo di Giacomo Agostini
  • Nico Cereghini
  • di Nico Cereghini
6 ottobre 2022

La brutta notizia arriva a metà pomeriggio del 6 ottobre: la famiglia Read "con incredibile tristezza segnala la scomparsa di Phil Read, avvenuta mentre serenamente dormiva, questa mattina, nella sua casa di Canterbury, Inghilterra" .

Phil aveva ottantatré anni e da tempo era seriamente ammalato ai polmoni, era stato anche contagiato dal Covid e aveva dovuto sopportare un lungo ricovero. Inoltre aveva perso la compagna degli ultimi vent'anni, Wendy, nell'aprile di un anno fa, e versava in difficili condizioni economiche al punto di dover chiedere aiuto agli amici.

Un epilogo molto triste per un grande campione. Read era nato a Luton nel gennaio 1939, ha vinto sette titoli mondiali e 52 GP salendo 121 volte sui podi iridati. Si era fatto notare al TT, nel '60 era già vice campione nazionale della 500 alle spalle di Hailwood e l'anno dopo, 1961, esordiva nel mondiale un po' in tutte le classi.

La prima vittoria iridata con la Norton 350 all'isola di Man. Ha corso con EMC e Yamaha nella 125, con Yamaha e Benelli in 250, con tutto in 350 e 500 fino ad approdare alla MV Agusta nel '72 dove fece meraviglie portandosi a casa i due titoli mondiali della mezzo litro nel '73 e nel '74. Dopo il campionato vinto nella 125 e i quattro titoli nella 250.

Era un grande pilota e dotato di un stile stupendo, Phil. Era un osso duro, molto motivato e ostico per tutti i suoi compagni di squadra, compreso Giacomo Agostini. Che al telefono lo ricorda così:

"Eravamo insieme due settimane fa in Olanda per una rievocazione, lui non ha girato, faceva fatica a camminare ed era molto dimagrito, ma al solito era brillante e pieno di battute. Mai avrei immaginato che sarebbe morto oggi. Che pilota era? Sono sincero, non si faceva amare, era disposto a tutto, una volta mi ha spinto fuori pista di proposito, voleva vincere anche quando non era fattibile. Mai ci siamo tolti il saluto, però. Nonostante l'astio che si era creato anche nel team MV, ci rispettavamo a vicenda.

Credo che abbia fatto investimenti sbagliati, purtroppo negli ultimi anni viveva in condizioni disagiate. E mi dispiaceva molto, perché quando l'ho conosciuto stava molto bene, ricordo che subito mi ha invitato a cena, eravamo a Brands Hatch e lui aveva una villa splendida nel verde, la Rolls Royce parcheggiata davanti".

Addio, grande Phil. Alla famiglia Read tutto il nostro affetto in questo triste momento.

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