MotoGP. Michelin, in Argentina scoppia il caso gomme

MotoGP. Michelin, in Argentina scoppia il caso gomme
Giovanni Zamagni
La Michelin ritira entrambe le coperture posteriori, non solo quella più morbida “dechappata” sulla moto di Redding. Così domani si ricomincerà da capo: i piloti avranno 50 minuti per provare un nuovo pneumatico dalla carcassa differente. Ma se al mattino dovesse piovere? E’ caos totale
3 aprile 2016

TERMAS DE RIO HONDO A “caldo”, pochi minuti dopo il problema alla gomma posteriore di Scott Redding, “dechappata” pericolosamente durante le FP4, fortunatamente senza nessuna conseguenza per il pilota, riuscito, chissà come, a non cadere, Nicolas Goubert, numero uno in pista della Michelin, era stato ottimista. «Non ci sono problemi di sicurezza per la gara». Purtroppo, come era prevedibile, non è così. Anche perché è la seconda volta che accade: in Malesia, nei test di febbraio, Loris Baz era rovinosamente caduto a terra dopo lo scoppio del pneumatico posteriore in rettilineo. Allora, la Michelin aveva prima incolpato la pressione fatta dal team (più bassa del consigliato per guadagnare in prestazione), poi un detrito lungo la pista che aveva provocato una foratura. Tesi apparse subito poco credibili e quanto successo oggi sembra confermare che c’è dall’altro. Anzi, c’è sicuramente qualcos’altro e l’ottimismo di Goubert si scontra con la realtà dei fatti, tanto che la Michelin ha preso una decisione per certi versi clamorosa: ha ritirato entrambe le gomme posteriori – quindi non solo quella più morbida, ovvero quella montata sulla Ducati di Redding – e le sostituisce con una nuova posteriore, con carcassa dalla costruzione differente, più rigida.

DUE GIORNI BUTTATI

Come dire, i due giorni di test sono serviti a poco o nulla, perché domani i piloti dovranno ricominciare il lavoro da capo, modificare assetto e bilanciamento in funzione della nuova copertura. Con evidenti conseguenze sul risultato, perché la gomma potrebbe andare subito bene a tutti (difficile), ma più probabilmente potrebbe anche adattarsi a una moto e non a un’altra e a quel punto i 30 minuti del nuovo warm up previsto alle 9 non sarebbero sufficienti per trovare la soluzione vincente, neanche sommati ai 20 già in programma. Non solo: e se domani mattina dovesse piovere e nel pomeriggio fosse asciutto, cosa accadrà? Anche perché, per evitare la concomitanza con la F.1, il via, invece delle 14 tradizionali, è stato posticipato alle 16 e non ci sono quindi tante ore di luce a disposizione. Ma se c’è un problema, un posticipo per qualche motivo, cosa si farà? Come sempre, purtroppo, non si cerca mai di prevenire un problema.

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