Addio a Giancarlo Galavotti, affiancò Checco Costa

Addio a Giancarlo Galavotti, affiancò Checco Costa
Aveva 78 anni, amava la lingua inglese e collaborò con Costa per fare grande il circuito di Imola. Poi si era trasferito a Londra e infine in Thailandia. Dall’Inghilterra fece da ponte tra calcio inglese e italiano, punto di riferimento per colleghi, giocatori e allenatori
5 marzo 2026

Giancarlo era partito da Imola. Lo si incontrava al circuito, molto attivo accanto al mitico Checco Costa, il padre di Claudio. Costa non parlava l’inglese e però voleva contattare i più grandi piloti del mondo per portarli a Imola, soprattutto per correre le prime 200 Miglia. Conoscemmo Galavotti all’hotel Molino Rosso nel ’75, proprio per una delle presentazioni della gara: fece irruzione suonando la cornamusa… Amava la Gran Bretagna, parlava l’inglese meglio di tutti, amava quella lingua. Senza di lui Imola non sarebbe stata così importante per il motorismo italiano. In seguito Galavotti - che molti di noi leggevano su Motosprint perché era l’inviato sul motomondiale - si era trasferito a Londra nel 1979.

Giancarlo fu assunto da Gino Palumbo direttamente a Londra, fu Carlo Canzano a fare da tramite. E Galavotti divenne addirittura l’Inghilterra, per il giornalismo sportivo italiano. E non solo: procuratori, dirigenti, calciatori, allenatori, tutti si appoggiavano a lui per un parere, un aiuto, un consiglio.

Non lo vedevamo da tanti anni, ma il collega Ricci, corrispondente della Gazzetta da Londra, ci racconta molto bene un Giancarlo Galavotti precursore per il giornalismo sportivo italiano, un portento per quello inglese, una vera colonna della Gazzetta dello Sport. Era sincero ai limiti del brutale, ferocemente ironico, duramente lucido.

L’amico Carlo Canzano rammenta l’origine dei suoi contatti con il mondo della moto. Giancarlo, pur di fare pratica linguistica con l'inglese, a 18 anni si propose di fare l'interprete per le gare internazionali di auto a Imola: fu così che lo notò Checco Costa e gli propose di lavorare per il motoclub Santerno. Da interprete diventò "ministro degli esteri" andando a portare i contratti per i piloti all'estero, cominciando sin dalla prima edizione della 200 Miglia. Quando poi, a fine ’76, nacque MotoSprint, Galavotti fu assunto da Marcello Sabbatini e lì restò fino a marzo 1979, quando decise di mollare tutto e trasferirsi in Gran Bretagna.

Alla sua famiglia e a tutti quelli che lo hanno conosciuto arrivi il nostro abbraccio.

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