Anas: "L'Europa investa per rendere le strade più sicure"

Anas: "L'Europa investa per rendere le strade più sicure"
L’AD di Anas (gruppo FS) Claudio Andrea Gemme ha ribadito l'importanza che la Commissione Europea investa di più nel processo di gestione e messa in sicurezza dei sistemi stradali. Intanto la installazione dei guard rail salva-motociclisti DSM sembra ferma
17 marzo 2026

Si è svolto a Chambery, in Francia, il XVII Congresso Mondiale “dei servizi invernali, della resilienza stradale e della decarbonizzazione” organizzato da PIARC World Road Association. PIARC è l’associazione mondiale delle strade fondata nel 1909 e composta da oltre 120 governi membri provenienti da tutto il mondo. E’ il forum globale per lo scambio di conoscenze ed esperienze in materia di strade, politiche e pratiche relative ai trasporti stradali

Come riporta Maurizio Bertera sul Corriere Motori del 16 marzo scorso, è intervenuto Gemme, AD di Anas e CE0 di FS, per sollecitare la Commissione Europea: servono maggiori investimenti per rendere le strade più sicure.

Anas - ha detto Claudio Andrea Gemme - come tutte le altre National Road Authority deve affrontare costi ingenti per garantire sicurezza, resilienza e accessibilità. Ebbene, colgo l’occasione per condividere con tutti voi l’auspicio che la Commissione Europea assicuri anche alle strade adeguati finanziamenti, per renderle conformi alla sempre più esigenti e sfidanti direttive europee”.

Nel corso del suo intervento l’AD Gemme ha illustrato l’impegno di Anas nei lavori per il Giubileo e le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina: “Eventi che ci hanno permesso di migliorare la mobilità e l’inclusività di alcune importanti aree del nostro Paese”.

Un pick-up con i sensori

A Chambéry Anas ha presentato un veicolo attrezzato per la gestione intelligente della viabilità invernale, testato lungo la statale 51 Alemagna in occasione dei Giochi: è un pick-up dotato di sensoristica in grado di rilevare in tempo reale diversi parametri della pavimentazione e dell’ambiente, tra cui temperatura dell’asfalto, temperatura dell’aria, presenza di umidità, stato del trattamento antigelo e livelli di salinità residua sulla carreggiata.

I dati raccolti vengono trasmessi alle strutture e condivisi con i mezzi spargisale di ultima generazione, consentendo una gestione più puntuale degli interventi.

Gemme ha spiegato che Anas da diversi anni ha intrapreso un percorso di digitalizzazione “verso l’implementazione di nuovi approcci. In questo modo, attraverso soprattutto la manutenzione predittiva, abbiamo innalzato i nostri standard qualitativi e di sicurezza”.

“Possiamo anticipare eventuali situazioni critiche e programmare interventi necessari anche attraverso programmi ambiziosi come lo Structural Health Monitoring, che consente il monitoraggio strutturale di tipo strumentale dei nostri ponti e viadotti indicandoci ogni giorno, 24 ore su 24, condizioni di salute delle nostre strutture. Stiamo poi implementando i programmi di strada digitale che forniscono all’utente informazioni per la sicurezza del viaggio e stiamo sviluppando modelli digitali degli asset stradali per pianificare, monitorare e gestire gli eventi estremi”.

Tutto bello, tutto utile e importante, concetti complessi. Ma ci piacerebbe avere qualche notizia positiva anche sulla installazione dei Dispositivi Salva Motociclisti (DSM) sulle barriere di sicurezza, prevista da un decreto specifico del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Su questo fronte sembra che non si avanzi un granché. O sbagliamo?

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