MotoGP, Jorge Martin: "Mondiale? Forse posso vincerlo, ma per me è perso. Continuare significava non aver imparato nulla"

MotoGP, Jorge Martin: 'Mondiale? Forse posso vincerlo, ma per me è perso. Continuare significava non aver imparato nulla'
L'89 ha spiegato la decisione di ritirarsi dopo le FP2: "Non ero in grado di guidare in maniera efficace per venti giri. Sarebbe stato inutile continuare a girare e peggiorare le condizioni della mano"
31 ottobre 2026

Dopo aver tentato di correre nonostante la frattura composta al polso rimediata nella Sprint di Phillip Island, Jorge Martin ha deciso di fermarsi questa mattina, dopo averci provato ancora una volta nelle FP2. 

Lo spagnolo, che aveva ricevuto il FIT per proseguire il weekend, ha spiegato le ragioni del ritiro incontrando i giornalisti a Sepang. La priorità è ora recuperare in vista del Qatar.

Qual è stato il fattore decisivo che ti ha portato a fermarti?

"Ci ho provato, ho dato il massimo, ho cercato di guidare, ma chiaramente il processo di guarigione è ancora nelle fasi iniziali. Il recupero sta procedendo molto velocemente, ma non abbastanza da permettermi di essere efficace sulla moto. Sentivo di poter guidare quasi senza dolore, ma magari soltanto per un giro. Dopo iniziavo ad avere molto dolore e non riuscivo a essere costante. Quindi, guardando anche i tempi sul giro e le mie prestazioni, abbiamo deciso di fermarci e aspettare. La prossima settimana c'è il Qatar e il mio obiettivo è esserci. Insieme alla squadra abbiamo capito che quello che stavo facendo era troppo per poter continuare e che non c'era nulla da guadagnare. Sarebbe stato davvero difficile conquistare anche un solo punto. Vogliamo fermarci, riposare e lasciare che il braccio recuperi. Durante questa settimana le condizioni sono migliorate moltissimo e speriamo che, con un'altra settimana a disposizione, in Qatar possano essere decisamente migliori"

Il momento che hai avuto ieri durante le prove ha peggiorato qualcosa?

"No, assolutamente. Però non avevo la forza che avrei voluto, perché appena sentivo dolore dovevo alleggerire la pressione sul manubrio. Quindi continuare non sarebbe stata la scelta migliore, perché avrebbe significato non aver imparato nulla dal passato. Mi è già successo e non volevo cadere o procurarmi un infortunio peggiore cercando di correre in queste condizioni. Ci ho provato, ho dato tutto. Credo che quello che siamo riusciti a fare sia stato incredibile, anche perché il dolore era davvero sotto controllo. Ma, come ho detto, non ero in grado di guidare in maniera efficace per venti giri. Sarebbe stato inutile continuare a girare e peggiorare le condizioni della mano. È meglio aspettare e lasciare che l'osso guarisca ancora un po' durante la prossima settimana. Sicuramente in Qatar mi sentirò meglio. Questo è certo, ma era troppo presto per correre qui"

Stai pensando alla lotta per il Mondiale oppure cerchi di non farlo?

"Chiaramente il Mondiale è ancora lì, credo però che adesso non debba pensarci troppo. Magari posso ancora vincerlo, ma per me è già perso. Sicuramente lotterò fino alla fine, non soltanto per me, perché alla fine sono già un campione del mondo, ma anche per la mia squadra e per le persone che mi stanno vicino. Ci riproverò in Qatar, altrimenti resterò a casa a riposare. Qui ci ho provato, ma non ce l'ho fatta. Fa parte della vita e di questo sport. Cercherò di essere competitivo la prossima volta"

Qual è il programma di recupero da qui al Qatar?

"È più o meno lo stesso programma che ho seguito durante questa settimana, con tutte le terapie che posso fare a casa. Oggi tornerò a casa, così potrò ricominciare i trattamenti già da domani o domenica. Durante questa settimana i miglioramenti sono stati incredibili. Sono riuscito a guidare una MotoGP con un polso fratturato, è una cosa pazzesca. E sono anche riuscito a scendere sotto i due minuti, quindi sono già orgoglioso della mia prestazione. Sono contento di quello che sono riuscito a fare. Chiaramente è un peccato, sono davvero deluso e frustrato, ma questo è il nostro lavoro e non ero ancora guarito"

Quando pensi di poter prendere una decisione definitiva sulla partecipazione in Qatar, considerando i rischi legati all'infortunio?

"Non lo so, il mio obiettivo è andare in Qatar. Andrò lì e ci proverò. Se le sensazioni saranno le stesse, allora dovrò fermarmi. Vedremo come andrà questa settimana e come starò quando arriverò in Qatar. Al momento non posso saperlo. I miglioramenti che ho avuto negli ultimi giorni, come ho detto, sono stati incredibili. Se riuscirò a recuperare allo stesso modo anche durante questa settimana, potrei arrivare magari all'80%. Se sarò in grado di completare venti giri, allora potrò anche lottare per i punti. Bisogna soltanto aspettare quel momento e poi prendere una decisione"

Mentalmente come riesci ad affrontare tutto questo?

"Un anno fa non sapevo nemmeno se sarei riuscito a tornare su una MotoGP. E adesso sono qui a lottare per un Mondiale, quindi per me il bilancio è già positivo. Sento di aver già vinto, diciamo, nella mia vita. E questa stagione è stata incredibile. Continuerò a lottare, come ho detto. Non smetterò mai di crederci finché sarà possibile, perché in questo sport può succedere di tutto, come abbiamo visto. Continuerò a provarci in Qatar, poi andrò a Portimão. Ogni volta che avrò un'opportunità, ci proverò. Se non sarò in grado di continuare, mi fermerò. Ma sicuramente voglio continuare a provarci"

Naviga su Moto.it senza pubblicità
1 euro al mese