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Automotoretrò Torino, le moto da vedere e comprare

- Il Salone Internazionale, che ha aperto venerdì e chiuderà domenica, è il luogo dove perdersi cercando ricambi, guardando belle moto e – perché no – cercare di portare a casa una bella occasione
Automotoretrò Torino, le moto da vedere e comprare

Si è aperta oggi a Lingotto Fiere, Torino, la 33esima edizione di Automotoretrò, il Salone Internazionale dedicato all'auto e alla moto d'epoca, e classica, che resterà aperta fino a domenica 15 febbraio. Nei padiglioni ,che già di prima mattina hanno iniziato a riempirsi di visitatori, il numero di espositori premia largamente il settore delle quattro ruote rispetto alle due che però – va riconosciuto agli organizzatori – meritano la stessa attenzione e non sono relegate in spazi secondari. Il numero e la qualità delle moto esposte fatica però a competere con i molti modelli d'auto fra i quali ci sono vetture di pregio, anche in senso sportivo, vetture che di certo non possono lasciare indifferenti anche gli appassionati di moto d'epoca.

 

Fra le moto classiche ce ne sono alcune piuttosto interessanti. Soprattutto modelli da gara anni cinquanta e sessanta

Fra queste ultime, a girare con attenzione nei padiglioni, ce ne sono alcune piuttosto interessanti. Soprattutto modelli da gara anni cinquanta e sessanta. Non manca una discreta rappresentanza di modelli Triumph, grazie alla presenza della sezione piemontese del Registro Storico di marca, affiancate ad alcuni modelli recenti e rigorosamente allestiti in stile vintage. Alcune BMW GS rappresentano la produzione delle Gelande Strasse bavaresi, e poi Moto Guzzi e Ducati, mentre per quanto riguarda Harley-Davidson assieme ad alcune special si trovano le versioni più recenti che sono visibili anche nelle concessionarie.

Ben organizzati sono gli stand dell'ASI, in rappresentanza e di auto e moto e nel quale campeggia il bisiluro da record con motore Gilera progettato e guidato da Piero Taruffi, e dell'Esercito Italiano che espone moto e mezzi pesanti che fanno parte della dotazione a due e quattro ruote delle forze armate.

 

 

A farla da padrona, fra le sparute giapponesi anni settanta e ottanta, è quindi la Vespa, ben più delle rare Lambretta nella sue molteplici versioni che vanno dalla fine degli anni Cinquanta alla fine dei Settanta. Qui le quotazioni sono sulla carta alte, ma calano facilmente contrattando. Perché, come più d'uno ci ha detto a mezza voce quasi per scaramanzia, il mercato non è più quello di sette-otto anni fa. La crisi si è fatta sentire a tutti i livelli e meno gente è disposta a spendere. Anche perché, parliamoci chiaro, di moto veramente perfette non ce ne sono poi molte e in tanti, nel recente passato, avevano un po' esagerato con le quotazioni di vendita falsandone i valori.

 

Un fenomeno che sta prendendo piede è però quello delle gare per moto classiche. Non soltanto nel fuoristrada, ma anche in pista. Come ci ha anche confermato Bruno Garella, storico proprietario del team Taurus che nel video qui sotto ci racconta la sua esperienza nell'Endurance Classic, campionato europeo che disputa con i piloti Giorgio Cantalupo e Cristiano Ascanio sulle Suzuki 1100 anni Ottanta.

 

Yuri Ventura è uno dei rappresentanti del Registro Storico Triumph, riconosciuto dalla filiale italiana della marca inglese, per il quale segue la sezione piemontese. Il registro è nato per censire e catalogare le moto prodotte da Triumph dal 1902 a oggi e che circola in Italia.

 

  • Skleros, Torino (TO)

    La bolla Vespa esiste ancora

    Il mercato non è più quello di 7-8 anni fa?
    Forse i "poveretti" si lamentano che le quotazioni non salgono più giorno dopo giorno ma la realtà dei fatti, almeno per il mercato che seguo io ovvero quello della Vespa d'epoca, è che la bolla dei prezzi è viva più che mai!
    Qualche esempio?
    Vespa Rally 200: tra 6.000 e 8.500 € in base allo stato
    Vespa Primavera ET3: 4.500/5.000€
    Vespa PX200: 4.000€
    Vespa 50 Special: 2.500/3.000€
    Poi, a parte che bisogna stare attenti a quelli che "rinfrescano" la Vespa riempendola di stucco solo per venderla come "perfettamente restaurata", trovarne una coi documenti in regola, non radiata e ad un prezzo "umano" diventa un'impresa impossibile.
    Hanno poco da lamentarsi che gli annunci rimangono online per mesi senza acquirenti e poco hanno da piangere che non si vende più come una volta...iniziassero a proporre pezzi che, ricordo a tutti, sono COMUNI al prezzo giusto!
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