Per inviarci segnalazioni, foto e video puoi contattarci su info@moto.it
"Tutto da Brodway" è la simpatica sintesi che Carlo Pernat ha fatto per descrivere la situazione di Liberty Media, alla ricerca dello spettacolo anche fuori dalla pista.
Lo storico manager genovese ha parlato a Moto.it di Bezzecchi, Marquez e Martin, del caso Bagnaia e della nuova gestione di Liberty Media, che a suo giudizio ha escluso proprio i protagonisti, cioè i piloti. Spazio anche al confronto tra Marquez e Valentino Rossi.
Qui sotto il VIDEO dell'intervista e a seguire la trascrizione integrale.
In questo Mondiale ci sono Marquez e Martin, ma Marquez dice che c'è dentro anche Bezzecchi. Cosa ne pensi? Bezzecchi l'ha buttato via questo Mondiale?
"Allora, io parto da un postulato: quest'anno l'ha buttato via l'Aprilia con Bezzecchi, cioè l'ha buttato via. Bezzecchi l'ha buttato via. Sì, tra virgolette, non è che ha voluto buttarlo via, ma l'ha buttato via. Sei zeri, se non sbaglio, sono tanti (8 errori, ndr). Se tu vuoi vincere un Mondiale non puoi fare sei zeri"
E io ho contato gli errori: sono otto fra tutto...
"Sono troppi, dai. Ma guarda, Marco è stato molto bravo l'anno scorso, anche se la seconda parte del Mondiale l'ha corsa un po' da solo"
Sì...
"Non c'era Marquez che si era fatto male e non c'era Martin. Correva da solo con tutta un'azienda dietro, erano tutti per lui, no? E lui è stato molto bravo a creare anche un'empatia bellissima: tutti per uno, uno per tutti. Quest'anno ha fatto un bel salto di qualità mentale, però quest'anno si è trovato Martin, si è trovato Marquez, e lotta contro due, e parlo solo di questi due. E allora è qui che probabilmente non era ancora pronto. Non era ancora pronto mentalmente. Non vai per terra tutte quelle volte: sono errori suoi. Lascia stare l'Ungheria, sono errori suoi. Quindi non ci siamo, onestamente. Deve ancora fare quel saltino, saltone, per essere nel gotha di quelli che possono vincere. Quest'anno lui ce l'aveva in mano, dai"
Sì, anche perché è stato un pilota che in tutte le gare è stato da podio, mentre Marquez e Martin non sono stati da podio in tutte le gare. Lui potenzialmente era da podio ovunque. Però la domanda che ti faccio è questa: a 28 anni può fare questo step se non l'ha mai fatto prima? Perché lui non ha mai vinto né in Moto3 né in Moto2...
"È arrivato tardi, sono d'accordo con te. Non ha mai vinto. È difficile, però lo può fare. Può farlo perché non è tanto una questione di guida: se sei un talento lo sei. Corri da cattivo, bravo, hai sempre corso da cattivo. Ti sei trovato in un bellissimo ambiente, però sai, l'età è quella lì. Non è facile. Se lo fa, lo fa adesso, perché il prossimo anno è difficile che lo faccia, secondo me"
Quindi per te è ancora dentro Bezzecchi?
"Sì, assolutamente sì. Ma ci mancherebbe altro. Finché c'è la matematica è dentro. Ma scherzi davvero? Marquez sta gestendo, qual è il concetto? Bezzecchi di zeri non ne può più fare: se fa uno zero è finito"
Gli altri lo possono fare?
"Martin lo può benissimo fare come lo può fare Marquez. Questo Mondiale, da oggi in poi, non dipenderà più dalla moto, dipende solo dal pilota. Questo è chiarissimo. Le moto saranno uguali, perlomeno simili, in tutti questi circuiti. Non è che in Malesia c'è un vantaggio. Adesso non è che vai al Sachsenring o ad Aragon, dove c'è una differenza, no? Qui conta il pilota. Quindi contano le tre teste. C'è la testa di uno che ha vinto una marea di Mondiali e sa come si fa, che è quello che sta peggio fisicamente di tutti, teoricamente, per tutto quello che è successo, e anche, secondo me, tecnicamente la Ducati un pelino di problemi ce l'ha. Poi c'è Martin, che i Mondiali li ha già vinti, e che andrà via, quindi se ne sbatte, quindi potrebbe essere anche quello che tutto sommato ha dalla sua questa roba, mondiali ne ha già vinti, sei d'accordo?
Certo...
"Potrebbe fare come nelle barzellette: è arrivato in Aprilia col numero uno e se ne va lasciando il numero uno. Sarebbe una cosa incredibile, no? E poi il terzo è lui, Bezzecchi. Non si è mai ritrovato nel finale a fare una battaglia di questo genere"
Vorrei sapere: se tu potessi essere manager in questo momento di un pilota, di quello che ha più probabilità di vincere, chi prenderesti fra i tre? Fra i tre, solo per quest'anno, senza pensare al futuro...
"Marquez"
E se tu fossi nel box insieme a questi tre piloti, singolarmente, nel box di Phillip Island, venerdì, cosa gli diresti a ognuno dei tre se tu fossi il manager di tutti e tre?
"Intanto li porterei con me a mangiare fuori, a farmi due risate, perché ricordati che vince sempre chi sorride. Non è un mestiere, ti vai a divertire, ti diverti a fare quello che ti piace. Se vivi in un ambiente dove sorridi, vinci. Se sei in un ambiente che ti rompe le scatole, non vinci. Guarda, questo è assodato. Per cui la prima cosa, qualsiasi di loro lo porterei giovedì sera a mangiare fuori, a divertirci, a farci due risate, due barzellette, due cose. Nessun consiglio, perché sanno loro cosa fare. L'unico consiglio che gli puoi dare è dargli solo tranquillità, ma non è un consiglio, è un modo di essere. Io ho sempre lavorato tenendoli tranquilli, sereni, con due risate, sempre e comunque. Sono le cose che ti fanno vincere. Poi dopo, quando butti giù il casco, sono cazzi loro, non hanno bisogno che nessuno gli dica niente, capito?"
Ti faccio un'altra domanda, che ho fatto a Dall'Igna e a Rivola, che hai visto in Indonesia: hanno fatto la conferenza stampa insieme
"Sì, bella"
E io gli ho chiesto a tutti e due: l'Aprilia ha due piloti in corsa e la Ducati ne ha uno. Per chi è un vantaggio? E lo chiedo anche a te, per chi è un vantaggio?
"Aprilia, ma non ci piove, al 100%. Cioè, se uno può fare uno zero hai l'altro che ti salva. Se c'è uno da solo che fa uno zero, ha perso tutto. No, no, sicuramente il vantaggio è per chi ne ha due. Poi, sai, ti ripeto, devi sempre renderli sereni e tranquilli, poi quando buttano giù il casco sono cazzi loro, non ci puoi fare niente. Non credere che tu puoi determinare qualcosa. Li devi solo rendere sereni e tranquilli"
Certo...
"Fargli capire che sono uguali, che non c'è nessuna preferenza, ma sempre due. Ma non ci piove. Chi ti dice uno o è un Superman o vede già il futuro, cioè è matematico che se ne hai due hai più possibilità, e ci mancherebbe altro. Cos'è? Se mi dicono 'sì, uno deve togliere punti all'altro'. Sì, però in due non possono togliere due volte i punti a uno che è rimasto da solo. Dai"
Questo è vero, però quell'uno è Marquez...
"Eh, ho capito. Vabbè, ma quello cosa ci puoi fare? Proprio per quel motivo è meglio averne due. È proprio perché sei contro Marquez. Se fossi contro un altro me ne basterebbe uno. E con Marquez dicono tutti che ce ne vogliono due. Io penso così"
Ho fatto un video qualche settimana fa che si chiamava "Il mistero Pecco Bagnaia". Perché, insomma, io sforzandomi ho cercato anche in altri sport, ma non trovo uno sportivo che è stato due volte campione del mondo e poi si ritrova in una situazione come quella in cui si è trovato Bagnaia. Cioè, tu hai un altro esempio di qualcuno che ha fatto un salto indietro così e perché secondo te l'ha fatto?
"No, che io ricordi, è una domanda a bruciapelo, dovrei aprire il libro della memoria, ma uno che è stato tre volte campione del mondo, gli ultimi due in MotoGP, e sia successo quello, direi di no. Può essere successo una volta a Spencer..."
Sì, però Spencer si ritirò che era primo e aveva problemi...
"Fisici, certo, fisici. Di quello che ricordo io nessuno, proprio nessuno"
Ho cercato in tutti gli sport: c'è Tiger Woods, ma anche lui ha avuto problemi personali. Del Piero, che si era rotto il ginocchio, ma si è rotto un ginocchio e non è tornato quello di prima. Esempi come Bagnaia non li trovo...
"Allora, questo ti fa capire una cosa: che è solamente un problema psicologico, mentale. Non disimpari a guidare. Sei d'accordo?"
Certo...
"Puoi disimparare dopo un anno, due, ma non disimpari dopo una vita che corri, dopo che hai vinto tre Mondiali e sei campione del mondo in carica fino a poco tempo fa. Quindi è una situazione ambientale, psicologica, che lui ha patito oltre modo, in un modo impossibile per uno che vince tre Mondiali. Si è trovato ad avere vicino Marquez, che lo ha completamente distrutto. È quello che ha distrutto più di tutti, secondo me, come compagni di squadra, Marquez. E allora vuol dire che psicologicamente ha un grosso tarlo, è un difetto, non è un pregio"
Ma secondo te, io sono d'accordo che è forse quello che ha distrutto più di tutti, ma l'ha distrutto perché Bagnaia non è forte mentalmente, o perché non era pronto, non si è preparato bene?
"Io penso che non pensasse che fosse così. Non è che ti prepari, capito? Ha fatto le stesse cose che faceva prima, sia le prove, la squadra non l'aveva cambiata. Ma infatti ci siamo fatti tutti la domanda, e anche a me l'avevano fatta: chi era il più favorito, prima che incominciassero, fra lui e Marquez. Io ho detto Bagnaia!"
Sì, sì, ma tantissimi l'hanno detto...
"Oh, bene, mi fa piacere, perché lui aveva tutti i connotati: aveva la stessa squadra, lo stesso capo, gli stessi meccanici, la stessa gente che bastava che schiacciasse un occhio e si capivano. Aveva tutto. Quindi vuol dire che non è che non si è preparato, vuol dire che psicologicamente è debole. Ha dimostrato di essere debole, perlomeno da 2 anni a questa parte. E come dicono i latini 'Qui si parrà la tua nobilitate' (Qui si dimostrerà il tuo valore, ndr) il prossimo anno, dove lui, bisogna dargli atto, ha rinunciato a tanti soldi prendendone metà, per la parola 'rivincita' che è scritta grossa a casa sua, in una camera, quando si siede a vedere la televisione a rilassarsi. Su un muro ha scritto "rivincita", ma sai, grosso, con le maiuscole"
Chiaro, chiaro...
"Se questa rivincita l'avrà, e non è detto che debba vincere il Mondiale, ma se lo deve giocare fino in fondo, continuerà bene, sennò... mmmh"
Questa Aprilia se confermerà quest'anno di essere la miglior moto...
"Non è la migliore, ti spiego quello che penso io. Nel 2024 la Ducati era inarrivabile"
Certo. 19 vittorie su 20 gare...
"La guidavano tutti, solo Marini non ci ha vinto. Allora, ragazzi, qualche cosina di sviluppo è mancata. L'Aprilia avrà lavorato da Dio, tutto quello che vuoi, però la Ducati in 2 anni qualche errore di sviluppo l'ha fatto. Lo vedi, non è che ha dei piloti scarsi: Alex Marquez aveva fatto bene, non erano delle pippe, no? Sicuramente nello sviluppo questa moto ha fatto delle cose che non andavano fatte o sono state fatte male. L'Aprilia ha lavorato invece bene, regolarmente, con metodo, e va in tutti i circuiti, cosa che una volta non si vedeva, no? Sì, può essere mezzo circuito tipo Aragon. Vabbè, però il resto va, quindi diciamo che è quella che va meglio, non è la migliore, è una cosa diversa. È quella che sta andando meglio"
Ancora su Bagnaia...
"È chiaro che lui ha una grossa opportunità, ha tutto. È chiaro che se fa un'annata brutta, è dura. Anche lì l'Aprilia si è presa un bel rischio. Il contratto? Non è 4 anni. Io ti dico la mia: è 2 + 2 con opzioni. E non esiste un contratto di 4 anni da parte di una Casa"
Ma a proposito di contratti di 4 anni, gira ancora questa voce di Marquez che ha la clausola per smettere quando vuole?
"No, no, no. Allora, io sono la Ducati, giusto? Io ho gestito aziende, no? Aprilia, Cagiva... Ma figurati se io faccio un contratto con un pilota dandogli l'opzione di non poter correre il prossimo anno. E cosa faccio? Corro con un pilota che non potrei sostituire? Chi dice queste cose non capisce niente. Allora, il contratto che ha fatto la Ducati, secondo me, anzi sicuramente, è un contratto di 2 anni dove alla fine del primo anno probabilmente Marquez, per questioni fisiche, ha la possibilità di uscirne fuori"
Quindi a fine '27, nel caso?
"A fine '27, nel caso. Credo che una cosa del genere la Ducati l'abbia potuta accettare e l'abbia anche fatta volentieri, perché anche lei non sa, poi a 33-34 anni, con quello che è successo, come possa venir fuori. Sei d'accordo?"
Chiaro...
"Fidati, chi dice che può andar via veramente di molto non capisce letteralmente un cazzo. È meglio che si dia alla pesca delle acciughe, che le acciughe sono anche buone, e sono buone fritte, alla genovese. Cioè, ragazzi, ti immagini la Ducati che rimane senza pilota il prossimo anno?"
Ora io ti voglio fare una domanda di quelle da...
"Da 3 milioni di dollari?"
Sì. Ti faccio questa riflessione su Marquez e Valentino Rossi, non per buttare benzina sul fuoco, però ti dico questa cosa: Marquez è, come hai detto tu, sicuramente il più grande pilota di adesso, uno dei più grandi di sempre...
"Uno dei più grandi di sempre"
Però secondo me c'è un po' in atto, non una svalutazione, ma ci si dimentica un po' di quello che è stato Valentino, che tutti dicono mediaticamente, mediaticamente... Però Valentino Rossi era uno che divertiva in pista, perché le sue gare erano appassionanti, le sue gare erano dei film, erano delle sceneggiature, e questa cosa Marquez non ce l'ha...
"Certo. Ma certo che non ce l'ha, ragazzi. Allora, Valentino fa parte di quelle persone che non sono solo campioni o personaggi, sono qualcosa di più. Ti dico un esempio: Maradona, Cassius Clay, questa gente aveva qualcosa di più, e Valentino è uno che ha qualcosa di più di tutti. E fa parte di quella gente lì perché ha fatto appassionare, innamorare, col suo modo di essere e di correre, milioni di persone che di motori non sanno nemmeno ancora oggi cos'è una biella. Tutto il campo femminile è arrivato per Valentino"
Certo...
"Allora, queste sono cinque persone al mondo che hanno delle cose che sono sopra i campioni, anche sopra i fenomeni, perché ci sono i campioni, i fenomeni e qualcosa di più. Qualcosa di più era Pelé, qualcosa di più era, come già ho detto, Clay, Valentino, Maradona. Tanto è vero, non è un caso: dov'è andato Maradona? A trovare Valentino. Michael Jordan uguale, Brad Pitt uguale. E allora quelli che sono sopra i fenomeni vanno a trovare quelli della loro categoria, che sono cinque o sei"
Certo...
"Hanno quella cosa in più che Marquez non avrà mai. Marquez ha un carisma da moto, ma ci mancherebbe altro. Campione vero, fenomeno con la F maiuscola, però qualcosa in più non ce l'ha. Valentino fa parte di quelli che hai detto tu, Michael Jordan. Saranno ricordati più quelli. Niente da fare"
Mi dici così, a braccio, tre o quattro cose che ti ricordi del talento di Casey Stoner, o di Casey Stoner in generale come persona, la prima volta che l'hai visto, se già ci hai parlato...
"Casey l'ho sempre considerato un ragazzo molto riservato, cioè l'anticampione, ecco. Cosa mi ha sempre colpito in lui, no? Proprio l'anticampione per la massa. Non era l'uomo che scaldava le masse, non so come dire, era uno che faceva, gli piaceva correre, però veniva da una gioventù brutta, travagliata, nel senso che suo padre, ti ricordi, lo portò in Inghilterra in un camper che era quello di Cecchinello e viveva lì. Ha vissuto a 13, 14 anni in Inghilterra al freddo, in un camper, quindi veniva da una situazione brutta, di vita, non era bella. E quando lo vidi, onestamente, la prima cosa, vedevi che era forte, però lo vedevi come l'antipersonaggio, era difficile che ti fermassi con lui e parlassi 5 minuti, no? Era l'anti Valentino da quel punto di vista, e quello mi aveva un po' colpito. Dico 'vabbè, sai, sono australiani, British, vivono magari in un altro mondo', però poi, sapendo com'era messo, ho capito. E la seconda è chiaro che ho subito pensato che fosse veramente un fenomeno, perché era l'unico che riusciva a guidare quella moto di Preziosi quando ha vinto. Io ero lì, e avevo Capirossi, ti ricordi, come manager"
Certo...
"E Capirossi vinse addirittura uno o due Gran Premi e fece due podi. Fu l'unico. Però vedere lui guidare quella moto lì, ho detto 'questo non è un campione, è qualcosa di più'. E subito mi aveva immediatamente colpito. E terzo, m'aveva colpito che lui voleva correre con la moto com'era che gli piaceva a lui, nel senso che rifiutava addirittura di provare dei pezzi, non li voleva, non gliene fregava un cazzo dei pezzi. Un pilota normalmente la prima cosa che chiede sono le evoluzioni, i pezzi. Lui li rifiutava. E quarto mi colpì, in negativo, il suo essere molto nervoso, eh: quando entrava nei box dava anche dei caschi contro il muro, era molto difficile da gestire, ma Cristian (Gabarrini, ndr) era bravissimo. Ecco, quello forse il suo punto debole. Infatti lui, secondo me, lasciò, ma da signore, perché gli faceva già schifo quel mondo, non si divertiva più. L'ha fatto male perché, se ti ricordi, lo fece in una conferenza stampa a Le Mans a metà anno"
Sì...
"Dicendo che gli faceva schifo quel mondo, che avrebbe lasciato. Eh beh, insomma, però lo stipendio fino a fine dicembre l'ha preso. Ecco, lì non si sapeva gestire. Quello che mi colpì negativamente è che non si sapeva gestire a livello comunicativo. Non che ti devi gestire, però sei un campione del mondo. Però era veramente un fenomeno, quello"
Eh no, fuori di dubbio, fuori di dubbio.
Ridimmi il titolo che hai coniato per questa nuova gestione
"Tutto fa Broadway. Tutto fa Broadway. Questa è la nuova gestione: non si chiama Liberty Media, si chiama Tutto fa Broadway. Gli frega solo della caccia allo spettacolo. Bene, ha fatto Marquez ha prendere per il culo. Sono con lui, chi vuoi che li faccia 10 minuti prima di partire?Facciamo un discorso a largo raggio, ma anche di quelli pesanti. Siamo in un momento epocale, perché io credo che un cambiamento politico, tecnico, pratico e di proprietà di questo genere non sia mai successo. Il passaggio dai due tempi ai quattro tempi, tutto quello che vuoi, però quest'anno il passaggio è una cosa che prende tutto, sei d'accordo? Dalla proprietà all'ultimo meccanico. Quindi una cosa di questo genere, prima di tutto, secondo me, dovevano prendere nelle loro file un traghettatore che conoscesse i 30 anni che erano passati e fosse presente per il futuro. Primo. Secondo, in questo momento dovrebbero essere presenti tutti gli attori. Invece chi hanno tagliato fuori? I piloti"
Sì...
"Quelli che poi sono i protagonisti. Cioè, l'unico elemento che è fuori da ogni concetto, discorso e discussione sono i piloti. Ma ragazzi, qui siamo veramente alla follia. Il pilota che è il protagonista numero uno di tutto, che quindi deve dare spettacolo. Non è che dà spettacolo il carro buoi o un'altra cosa. Lo spettacolo è in pista, il pilota, no? E il pilota viene tagliato fuori. Ed è una cosa incredibile, perché io sono nato con Dorna nel '92. Carmelo Ezpeleta aveva un pregio, ed era quello di avvertire sempre i piloti. Le decisioni che lui prendeva, sia tecniche che di organizzazione, le prendeva insieme ai piloti, o perlomeno ai piloti lo diceva prima e ne discuteva. Colui che inventò anche la Safety Commission, non l'ha inventata nessun altro, per discutere con i piloti, e infatti fino all'anno scorso tutto ha funzionato in quel modo. Al momento che hanno venduto, e che lui ha garantito al figlio il posto, evidentemente no, mettendolo lì, è il momento che ha venduto. Da quel momento i piloti non sono mai più stati avvertiti di nulla"
Ancora...
"Questo è ridicolo, e mi meraviglio, e lo ripeto per l'ennesima volta, che questi ragazzi, giovani, quello che vuoi, ma non tutti sono giovani, non facciano veramente un'associazione o prendano un rappresentante che faccia i loro interessi. Avrebbero dovuto prendere uno che si sedesse al tavolo delle trattative. Chi c'era al tavolo delle trattative? Dorna, Liberty Media, le Case e basta. E addirittura nemmeno gli sponsor, perché prima c'era anche la sponsor association, se ti ricordi, ai vecchi tempi"
Sì...
"Che anche loro determinavano qualcosa. Niente, fuori anche loro. Io, se fossi uno sponsor mi incazzerei, perché vorrei capire anche le cose che succedono, visto che sono uno dei finanziatori, punto a capo. Però quello dei piloti è assurdo, e con questo mi taccio, perché sennò ne dico troppe"
Penso anche che qualche pilota abbia provato, per esempio sulla questione che si diceva prima del Qatar, a dire "non andiamo". Anche lì non se n'è fatto di niente...
"Eh, ma certo, perché se lo fa uno, se non vanno in tre, cosa vuoi che se ne freghi? La Dorna dice benissimo, non venite, vi multo. Hai capito? Se lo fanno tutti, no? Se lo fai in tre, chi se ne frega. Guarda, io sto ammirando tre piloti: Marquez, Pedro Acosta e in parte Bagnaia, che sono un po' gli unici che perlomeno hanno parlato. Marquez si è messo contro e ha fatto bene, ed è nelle condizioni di poterlo fare, perché senza Marquez è un altro campionato. Sei d'accordo?"
Certo
"Acosta va bene perché anche senza di lui il prossimo anno sarebbe un altro campionato, e Bagnaia è un ragazzo intelligente, diretto, quello che sta succedendo, ed è un po' arrabbiato, ma gli altri nessuno apre bocca. Avevamo parlato di Guintoli, e poi è saltato tutto. Lui era una persona anche abbastanza giusta, perché sapeva di moto e si presentava bene, voglio dire, sapeva quello che diceva"
Secondo me il problema però è che se i piloti vogliono fare un'associazione in cui poi le decisioni vengano prese all'unanimità, è impossibile. Devono fare un accordo che le decisioni vengano prese con, che ne so, due terzi che sono d'accordo e un terzo no...
"Sono d'accordo"
Ti chiedo, se possibile, un ricordo su Marc Marquez, cioè tipo la prima volta che ci hai parlato, che l'hai visto, o se una volta ci hai discusso...
"Mi è simpatico, sai perché? Questo ragazzo qua lo incontrai in una cosa al di fuori delle moto, c'era una gara a Laguna Seca ed eravamo al Portola, che era un po' l'albergo di tutti nella piazzetta di Monterey, e lui era con i suoi meccanici e il capomeccanico, che scherzava e rideva, e io ero lì con Florenzano, parlammo e scherzammo, ci siamo raccontati un po' di storie. Mi piacque subito come simpatia. Ti dico la verità, incredibile. Era allegro, sapeva fare gruppo, lo vedevi sempre sorridente, con la voglia proprio. Quella è una cosa che mi colpì. Era un po' la prima volta che gli parlai. Ho capito che è uno che sa fare gruppo. Vince sempre chi sa fare gruppo. Valentino faceva gruppo, lui fa gruppo, lui porta i meccanici a sorridere, cioè è difficile"
Fammi anche un ricordo di Jorge Lorenzo, un aneddoto, un episodio, e poi chiudiamo...
"Io a Jorge Lorenzo voglio bene, perché è pazzo, secondo me. Per me è pazzo, nel senso buono della parola. E ti dico la verità, non tutti lo sanno, ma io ho lavorato un po' con lui. C'è stato un anno che gli serviva un po' di comunicazione, e aveva appena preso Alberto, e mi chiamò e mi disse 'sì, sì', e io dissi 'vabbè, dai, facciamo un contrattino'. Facciamo comunicazione, c'era il Salone di Milano, mi ricordo. E io gli organizzai un sacco di appuntamenti, proprio un sacco, e ne saltò un paio. Cazzo, quello mi diede un fastidio che non hai idea. Il giorno dopo la piantai lì, non ci lavorai più, e quella fu negativa, non so perché. Forse gli stavano sulle palle, forse non aveva voglia, c'era un aereo privato che l'aspettava, tutto quello che vuoi. Ma quando fai appuntamenti con i giornalisti li devi sempre rispettare, perché poi ti considerano male. Però era pazzo. A me piace la pazzia di Lorenzo. Sono affascinato dalla sua pazzia, perché in fondo un po' lo sono anch'io, diciamo. Lo sono stato un po'"