MotoGP, Casey Stoner ricorda il titolo 2011: "Non credevano nel mio talento, pensavano fosse merito della Ducati"

MotoGP, Casey Stoner ricorda il titolo 2011: 'Non credevano nel mio talento, pensavano fosse merito della Ducati'
Il GP in Australia si avvicina e sarà l'ultimo a Phillip Island prima del trasferimento ad Adelaide dal 2027. L'australiano, che il 16 ottobre ha compiuto 41 anni, ricorda il successo del 2011, quando vinse la gara di casa nel giorno del compleanno conquistando il suo secondo titolo mondiale
19 ottobre 2026

La MotoGP si prepara a tornare questo weekend a Phillip Island, uno dei circuiti più amati dai piloti e dagli appassionati, destinato a lasciare il calendario dal 2027 per fare spazio al nuovo appuntamento di Adelaide. Una decisione che ha suscitato anche la delusione di Casey Stoner, legatissimo alla pista australiana, dove ha conquistato sei vittorie consecutive nella classe regina dal 2007 al 2012.

Proprio pochi giorni fa, il 16 ottobre, l'australiano ha compiuto 41 anni. Quindici anni prima, nello stesso giorno, aveva vissuto una delle domeniche più importanti della sua carriera. Nel 2011 infatti vinse il GP in Australia e conquistò matematicamente il suo secondo titolo mondiale, il primo con Honda dopo quello ottenuto con Ducati nel 2007.

"Vincere un Mondiale nel giorno del tuo compleanno e nel tuo GP di casa... In più, era la quinta vittoria consecutiva in gara e il mio secondo titolo mondiale... Tutte queste cose sono successe nello stesso giorno, sulla mia pista di casa. Penso che non ci sia nessun altro nella storia a cui sia capitato tutto questo in una sola giornata", ha raccontato Stoner in un video pubblicato da motogp.com.

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Il titolo del 2011

La gara del 2011 era iniziata con un vantaggio importante in classifica per Stoner, che arrivava agli ultimi tre appuntamenti della stagione con un margine rassicurante su Jorge Lorenzo. Il pilota Yamaha, però, cadde durante il warm-up della domenica, infortunandosi a un dito e rinunciando poi alla gara.

Questo episodio, spiega Stoner, cambiò il suo approccio alla corsa: "È stata una giornata molto difficile. Purtroppo Jorge Lorenzo è caduto nel warm-up del mattino e si è infortunato a un dito. Ha poi deciso di non correre e questo ha cambiato completamente il mio atteggiamento. Sono passato dall'idea di vincere la gara a quella di dover semplicemente arrivare nei primi quattro per conquistare il titolo"

Partito dalla pole position, Stoner impose subito un ritmo elevato, ma la pioggia arrivata durante la corsa rese tutto più complicato. L'australiano ricordò anche il rischio corso in quelle condizioni: "Le condizioni erano asciutte, quindi ero fiducioso. Sapevamo che avremmo vinto, ma poi ha iniziato a piovere quando mancavano circa tre quarti di gara e ho rischiato di cadere. Molti piloti sono finiti a terra"

Stoner ha spiegato di aver dovuto trovare il giusto equilibrio tra la voglia di vincere davanti al proprio pubblico e la necessità di non compromettere il risultato che gli avrebbe consegnato il titolo: "Non volevo correre troppi rischi, perché dovevamo vincere quel Mondiale. Allo stesso tempo, però, vuoi vincere la gara. È stata una lotta interiore: quanto potevo spingere e quanto rischio potevo prendermi? È stato abbastanza difficile trovare il giusto equilibrio e portare la moto al traguardo"

Alla fine Stoner tagliò il traguardo con 2,2 secondi di vantaggio su Marco Simoncelli, con Andrea Dovizioso terzo e Dani Pedrosa quarto. Quattro Honda nelle prime quattro posizioni e, soprattutto, il 2° titolo mondiale per l'australiano.

"Pensavano che vincessi solo grazie alla Ducati"

Quel successo ebbe un significato particolare anche per il modo in cui Stoner si era sentito giudicato dopo il primo titolo. Secondo l'australiano, una parte dell'ambiente aveva attribuito i risultati ottenuti con Ducati: "Ho dovuto sopportare molte critiche per tanto tempo. A causa del motore della Ducati, tutti pensavano che avessi semplicemente la moto migliore. Le persone non credevano nel mio talento, pensavano che avessi successo solo grazie alla Ducati"

Il passaggio in Honda e la vittoria del Mondiale nel 2011 contribuirono a cambiare quella percezione. Stoner riuscì infatti a ripetere il risultato ottenuto quattro anni prima, questa volta con una moto diversa, e questo gli diede una soddisfazione particolare: "Sono passato alla Honda, che per molto tempo non era riuscita a vincere, e poi abbiamo conquistato il campionato ottenendo lo stesso risultato raggiunto con Ducati. Questo mi ha reso orgoglioso. Non vinco gare e campionati soltanto per me, ma vinciamo e perdiamo come squadra. Riuscire a ottenere tutto questo nello stesso giorno, conquistando il titolo in anticipo, è stato molto emozionante per tutti noi"

Il ricordo del 2011 si intreccia oggi con il futuro di Phillip Island, circuito che Stoner ha difeso pubblicamente dopo la decisione di sostituirlo con Adelaide. L'australiano ha definito la scelta una grande delusione, contestando soprattutto il passaggio a un tracciato cittadino e i rischi per la sicurezza dei piloti. Una posizione che si aggiunge ai ricordi sportivi di una pista sulla quale ha scritto alcune delle pagine più importanti della sua carriera.

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