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Ducati e Borile: arriva l'ordinanza del tribunale a favore della Casa di Borgo Panigale

- Pubblichiamo per intero l'ordinanza del tribunale di Bologna che multa Borile e la condanna al pagamento delle spese legali per il comunicato ritenuto denigratorio nei confronti di Ducati pubblicato il 2 ottobre 2014
Ducati e Borile: arriva l'ordinanza del tribunale a favore della Casa di Borgo Panigale

Pubblichiamo per intero la sentenza del tribunale di Bologna che multa Borile e la condanna al pagamento delle spese legali per il comunicato ritenuto denigratorio nei confronti di Ducati pubblicato il 2 ottobre 2014.

 

 

  • maxi63, Varese (VA)

    per mè nessuno ne è uscito vittorioso

    bè la "scrambler" non è un marchio registrato, neanche ducati ha inventato questo nome quindi credo che nessuno possa reclamare su questo.
    posso essere d'accordo con il sig. Borile che la parola è parola ma purtroppo oggi come oggi di chi ti puoi fidare ormai?
    resta il fatto che era abbastanza prevedibile l'epilogo visto le forze (sbilanciate) in gioco.

    magari anche il legale lo fece presente, ma a volte diventa una questione di principio. (comprensibile)
    è per altro vero che Ducati poteva essere piu "feroce" di quanto non sia stata, Borile non deve di certo ringraziare ma poteva andare molto peggio.
    credo che la borile possa avere comunque il suo mercato che "parere personale" al di là della vicenda sia comunque di nicchia in termini di numeri, non tanto per i contenuti tecnici ma per marketing ,marchio ecc.
    per quanto riguarda la scrambler ducati... e cosa vi aspettavate?
    di motoastronavi con tutte le supercazzole ce ne sono a bizzeffe!
    la scambler è una scrambler semplice. spartana... come tutte, Borile non da meno!
    moralmente Borile avrebbe ragione ma formalmente no mi sembra chiaro.
    comunque la Borile sarebbe quella che si avvicina di piu al concetto srambler
  • Skleros, Torino (TO)

    Ricostruzione dolciaria...

    Era da un po’ che in testa, quando se ne parlava, avevo questa sensazione senza riuscire a definirla e finalmente qualcuno è riuscito a definire con precisione l’impressione (parlo di sensazione eh…) che ho avuto quando ho visto la Scrambler Ducati a Milano…una moto per cui hanno investito moltissimo sul marketing piuttosto che sul modello pensando a vendere un “sciognooo” piuttosto che il mezzo in se…ecco…playmobil…
    Per carità…se vogliamo fare una battuta nessuno mette discussione di chi sia stata l’idea di vendere un Monster 820 ricarrozzato…
    Riprendendo l’esempio della crema da spalmare alla nocciola da spalmare vediamo se riesco a spiegare il mio punto di vista così che qualcuno possa capire o se mi si spiega dove sto sbagliando… è come se la grande casa dolciaria non la producesse più per 40 anni…arriva uno di noi ed ha un’idea…visto che all’epoca piaceva tanto, visto che in questo periodo storico vanno di moda i dolci fatti “come una volta” e dato che non è nei loro piani di rifarla…perché non ricrearla? In fondo ci guadagneremmo tutti…noi che magari vendiamo qualche pezzo in più (essendo un piccolo produttore non abbiamo bisogno di grandi numeri) e la grande azienda che rinverdisce un suo mito (lo sappiamo che ormai loro sono un punto di riferimento per i dolci da consumare in fretta ma di questi tempi un po’ di pubblicità non fa mai male) e, al tempo stesso, ci vende i suoi ingredienti oltre all’operazione “simpatia” accostandosi a noi piccoli artigiani coraggiosi in questo mondo che dimentica in fretta ma che poi è preda della nostalgia.
    Bene…facciamo un accordo con l’azienda titolare del marchio (che accoglie il progetto con entusiasmo) per rifarla estremamente simile a quella dell’epoca (aggiornandola alle conoscenze attuali)…nei termini dell’accordo viene indicato che ci vendono gli ingredienti originali, che posso usare lo stesso nome e che posso venderla nelle pasticcerie ufficiali accanto alle nuove creme al peperoncino che producono adesso ma non è finita qui…
    Al tempo stesso, in un clima di cordialità e collaborazione, ci viene chiesto di mostrargli i vari step di sviluppo della crema e glieli mostriamo senza alcuna remora (anzi…per noi è un onore) e inoltre gliela facciamo pure assaggiare (d’altronde ci hanno accolti con umana simpatia ed amicizia mica possiamo pensar diversamente e poi noi siamo un piccolo produttore che rinverdisce i fasti di un successo passato di una grande azienda con un luminoso futuro davanti).
    A quel punto iniziamo a ricevere ottime recensioni dalle riviste specializzate e tra i commenti online le lodi e gli incoraggiamenti dei buongustai non mancano (e anche se tra chi loda solo una parte infinitesimale si tramuteranno in vendite a noi va bene lo stesso d’altronde, lo ripeto, siamo un piccolo laboratorio dolciario e lo facciamo con una grande passione).
    Nel frattempo qualcosa cambia…
    La grande casa dolciaria cambia di proprietà (ma si dai…l’importante è che i pasticcieri italiani impiegati lì continuino a lavorare) e quello che prima era un rapporto contrattualizzato e basato su stima e fiducia reciproca inizia ad incrinarsi…
    Non riusciamo più ad entrare in contatto, cala il gelo tra noi e la fornitura delle nocciole “salta”…contestualmente iniziano ad uscire delle voci sempre più insistenti sull’uscita della nuova ed ufficiale presentazione della riedizione della crema alle nocciole…fino a che queste voci diventano realtà (e poco importa che la nostra crema sia la più fedele riproduzione).
    Si certo…lo sappiamo che l’origina crema è roba loro ma senza di noi sarebbe rimasta nel cassetto dei ricordi felici e quindi, colpiti e forse anche un po’ risentiti, facciamo una lettera aperta per chiarire come si sia giunti a questa situazione. Con un pizzico di orgoglio (maledetto orgoglio che da punto a favore è diventata una parola vuota) ma senza vuoti lamenti, ricordiamo il fatto che l’idea di ricreare la crema alla nocciola è stata nostra e che la grande fabbrica dolciaria ha tratto molto più che una semplice ispirazione (oltre al fatto che probabilmente grazie all’interesse che si è creato attorno al nostro prodotto loro hanno potuto capire come ci potesse essere lo spazio anche per la cara vecchia crema alla nocciola oltre che alle creme al peperoncino e ai dolci veloci).
    Al netto delle logiche di marketing e dei freddi calcoli la nostra intenzione era solo quella di ricordare che un pizzico della moderna storia di questa moto è anche nostra…senza alcun altro tipo di pretesa.
    Tutto qui…
    …peccato che con una rapidità impressionante la grande casa dolciaria è riuscita a farci condannare e a far esporre la sentenza nei principali ristoranti (lo so…come importo poteva andarci peggio ma noi siamo piccoli artigiani feriti nell’orgoglio e la condanna ci fa comunque male).
    Se ci trovate qualcosa di sbagliato dimmelo perché secondo me il quadro è molto chiaro.
    P.S. Non tiratemi in ballo la storia LML/Piaggio perché gli indiani producevano sotto licenza Piaggio la Vespa PX e, dopo aver acquistato i macchinari, hanno continuato a farla essendo legalmente autorizzati.
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