Donna investita da una moto perde il bambino, tribunale le riconosce un risarcimento di 250mila euro

Donna investita da una moto perde il bambino, tribunale le riconosce un risarcimento di 250mila euro
Nel 2021, una mattina di aprile a Lecco, una donna di 36 anni stava attraversando la strada sulle strisce pedonali per recarsi a fare la spesa, proprio davanti all’ospedale Manzoni, quando è stata violentemente urtata da una motocicletta. Nell’incidente ha riportato gravi traumi e, poco dopo, ha perso il bambino che portava in grembo
27 gennaio 2026

La donna, incinta di alcuni mesi, stava attraversando la strada sulle strisce pedonali nei pressi dell’ospedale Manzoni quando una moto, sopraggiunta a velocità sostenuta, l’ha travolta. L’impatto è stato violento: la 36enne è stata sbalzata sull’asfalto riportando gravi ferite. Soccorsa immediatamente e trasportata in ospedale, nei giorni successivi ha perso il bambino che portava in grembo, dando avvio a una lunga e dolorosa vicenda giudiziaria.

Per oltre cinque anni la sua vita è cambiata radicalmente: oltre alle ferite fisiche, la donna ha dovuto affrontare un doloroso processo di recupero psicologico e ha anche dovuto rinunciare all’impiego che svolgeva perché non più in grado di lavorare come prima.
La vicenda si è conclusa recentemente con una sentenza civile significativa. Il Tribunale civile di Lecco, con giudice Marta Paganini, ha condannato in solido il conducente della moto e la sua compagnia assicurativa a risarcire la donna con una somma complessiva di circa 250.000 euro. Questa decisione arriva dopo che l’assicurazione, in un primo momento, aveva offerto un risarcimento inferiore (circa 100 mila euro), ritenuto insufficiente dalla vittima.

Nel calcolo dei danni, il giudice ha tenuto conto non solo delle conseguenze fisiche, ma anche del cosiddetto “dolore da sofferenza oggettiva”, ovvero il forte impatto emotivo e psicologico subito in seguito all’aborto. Sebbene non esista una certezza assoluta che l’incidente abbia determinato direttamente l’interruzione della gravidanza, nella sentenza si afferma che esiste un’elevata probabilità che l’evento traumatico sia stato causa dell’aborto.
Oltre a questo, sono stati riconosciuti i danni derivanti dalla perdita della capacità lavorativa precedente e dal peggioramento delle condizioni di vita quotidiana.

La decisione del tribunale non si limita a risarcire la singola situazione, ma richiama l’attenzione sulle difficoltà che una vittima di incidente stradale può affrontare, specialmente quando si tratta di danni così profondi e irreversibili. Evidenzia anche l’importanza di una corretta valutazione assicurativa dei danni, inclusi quelli non materiali, come la sofferenza psicologica e le ricadute nella vita personale e lavorativa.

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