Tornano le gare motoristiche in pista in Svizzera

Tornano le gare motoristiche in pista in Svizzera
Dopo settant’anni, è decaduto il divieto di disputare gare in pista nel territorio della Confederazione. Adesso saranno i governi cantonali a decidere come applicare la norma e dove costruire gli impianti
27 gennaio 2026

Dal prossimo giugno, gareggiare in Svizzera non sarà più un reato federale come era da anni, dal 1955 addirittura. La decisione di abrogare questo divieto risale a quattro anni fa, quando il Parlamento si era pronunciato in questo senso: la revoca ufficiale era stata fissata, appunto, per il primo giugno del 2026.

Negli ultimi decenni, in Svizzera si gareggiava soltanto nelle piste da cross e sulle strade chiuse in occasione delle cronoscalate come la Mendrisio-Monte Generoso, ma non in autodromo.

Con l’abolizione del divieto federale, secondo l'ordinamento svizzero la competenza ora passa ai Cantoni: saranno i governi locali ad autorizzare eventuali eventi e sempre loro potranno autorizzare la realizzazione di autodromi e piste in genere. Forse si partirà dalla riconversione del circuito di Lignières, cantone di Neuchatel: l'unico esistente ad oggi e dedicato a corsi di guida sicura.

Il divieto di organizzare le corse motoristiche in Svizzera (i disubbidienti accusati di un reato penale) era stato introdotto nel 1955 in seguito alla grande emozione suscitata dall’incidente alla 24 Ore automobilistica di Le Mans. Accadde che, senza colpe, il pilota francese Pierre Levegh, con la Mercedes 300 SLR ufficiale, andò a sbattere ad alta velocità nelle barriere. Parti della sua auto volarono in fiamme sulla tribuna centrale: rimasero uccisi ben ottantaquattro spettatori mentre i feriti furo centoventi. Una tragedia immane.

Ancora oggi a Le Mans, sul muretto di fronte a quello dei box, c’è una targa che ricorda il più drammatico incidente del Novecento. In realtà, l’allarme era suonato nella Confederazione già sette anni prima. Sul Circuito di Bremgarten - alla periferia di Berna, dove dal 1934 si disputava il Gran Premio di Svizzera sia per le auto sia per le moto - nel 1948 era andato in scena un doppio dramma. Durante le prove, nella stessa curva denominata Eymatt, morirono due grandissimi e famosi piloti italiani: il 42enne Omobono Tenni su Moto Guzzi e il 44enne Achille Varzi su Alfa Romeo.

Era il primo luglio 1948: dopo aver provato con successo il prototipo della nuova 250 bicilindrica con la quale avrebbe corso due giorni dopo, Tenni aveva deciso di fare un paio di giri con la sua Albatros 250 personale; a metà tracciato, in piena curva, la pedana si puntò nell'asfalto e Omobono finì fuori schiantandosi contro un albero e morendo sul colpo. Poche ore dopo e a un centinaio di metri, avrebbe perso la vita anche Achille Varzi, in seguito a un ribaltamento con la sua Alfa Romeo.

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