Cinema

Cinema e moto. Da quella di Batman alla Vespa

- Cinema e moto, un binomio di grandi emozioni per raccontare la libertà, la spensieratezza e ovviamente l'azione
Cinema e moto. Da quella di Batman alla Vespa

"Due ruote" e cinema sono un binomio di successo da più di un secolo. A Hollywood piace vedere in sella i propri attori. La moto - diciamolo - oltre a essere bella, è una facile veicolo di emozioni come libertà, spensieratezza e avventura. Sono tantissime le pellicole adrenaliniche che inseriscono le due ruote negli inserimenti più emozionanti. L'ultimo eroe, anzi super eroe, catturato in sella è stato Batman. L'uomo pipistrello è stato visto aggirarsi (impersonato dallo stuntman di Robert Pattinson) in un cimitero nei paraggi di  Glasgow.

Lasciamo al pubblicitario Luciano Nardi il racconto di questo speciale rapporto tra moto e cinema, dalla Vespa di "Vacanze romane" alle "due ruote" che vedremo al cinema quest'anno.

Cara vecchia Vespa che accompagni Nanni Moretti in una Roma senza troppe buche di qualche decina d’anni fa nel film Caro Diario girato ancora in pellicola, unico punto in comune con un'altra Roma, quella del ‘53 in Vacanze romane dove una elegantissima Audrey Hepburn ha lasciato un alone di classe su una Vespa che stava motorizzando l’Italia, lasciandosi alle spalle il Neorealismo del dopoguerra di Ladri di biciclette.

Stacco, cambio scena e Vespe e Lambrette si trovano a condividere una delle colonne sonore più struggenti del rock in Quadrophenia, dove le musiche degli WHO esprimono il cupo sentimento degli anni ‘70 riflessi in cravatte, eskimi, look MOD e specchietti che chiudono un decennio iniziato con Arancia meccanica.

Gli anni ‘80 invece cambiano mappatura e il ritmo diventa incalzante; la tecnologia si associa alla potenza e ad immagini adrenaliniche da Top Gun e infatti Tom Cruise diventa, in sella alla sua Kawasaki GPZ 900, il simbolo di un'epoca dove le spalle dei giubbotti sono abbondanti e pieni di stickers e le bionde hanno i capelli aerobici di Jane Fonda. Non c’è più tempo per i lunghi piani sequenza del cinema e si arriva dritti alla fine del millennio con Matrix e la Ducati 996 nella versione Reloaded 2003.

Da questo linguaggio cinematografico non si torna più indietro; il montaggio diventa serrato e i riferimenti saltano da una realtà digitale al mondo dei manga dove una ZZR gialla sembra disegnata dal centro stile Kawasaki per sposarsi non con Bill ma con Uma Thurman nel primo episodio di Kill Bill.

Dalla Tokyo (città) di Uma Thurman alla Tokyo (protagonista) de La casa di carta, ci sono quasi vent’anni e di mezzo c’è una moto della polizia spagnola usata come nei film di 007 degli anni 70. Improbabile e troppo fuori tono rispetto alla bella idea creativa dietro alla serie di Netflix.

E ora? Cosa ci riserva Hollywood per il 2020?  Sembra che Daniel Craig sia stato visto nelle riprese del prossimo 007, No time to die in sella ad una Triumph  scrambler “very british”. Bello il serbatoio con una porzione di Union Jack flag. Stesso mood scrambler per la BMW R nine T del prossimo Mission Impossible portata a spasso da Ethan Hunt, alias Tom Cruise, appassionato di moto e amico di Keanu Reeves che con le moto si è dato da fare creando anche una società, la Arch Motorcycle Company di due ruote molto speciali. Tutto rigorosamente Made in California. 

Il passaggio dalla fabbrica di emozioni a due ruote alla fabbrica di emozioni di Hollywood non prevede dissolvenze ma solo stacchi veloci e siccome tra le due realtà, la strada è breve, vi basterà  “girare” l’angolo e sentirete qualcuno che grida: ciak, rolling, gas.

  • ciccioza, Regalbuto (EN)

    interessante articolo. Trovo interessante l’evoluzione del cinema, dei suoi linguaggi e la figura della “moto” nel corso della sua storia. Complimenti
  • MACIGNO8536, Guidizzolo (MN)

    La Kawasaki di Tom Cruise in Top Gun è una GPZ900R non 750...
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