7/11 Heaven, la rinascita della Suzuki GSX-R Slabside nel restomod firmato Nabspeed Moto

Presentata al Worship Moto Show 2026, l'ultima creazione di Christian Bell fonde il telaio in alluminio di una GSX-R750 del 1986 con il poderoso motore da 1052cc della sorella maggiore 1100. Un omaggio tecnico e stilistico alla leggendaria Yoshimura della 8 Ore di Suzuka, ricco di componenti su misura e pronto a sprigionare 130 cavalli
13 ottobre 2026

La Suzuki GSX-R750 del 1985 ha rivoluzionato il mondo delle motociclette ad alte prestazioni: soprannominata affettuosamente Slabside o Slabby per le sue carenature piatte, offriva di fatto una moto da corsa omologata per uso stradale con il suo telaio leggero in alluminio. Quando l'anno successivo debuttò la sorella maggiore GSX-R1100, dotata di un propulsore da 1052 cc raffreddato ad aria/olio, gli appassionati iniziarono presto a trapiantare il massiccio motore della 1100 nel telaio più agile e dal passo corto della 750.

Questa configurazione ibrida, battezzata 7/11, garantiva un incremento di potenza del 30-40% unendo l'accelerazione di una hyperbike a una ciclistica estremamente reattiva. Raccogliendo questa pesante eredità, Christian Bell dell'officina Nabspeed Moto ha svelato al recente Worship Moto Show 2026 la sua ultima opera, battezzata "7/11 Heaven". Si tratta di un tributo dinamico e stilistico alla gloriosa Yoshimura GSX-R guidata da Kevin Schwantz e Satoshi Tsujimoto alla 8 Ore di Suzuka del 1986, la moto che ha consacrato lo stile a mezza carena tipico delle racer di Hamamatsu.

Partendo proprio dal telaio di una GSX-R750 Slabside del 1986 e conservandone unicamente il serbatoio originale, Bell ha installato il massiccio motore 1100 da 1052 cc che, mantenuto sostanzialmente di serie ma abbinato a carburatori Mikuni RS36 e a un impianto di scarico completo in acciaio inossidabile Hindle, sprigiona una potenza che si aggira intorno ai 130 cavalli originari. A governare lo scocco della scintilla interviene un sistema di accensione elettronica Dyna 2000, accompagnato da numerosi componenti speciali firmati Yoshimura che impreziosiscono la meccanica.

La ciclistica è stata aggiornata per adeguare le prestazioni agli standard del ventunesimo secolo: all'avantreno una forcella derivata da una GSX-R K6 stretta in piastre di sterzo realizzate su misura, mentre al retrotreno lavora un forcellone artigianale abbinato a un massiccio cerchio posteriore. L'intero assetto poggia su un telaietto posteriore imbullonato, costruito in esemplare unico. Il potere frenante è affidato a un impianto completo curato da HEL Performance, mentre l'ergonomia racing è assicurata dalle pedane arretrate e dai semimanubri da 50 millimetri realizzati in casa dalla stessa Nabspeed.

Il frontale è dominato da una carenatura classica Harris, sapientemente modificata per alloggiare una coppia di fari poliellissoidali a proiettore e completata da un cupolino su misura. La livrea, verniciata internamente da Nabspeed, riprende fedelmente i colori della moto di Schwantz e Tsujimoto. Il progetto, realizzato anche grazie al supporto di Nick di Suzuki Performance Spares e Kieran di HEL Performance, si traduce in un mezzo estremamente leggero che, nonostante l'indole radicale e la velocità impressionante, si è rivelato sorprendentemente confortevole e civilizzato nei suoi primi chilometri di collaudo.

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