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Almonte, Spagna, 18 Marzo. Un’ora da Siviglia, Circuito de Motocross de Almonte. Il Mondiale non c’è mai stato. E qui si disputa la seconda prova del Mondiale MXGP 2026. Chissà se basta l’aria. Neanche a Bariloche la pista era conosciuta, ma la luce della Patagonia, argentina o cilena che sia, è ugualmente forte, e se ne son viste di davvero belle. Che non sia una novità spagnola con memoria, in ogni caso, che ci si possa scordare in santa pace i gran premi iberici affogati nel fango e vivere un week end di perfetta Andalusia. Già, le novità sono tante, e non bastano uno o due Gran Premi per farsi un’idea precisa delle conseguenze. Sensazioni, quelle sì, non si negano a nessuno e sono un bel modo per aprirsi un varco verso la verità (che peraltro non arriverà prima del 20 settembre da Darwin, Australia, ultima di 19 arene del Mondiale 2026).
Sensazioni, dunque, in vista di Almonte. La prima viene prima ancora della… prima dopo i due... primi posti dell’Herlings debuttante con le Honda HRC di Giacomo Gariboldi. La sensazione è proprio quella, e cioè che le Moto vadano fortissimo, che siano già perfettamente a punto, facili da guidare, intuitive e tremendamente efficaci. Non è tanto la doppia vittoria del Bullet a suggerirlo, quanto l’uno-due che coinvolge Tom Vialle, sotto più di un aspetto anche lui un “debuttante”. Bisogna sottolinearlo e tenere il pizzino lì, da parte a buona memoria. Gariboldi ha cambiato la Squadra per farle fare un salto in avanti.
Quel che c’è da aspettarsi in Spagna a seguito della “strage” di Bariloche, è che la reazione provi ad essere collettiva, a vantaggio di uni e a scapito di altri, logicamente, ma avvertibile. A guidarla dovrebbe essere Tim Gajser, su cui pesa la responsabilità di validare la competitività della Yamaha e la giustezza della propria scelta professionale. Subito dietro metterei Lucas Coenen, per continuità tecnica nella posizione più vantaggiosa, che invece non ha saputo dare una risposta convincente all’altezza del vantaggio, risultato quindi del tutto aleatorio. Insomma, basta guardare Romain Febvre per capire. Il Campione in carica, stesso assetto del passato, è vicino (e ci rassicura la verve iniettata nella gara argentina che non gli è passata la voglia). Hey, stiamo parlando di risposte top, che poi siano tutti bravi e certamente oltre l’altezza del nostro giudizio, va da sé.
Vale per gli italiani, “intruppati” in un’immagine fuori fuoco, anche loro malgrado, dalla quale non è possibile estrapolare che dei piccoli indizi, tali da rendere indiziali anche le performance delle rispettive Moto. Adamo è andato bene, un buon inizio che tuttavia ha sentito sulle braccia, con questo rendendosi conto che gli stessi punti conquistati in Argentina un anno fa in MX2 stanno su un piano più alto. Di Forato e Guadagnini bisogna rallegrarsi che siano potuti ripartire. Ducati, visto che si parla di italiani, se è portati a pensar bene, soprattutto per tutto quel che c’è di nuovo nella fornace di mastro Paolo Ciabatti. In generale, infine restando in tema nazionale, mi auguro che la famiglia Maddii trovi presto una quadra che ripaghi delle troppe circostanze contrarie e contrarianti.
La sensazione MX2 si concentra su due punti di diversa evidenza. Simon Laengenfelder in super assetto KTM è l’uomo che può difendere il Titolo e lo si è visto subito. Ha quel qualcosa in più, che si conosce e si “impara” solo dopo aver vinto, e l’ha messo immediatamente a frutto. Poi le Triumph, la doppietta alle spalle del Campione porta con sé, fino a prova contraria, una nuova forza di evidenza. Farres e McLellan confortano pienamente l’iter di progressione del team e della Moto, e chissà che il trend di concretezza non spinga oltre con un pò di legittimo entusiasmo. La terza verità è che serve subito qualcosa che possa prosciugare il piccolo fossato che separa l’intera carovana dal fuggiasco di KTM. All’attacco della fortezza del Titolo, poi, non vediamo l’ora di veder scendere in campo la piena competitività di Ferruccio Zanchi e di Valerio Lata, un inizio di Mondiale un po’ troppo sfortunato. In tutto questo aspettando che Liam Everts si decida, se trova l’interruttore, ad attivare i cromosomi…
MXGP - World Championship - Top 10 Classification: 1. Jeffrey Herlings (NED, HON), 50 points; 2. Tom Vialle (FRA, HON), 50 p.; 3. Romain Febvre (FRA, KAW), 48 p.; 4. Lucas Coenen (BEL, KTM), 42 p.; 5. Tim Gajser (SLO, YAM), 36 p.; 6. Maxime Renaux (FRA, YAM), 34 p.; 7. Andrea Adamo (ITA, KTM), 32 p.; 8. Ruben Fernandez (ESP, HON), 32 p.; 9. Pauls Jonass (LAT, KAW), 28 p.; 10. Calvin Vlaanderen (NED, DUC), 24 p….
MX2 - World Championship Classification: 1. Simon Längenfelder (GER, KTM), 50 points; 2. Guillem Farres (ESP, TRI), 47 p.; 3. Camden Mc Lellan (RSA, TRI), 43 p.; 4. Liam Everts (BEL, HUS), 41 p.; 5. Mathis Valin (FRA, KAW), 38 p.; 6. Janis Martins Reisulis (LAT, YAM), 38 p.; 7. Sacha Coenen (BEL, KTM), 32 p.; 8. Karlis Alberts Reisulis (LAT, YAM), 29 p.; 9. Cas Valk (NED, TM), 22 p.; 10. Jens Walvoort (NED, KTM), 21 p….
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