Intervista

MotoGP e Doping. C'è? Come e perché

- Il caso Iannone ripropone tutta una serie di domande sull'esistenza del doping nello sport. Esiste anche in MotoGP? Quali sostanze possono aiutare un pilota? E quali vantaggi potrebbe avere? Ne abbiamo parlato con il Dott. Michele Zasa, direttore sanitario della Clinica Mobile
MotoGP e Doping. C'è? Come e perché

Esiste il doping in MotoGP? In tutti gli sport ci sono sostanze e trattamenti proibiti che aiutano ad aumentare le prestazioni per raggiungere risultati superiori alle proprie capacità, o al livello di preparazione raggiunto. E' così anche in MotoGP? E ha senso farlo in una disciplina con così tanti fattori  (moto, setting, meteo, pneumatici, solo per citarne alcuni) che influenzano il risultato in modo ben più pesante che la prestazione fisica/mentale? E supponendo che ci siano piloti che ne fanno uso, di quali sostanze si parlerebbe? Per ottenere quali ipotetici vantaggi?

Oggi Andrea Iannone è stato momentaneamente sospeso perché trovato positivo ad un controllo antidoping della WADA (World Anti-Doping Association) effettuato durante la gara di Sepang, lo scorso 3 novembre. Nelle urine del pilota del team Aprilia-Gresini sono state infatti trovate tracce di una sostanza non meglio specificata, ma classificata sotto la sezione 1.1.a del regolamento come steroide anabolico androgeno di provenienza esogena (AAS). 

Tempo fa avevamo parlato con il Dott. Michele Zasa, direttore sanitario della Clinica Mobile, per cercare di fare maggior chiarezza proprio sul doping in MotoGP e sui controlli a cui i piloti sono sottoposti.


Dott. Zasa, allora, esiste il doping nel Motomondiale? 
«Se io ne fossi direttamente a conoscenza sarei obbligato legalmente e deontologicamente a denunciarlo. La mano sul fuoco non la posso mettere, e, come tutti i micromondi, anche il nostro rappresenta un mondo più grande che è quello dello sport e della vita in generale: quindi è ipotizzabile che ci sia qualcuno che magari voglia fare il furbo, ma non è un problema endemico, come per esempio si sente dire di altri sport. Nel motociclismo il guadagno che si può avere a barare non è incredibile come può essere in altre discipline, quindi sono più i rischi che i benefici. Poi alcune delle sostanze di cui si parla (il riferimento è alle dichiarazioni fatte da Crutchlow, NDA) servono ad ottenere gli stessi risultati che si raggiungerebbero con una buona dieta e una buona preparazione. Ci si può arrivare lavorando di più. 
Io conosco altre realtà sportive in cui i sospetti sono molto maggiori. Ripeto: la mano sul fuoco non la metto, e statisticamente qualcuno prima o poi verrà trovato positivo, ma la sensazione è che non  ci sia quell'utilizzo diffuso di escamotage come sembra guardando dall'esterno altri sport».

Di che benefici stiamo parlando?
«Ci sono le sostanze che ti aiutano a perdere peso, quelle che aumentano la resistenza, e altre che non danno benefici ma che sarebbero pericolose se assunte prima di scendere in pista. Per esempio, una persona che ha assunto alcol non guida certamente meglio, ma è pericoloso per sé e per gli altri».

Ci sono sostanze che migliorano in modo diretto le prestazioni? 
«Ci sono sostanze eccitanti che potrebbero favorire la performance oltre certi limiti, per esempio l'efedrina e la pseudo efedrina.
Poi ci sono anche i betabloccanti, che mantengono il ritmo cardiaco basso e aiutano a rimanere rilassati: ma sinceramente non ho mai avuto la percezione che si faccia uso di betabloccanti, e comunque risulterebbe anche nei controlli anti doping».

C'è anche un doping legato alla sopportazione del dolore?
«Su questo c'è molta leggenda. Leggo a volte chi scrive nei vari forum: "Chissà che bombe gli danno per farli correre!?". La verità è che a fare la differenza è  l'approccio all'infortunio e al dolore che hanno questi professionisti. Evidentemente per arrivare fin lì c'è stata una selezione, e chi non aveva la capacità di sopportare il dolore come  loro non è arrivato al Mondiale, si sono tirati indietro quando c'era da combatterlo. Quindi quelli che arrivano a questi livelli non mollano mai, anche se hanno male. Noi possiamo dare farmaci, ovviamente legali, per aiutarli, ma altri, come gli oppioidi per esempio, che oltre a essere dopanti non permetterebbero al pilota di essere lucido e diventerebbe un pericolo per sé e per gli altri. Diciamo che la vera differenza tra i tempi di recupero di una persona normale e di un pilota dipende dalla forza di volontà. Volontà di gareggiare, volontà di vincere». 


Poi c'è il doping per tenere sotto controllo il peso.
«Erroneamente si sono citati i diuretici (il riferimento è sempre alle dichiarazioni fatte da Crutchlow, NDA), ma i diuretici fanno perdere liquidi e questo squilibrio non permetterebbe neppure di fare attività sportiva, perché potrebbe provocare anche lo svenimento. Il diuretico è nella regolamentazione anti doping perché certi atleti, in certi sport, li usavano per eliminare rapidamente alcune sostanze dopanti, e quindi è un marker indiretto di utilizzo di sostanze proibite. Sono invece le anfetamine e gli anfetaminoidi che fanno perdere peso, perché aumentano il metabolismo basale e quindi potrebbero essere possibili sostanze usate per il controllo del peso». 

Come funzionano i controlli?
«La regolamentazione anti doping è emanata dalla WADA (World Anti-Doping Agency, NDR) e le Federazioni si adeguano. Questo per quanto riguarda sostanze e metodiche proibite. In merito invece all'organizzazione dei controlli, ogni Federazione si organizza autonomamente: la FIM delega un'agenzia che li effettua nel corso della stagione».

Quanti piloti vengono controllati?
«Come detto anche da Vito Ippolito (Presidente FIM, NDA), è una questione di soldi. Idealmente se ci fossero soldi infiniti si potrebbero controllare tutti i piloti in tutti i weekend. In questi anni abbiamo visto fare mediamente due o tre controlli all'anno, solitamente - ma non sempre - alla domenica e solitamente venivano fatti sulle urine, ma in alcuni casi anche sul sangue. Solitamente vengono pescati tre piloti per ogni categoria, i primi tre o tre sorteggiati, o su indicazione della Federazione. Le regole cambiano, e gli stessi incaricati dell'antidoping non lo sanno fino a quando non arrivano in circuito e aprono la busta con le indicazioni operative.
Poi ci sono gli atleti inseriti nel programma ADAMS (Anti-Doping Administration & Management System), che possono essere testati anche a casa e devono dare durante tutto l'anno di monitoraggio una reperibilità giornaliera di una o due ore». 


Articolo pubblicato il 18 aprile 2018 e aggiornato il 17 dicembre 2019.

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Commenti

  • rho01, Bergamo (BG)

    articolo un po' buonista, ingenuo, quasi di parte, fatto solo per glorificare lo sport. Andiamo. Vogliamo essere seri e dire le cose come stanno? si? bene. allora: esiste il doping nella MotoGP? SI! per dio, SI! fine della festa. altro che controlli di qua, peggioramenti di là, ecc. Andiamo, non prendiamoci per i fondelli. Sono io il primo che sarebbe ben felice di sapere che tutti corrono puliti, perché è bello, è romantico. Ma ai livelli attuali, è impossibile. Come dire che nel ciclismo si sparano 500km di tappa da natural. Ho smesso di credere alle favole anni fa. Vi ricordate quella volta che marc era finito in fondo in gp, è partito a cannone e li ha fulminati tutti manco fossero birilli fermi? così tanto che sembrava stra fatto..ecco..le sostanze ci sono, per ottenere qualsiasi cosa. dalla forza, alla resistenza, alla concentrazione, al non sentire fatica e dolore; c'è l' imbarazzo della scelta. Ma pensate anche solo all' aspetto psicologico. Quanta differenza potrebbe fare avere l' autostima a mille e la sicurezza in sé al massimo.. quindi, anche se è bello pensare il contrario, la realtà è triste..
  • PyroSpherA, Vietri sul Mare (SA)

    #
    Il "doping", ovvero l'assunzione di sostanze che posson essere cause di circostanze fisiche o psicofisiche o psichiche che aggiungono ulteriori poteri momentanei, negli sport estremi potrebbe limitare ma non falsare i risultati ed il motociclismo quale sport estremo è anche una condizione intrinsecamente istintivamente percettiva di rischio pure, condizione derivante dalla situazione stessa quindi i problemi reali di eventuale "doping" sono nel motociclismo di inutilità e fastidio e ciò potrebbe creare comunque confusioni in manifestazioni sportive.

    *
    Non è vero che il "doping" può riuscire a qualcosa in tutti gli sport; non negli sport estremi e neanche in attività estreme includenti azioni di sport estremi, caso questo anche del motociclismo dedito a motorsport.

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    Tracce di sostanze nel corpo sono di due specie possibili che nessun controllo tecnico può distinguere: resti di assunzioni; effetti di contatti, diretti o indiretti.

    +
    La WADA quale semplice associazione non ha competenze di sport ed ancor meno in attività includenti sport.

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    Le reazioni all'alcool possono o potrebbero esser soggettive, fino ad effetti opposti o nulli; ciò non dipende solo da circostanze; purtroppo abitudine assai diffusa, spesso falsamente sanitaria oppure falsamente medica, non tiene conto che fisiologia non è fisica né biologia è bionica; e ignorando tali distinzioni si sbaglia con tutto il resto: droghe leggere e pesanti, tisane, té, infusi, eccitanti, non-eccitanti.

    *
    Non si può stabilire con studi quali potenziamenti aggiunti da sostanze da assumere sarebbero anche effettivi o non; né darne pareri.

    **
    La sofferenza è un segno e il dolore è un segnale e perciò ha senso limitarne soltanto cause ed evitare difficoltà a gestirne è funzione istintiva accrescibile da autoinsegnamento oppure insegnamento per autoinsegnamento che non sono terapie né cure ma acquisizioni di forze difensive di cui si occupano saggezze, arti marziali, filosofie e di cui nessun aiuto realmente garantibile offre il rapportarsi a Misteri naturali od a Mistero della vita stessa.
    Il resto è psicologia da morfinomani, che purtroppo abbonda in ambienti sanitari ed anche tra molta gente sovente continuamente ingannatoria proprio ai danni dei non dediti a tale aberrante psicologia né vittime degli errori conseguenti ad essa; altro caso quello dei falsi dolori e false sofferenze che circostanze negative ed invasive potrebbero far sembrare a coscienza diversamente ma restando istintualità inconscia esente da illusioni ed anche da inganni. Purtroppo malasanità imperversa sfruttando con inganni ipocriti e falsificatori stessa definizione che serve a descriverne torti e non smette neanche di proporre od imporre antidolorifici ed analgesici agli incidentati che invece hanno tantissimo bisogno di valutare pienamente e vividamente dolore e capire sofferenza per resistere e vivere e guarire; azioni che infermeria potrebbe aiutare a far realizzare da chi in tali situazioni e cui medicina potrebbe servire solo da garanzia per aiutare a non esser coinvolti in circostanze di malattie, ma esiste autoguarigione ed anche propria non cagionevolezza a malattie, questa non decade ma può solo rendersi stabile se non ancora lo era quindi diventare definitiva.

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    Attività di motociclismo accade basilarmente istintivamente e ciò in valutazione di morte anche; per questo motivo i drogaggi posson arrischiarne effettuazioni non attuazione stessa.

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    I diuretici servon anche a vomitar banane dal culo... Non dànno indizi particolari né particolarmente perché vita non reagisce mai omologamente, neppure psicosomaticamente; ne sanno biologi veramente tali ed in parte anche altri veri studiosi ne sanno.

    ++
    Agenzie delegate devono agire solo secondo ulteriori richieste. Quindi chi invece ne volesse far questioni di soldi avrebbe da esser impossibilitato da Autorità a trovar soldi od altrimenti arrestato.

    ***
    Curiosare di urine e feci regolarmente è sempre insano e farsi dar sangue per programma è antivitale; farne con imposizione e costrizione merita difese ed estreme e le leggi ne vietano e veri Stati politici neppure agiscono contro vera sanità. Chi sbadato accettasse di esser più disposto e reperibile ad invadenze, non sarebbe da assecondare; ed oppressori anche in tal caso son condannati ugualmente e maggiormente da vere leggi.

    \
    Motociclismo non è l'ambiente più vessato dagli errori e violenze ed ignoranze che ho descritto e rispettivamente smentito, denunciato, descritto.


    (MAURO PASTORE)
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