Piero Taramasso (Michelin) risponde al nostro Giulio Bernardelle

Piero Taramasso (Michelin) risponde al nostro Giulio Bernardelle
Piero Taramasso, che per Michelin è “Two-wheel Motorsport Manager” e quindi responsabile di tutta l’attività motosport moto, ha voluto rivolgersi al nostro ingegner Bernardelle facendoci arrivare un audio. Ci si riferisce ai problemi delle Ducati nel GP d’Austria
5 ottobre 2026

L’antefatto: intervistato da Sky a Motegi, venerdì mattina in diretta, Piero Taramasso ha definito genericamente “caxxate” le tesi di chi aveva spiegato le grandi difficoltà di tutte le Ducati nel GP precedente sul Red Bull Ring riferendole alle gomme a carcassa dura portate lì (come in Thailandia) da Michelin. Anche noi, in DopoGP con Bernardelle e il tre volte campione del mondo Luca Cadalora, avevamo collegato le cose. Come sempre facciamo, abbiamo escluso complotti o stupidaggini del genere: solo analizzato i fatti. E però l’uscita di Taramasso non ci era del tutto piaciuta: come potete leggere nel pezzo pubblicato venerdì stesso, Bernardelle aveva messo alcuni puntini sulle i.

Ecco la voce di Taramasso:

“Guardando su Internet cosa si dice, in questo weekend non facile, logicamente vado sul vostro sito, Moto.it, perché so che c’è gente seria che lavora, gente competente. E ho visto l’articolo dell’ingegnere: quello che parlava della mia risposta alla domanda se il casing duro avvantaggiava Aprilia e svantaggiava Ducati, la mia risposta su Sky.

Ho visto che l’ha commentata. Ed ecco cosa voglio dire: io vi rispetto molto e la mia risposta era più indirizzata alla gente che parla di complotto, quella che dice che dietro a questo casing c’è un complotto per favorire uno o l’altro e che Michelin così decide chi vince e chi perde. Era più indirizzata a quelli la mia risposta sulle “caxxxate”. E non indirizzata a persone serie e competenti come voi, che fate delle analisi e che siete in questo mondo da tanti anni e siete rispettati.

Voglio dire qui ciò che non ho potuto sviluppare chiaramente in trenta secondi, lì sul circuito quando devi dire tante cose: che questa carcassa è conosciuta ormai da anni sia da Ducati che da Aprilia. Quindi la conoscono e sanno come interpretarla sia loro che i piloti. Per me adesso è come una carcassa normale, non è più la carcassa dura che ti cambia la moto di qua o di là, che ti fa vincere o ti fa perdere. Ormai è conosciuta da tutti. E detto questo, logicamente sì, dipende da come tu la interpreti e da come riesci a lavorarci sopra e a fare gli aggiustamenti. Su un circuito una volta va bene a uno e su un circuito va bene all’altro. E’ come con la carcassa standard, c‘è chi riesce a lavorare meglio in base alle condizioni e in base a tutto.

Insomma, non è che funzioni sempre bene e tutte le volte, se le Ducati sono davanti oppure sono indietro…Può andare bene per uno o per l’altro in base a come lavorano. E giustamente come dice Bernardelle, va bene a chi si adatta meglio, su un circuito è uno e su un circuito è un altro. Non è una carcassa Aprilia e non è un carcassa Ducati o KTM che ha vinto in Austria”.

NB: Apprezziamo la cortese replica di Piero Taramasso, con cui abbiamo sempre avuto un rapporto cordiale.

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