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Il conto alla rovescia è iniziato per automobilisti, motociclisti e l'intera filiera logistica italiana, dato che il prossimo 22 maggio scadrà l’attuale taglio sulle accise dei carburanti. Attualmente la misura garantisce uno sconto di 24,4 centesimi al litro sul gasolio e di 6,1 centesimi sulla benzina, ma senza un nuovo decreto i prezzi alla pompa rischiano una brusca impennata, che potrebbe spingere rapidamente la verde vicina ai 2 euro e il diesel oltre la soglia dei 2,20 euro al litro. L’esecutivo sta valutando una nuova proroga, ma l'ostacolo principale riguarda il complesso reperimento delle risorse finanziarie necessarie a coprire l'operazione. In questa fase, infatti, Palazzo Chigi non può attivare il meccanismo delle cosiddette accise mobili, poiché i dati sul maggior gettito Iva di maggio saranno disponibili solo nella seconda metà di giugno. Questo costringe il governo a cercare canali di finanziamento alternativi, come già accaduto in precedenza con l'utilizzo dei fondi provenienti dalle sanzioni comminate dall'Antitrust.
L’andamento recente dei listini offre scenari contrastanti che potrebbero spingere i tecnici ministeriali verso un ricalcolo degli sconti. Il gasolio ha fatto registrare una moderata flessione, assestandosi su una media nazionale di 1,979 euro al litro all'inizio del fine settimana, un dato in calo rispetto ai 2,052 euro registrati in occasione della precedente proroga di fine aprile. Questa discesa di circa sette centesimi potrebbe indurre l'esecutivo a rimodulare l'agevolazione al ribasso, sebbene il petrolio Brent fluttui ancora vicino ai 110 dollari al barile, lasciando aperta la porta a nuovi scossoni internazionali. Sul fronte della benzina si riscontra invece una situazione molto più stabile, con un prezzo medio a inizio weekend fermo a 1,942 euro al litro e un incremento minimo di soli due centesimi dall'introduzione del taglio; un trend lineare che potrebbe tradursi nella semplice conferma della misura già in vigore.
Oltre al rebus dei conti pubblici, la giornata del 22 maggio si preannuncia caldissima sul fronte sociale, poiché coinciderà con un Consiglio dei ministri e con un cruciale incontro a Palazzo Chigi con le associazioni degli autotrasportatori. La categoria ha già programmato uno sciopero nazionale dal 25 al 29 maggio per protestare contro gli effetti collaterali dei passati provvedimenti. I precedenti tagli alle accise, essendo stati formalmente catalogati come aiuti di Stato, hanno infatti impedito a numerose imprese di trasporto di accedere ad altri meccanismi compensativi e indennizzi strutturali. Il tavolo di confronto governativo sarà decisivo non solo per alleggerire l'impatto economico sui consumatori finali, ma anche per disinnescare una protesta che rischierebbe di bloccare la distribuzione delle merci in tutta la penisola.