MotoGP, non solo Marquez e Martin. Diggia: "Una spalla non funziona bene e ho rotto delle vertebre". Vinales: "Se piove sono fregato, non dormo"

MotoGP, non solo Marquez e Martin. Diggia: 'Una spalla non funziona bene e ho rotto delle vertebre'. Vinales: 'Se piove sono fregato, non dormo'
I due capoclassifica hanno parlato di alcuni impedimenti extra-pista, così ho chiesto ad altri piloti come sono messi fisicamente, interessante l'analisi del Diggia: "È diventato un lavoro veramente tosto perché devi avere la migliore immagine possibile, essere presente con il mega sorriso a tutti gli eventi, ma allo stesso tempo dormire il più possibile e mangiare il meglio possibile. Ieri, per esempio, ho dovuto mangiare a pranzo una pizza, grazie mille che me l'hanno portata, però era una pizza e non un riso bianco. Fare una programmazione atletica è difficilissimo, perché non hai la palestra a casa, ti alleni dove puoi"
15 ottobre 2026

Nelle scorse settimane sono emersi i problemi extra-pista che alcuni piloti debbono affrontare per l'infortuni patiti in pista. Per esempio Marquez non può dormire sul fianco destro e Martin non può fare le flessioni (i piegamenti).

Così, durante il GP di Mandalika ho chiesto a FabioDi Giannantonio e Vinales se anche la loro situazione ha degli impedimenti. NB: ho chiesto a loro due perché in quel momento c'era il tempo di fare queste domande extra-GP di Indonesia. Se capiterà porrò la stessa domanda anche ad altri piloti.

Ecco cosa ha detto Diggia, sotto le parole di Vinales.

L'altro giorno in tv Marquez e Martin hanno parlato dei piegamenti sulla griglia: Martin ha detto che non può farli per la spalla, Marquez che non dorme sul fianco destro. Tu hai avuto impedimenti di questo tipo? Anche per capire quanto i piloti sono provati dalla carriera...

“Secondo me in generale c'è stato un periodo in cui il format ti permetteva di spingere il giusto, e le protezioni che avevamo erano molto migliorate rispetto al passato, quindi c'era una media di infortuni contenuta. Adesso, nonostante le protezioni siano al top, per quanto dobbiamo spingere ogni volta che entriamo in pista siamo tornati ad avere tanti infortuni durante l'anno. Ognuno ha i suoi, chi più chi meno. Io ho una spalla che, nonostante l'abbia operata, non funziona perfettamente (Diggia si è messo di profilo e ci ha mostrato che le due braccia non arrivano allo stesso punto, se sollevate all'indietro, ndr), ma non mi interessa dirlo in giro, così come delle vertebre che mi sono rotto quest'anno: nessuno ne sapeva niente, adesso lo sapete. Ogni pilota gestisce le comunicazioni come può. Io rispetto tutti, perché a prescindere dall'infortunio in sé tutti facciamo cose incredibili. Ho avuto compagni di squadra e avversari, a prescindere da Marc, che è il più esposto su questo, che hanno fatto cose incredibili e mi hanno battuto in condizioni incredibili. Ognuno di noi fa le cose in maniera un po' eroica, ma è un tema che è così: fai il pilota, ci sono gli infortuni, il format adesso ti spinge a spingere e quindi abbiamo tante cose”

Ancora sul fare il pilota di MotoGP... 

“Adesso è veramente molto impegnativo fare l'atleta ad alto livello, perché prima era diverso: partendo dai primi giorni eri un ragazzo che andava in moto, avevi talento, facevi le gare. Adesso è un insieme di tante cose e il nostro sport, rispetto ad altri, ha infortuni non solo da sforzo ma da impatto, da cadute. Non è uno stiramento come può capitare a uno che corre a piedi: noi ci facciamo male perché cadiamo. È diventato un lavoro veramente tosto perché devi mischiare sempre l'immagine, avere la migliore immagine possibile, essere presente con il mega sorriso a tutti gli eventi, ma allo stesso tempo dormire il più possibile e mangiare il meglio possibile. Ieri, per esempio, per venire qui ho dovuto mangiare a pranzo una pizza, grazie mille che me l'hanno portata, però era una pizza e non un riso bianco, per dire. Mischiare tutto questo e fare una programmazione atletica è difficilissimo. Un preparatore bravo come fa? È difficile, perché non hai la palestra a casa, ti alleni dove puoi, arrivi in palestra e non c'è il manubrio, devi trovare un'altra soluzione. Quindi la difficoltà adesso è altissima, perché sono mischiati tanti temi ed è quasi fisiologico che si andrà incontro a una carriera molto più corta dei piloti, perché magari si arriva prima anche a un burnout mentale. Sicuramente arriveremo a un punto in cui alcuni si fermeranno non tanto per la condizione fisica quanto per la testa, come magari è stato in passato anche con Stoner, mi sembra”

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Vinales

Si è scoperto che Marquez non riesce a dormire sul fianco destro, mentre Martin non può fare i piegamenti. Tu hai impedimenti di qualche tipo?

"Dormo bene, come un bambino. Certo, se piove sono fregato: quando cambia il tempo la notte è dura, ma normalmente riposo bene, non ho grossi problemi. Prima sì: dopo la prima operazione stavo malissimo, la notte ogni 20 o 30 minuti mi giravo da una parte e dall'altra per cambiare la posizione della spalla. Ma ultimamente, dopo la seconda operazione, sto molto meglio. Mi dà fastidio solo se piove o quando il clima cambia"

Riesci a sollevare le bambine, no?

"Sì, sì"