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Quel che è successo tra il penultimo giro e l'ultimo della Sprint thailandese è stato spettacolare. La manovra aggressiva di Márquez per risorpassare Acosta è stata sanzionata dallo steward panel di Simon Crafar: il 93 ha dovuto cedere la posizione e così è finito secondo alle spalle di Acosta.
Chi scrive pensa che il sorpasso fosse aggressivo, ma nei limiti, anche perché si parla di piloti, spettacolo e ultimi giri. Ma al di là del mio parere sentiamo quelli che contano davvero:
Davide Tardozzi, team manager Ducati Corse, a Sky: "Non ci sta, non l'ha toccato anche se ha fatto un'entrata aggressiva. Ne abbiamo viste tante di queste cose qui. Questo è un segnale che la direzione corse voglia che ci sia un altro tipo di motociclismo. Chiaro che a volte lo subisci a volte lo fai ma non l'ha toccato e non è uscito dalla pista".
Aki Ajo, team manager KTM, a Sky: "Sempre difficile dirlo. L'ultima curva è talmente stretta che è sempre difficile stabilire cosa è corretto e cosa no. Per questo c'è la direzione gara e ha preso la decisione per noi".
Marc Márquez: "Il problema è che è stata una cosa al limite. Quando lui mi sorpassava in quel punto io mi tenevo all'esterno sennò anche io andavo fuori. È andata così, la cosa che deve fare il pilota è adattarsi al limite che mette la direzione gara". Sanchini a Sky gli ha detto di parlarne con gli altri piloti e di dire tutti insieme che la direzione gara non deve sanzionare questi sorpassi, la risposta del 93: "Io oggi non dico niente alla direzione gara sennò sono quello che piange. Non ho pianto mai nella mia carriera e non piango adesso, mi adatto".
Pedro Acosta: "Non mi sento davvero un vincitore perchè lo hanno lasciato passare. Le gare sono così. In questa MotoGP è difficile fermarsi dietro a un altro, soprattutto con il caldo.. Ma è anche questo che fa le gare spettacolari. Vero che mi ha portato fuori pista ma sono cosciente che così facciamo più show".
Quartararo: "Non l'ho vista in diretta, ma in televisione. Posso capire la penalità, ma Marc è rimasto in pista. Era una situazione limite, ma onestamente sono contento di non essere stato il direttore di gara. Per me è stato un sorpasso pulito, ma lo descriverei come un 50-50. Dipende dalla prospettiva. Márquez era leggermente fuori dalla sua traiettoria, ma ancora in pista".
Marco Melandri: "Totalmente ingiusta la penalità, totalmente. Marc è arrivato un po' largo e ha portato fuori Acosta? Sì, ma ha girato poco dopo metà pista, non è che Marc è arrivato fuori pista, portando fuori l'altro. Acosta è andato fuori perché secondo me si è agganciato un po' col ginocchio al piede di Márquez. Poi voleva provare a incrociare e quando ha visto che non ce la faceva a raddrizzare è andato largo. Che è una cosa senza senso te lo fa capire che Acosta non abbia capito e sia rimasto di stucco. Non capisco che gare di moto vogliono mostrare in tv".
Livio Suppo, ex team manager Ducati, Honda e Suzuki: “Mi sembra una penalità un po’ eccessiva, è stata una bellissima battaglia. Se iniziano a penalizzare questo tipo di sorpassi, non ne vedremo più”.
Gianluca Nannelli, ex pilota SBK: "Si sta prendendo una direzione al di fuori dei canoni del motociclismo sportivo, non c'è stato contatto fisico. Un'entrata, uno che stacca forte fa parte del gioco. Quelli sono sorpassi normalissimi che possono succedere in bagarre, la vedo come una decisione troppo severa".