MotoGP 2026. ESCLUSIVO - Guido Pini, il pilota del momento: "Non voglio fermarmi a una vittoria, che bello quando Pecco Bagnaia mi ha seguito su IG" [VIDEO]

MotoGP 2026. ESCLUSIVO - Guido Pini, il pilota del momento: "Non voglio fermarmi a una vittoria, che bello quando Pecco Bagnaia mi ha seguito su IG" [VIDEO]
Allo 04 Park, in occasione della presentazione dei Talenti Azzurri FMI abbiamo parlato con il pilota toscano classe 2008, freschissimo vincitore del suo primo GP nel motomondiale: "La mia vita è la moto"
3 aprile 2026

04 Park (Faenza) - Guido Pini ha 18 anni, è nato nel 2008 nel Mugello e domenica scorsa ha vinto il suo primo Gran Premio della classe Moto3 sul circuito di Austin, in Texas.

È già il miglior pilota italiano della categoria. La vittoria è arrivata all'ultima curva, in volata, resistendo al ritorno di Maximo Quiles, negli ultimi cento metri. Una vittoria di testa: Pini aveva lavorato tutta la gara per prepararsi esattamente a quell'uscita.

Lo abbiamo incontrato durante la presentazione dei Talenti Azzurri 2026, sulla pista del Dovi a Faenza, pista che è anche Centro tecnico federale.

Pini aveva ancora con il jet lag addosso, ma ha raccontato com'è andata e un po' di cose sue.

Di seguito l'intervista video e la trascrizione.

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Come stai?

"Sto bene, dai. Ho un po' ancora di fuso orario, però abbiamo fatto direi un gran lavoro, quindi questo mi fa passare anche tutto questo jet lag. È stata un'emozione incredibile in generale"

Quando hai visto i due davanti affrontare l'ultima curva, hai pensato che potessero andare larghi oppure eri concentrato per prendere il terzo posto?

"Si vedeva abbastanza palesemente che sarebbero arrivati lunghi. Infatti ho cercato di prepararmi al meglio l'uscita perché sapevo che dietro di me c'era Quiles, quindi sapevo che lui sarebbe uscito forte e dovevo cercare di uscire anch'io più forte possibile. Fortunatamente non mi ha passato, ma tra metà dell'ultima curva fino al traguardo, anche se erano solo cento metri, è durata un'infinità. Veramente non finiva più quel pezzo lì. Pregavo semplicemente che Maximo non mi passasse, alla fine non ce l'ha fatta"

Su quella pista le scie non contano tanto. A un certo punto sembrava anche che tu potessi vincere in solitaria, quattro o cinque giri dalla fine...

"Sì, avevamo visto già prima che iniziasse il weekend che gli ultimi due vincitori erano riusciti a scappare, quindi ero abbastanza tranquillo sul fatto che avrei potuto fare un bel weekend. Il rettilineo era lungo, ma curva 11 è una curva di prima, di ripartenza, quindi la scia in prima, seconda, terza, quarta, quinta non si sente molto. È più quando metti la sesta, quindi da metà rettilineo in poi. Anche se il rettilineo sembrava molto lungo, non lo senti così tanto come può essere un Mugello che esce dalla Bucine in terza. Questo un po' ha aiutato, infatti siamo riusciti a scappare in quattro e la gara si è semplificata sotto quel punto di vista, anche se c'è stata una bella bagarre soprattutto all'inizio con Perrone. E poi alla fine della gara ero... non stanco, ma non stavo bene nei giorni prima, un po' di influenza, e quindi durante gli ultimi giri non ero proprio del tutto super concentrato. Però alla fine ho cercato di dare uno strappettino in più e ci sono riuscito. Poi comunque Maximo non si è fatto sorprendere, è riuscito a recuperare subito. L'importante è che abbiamo vinto la gara. Cerchiamo di continuare così, perché fermarsi a una vittoria non è mai bello"

L'anno scorso eri costantemente in Q2, sempre veloce. Austin è considerata una pista di Marquez per le tante curve a sinistra. Come ti trovi? Quale preferisci?

"Preferisco anch'io le curve a sinistra, però devo dire che mi vanno bene anche quelle a destra. La Moto3 comunque non è una moto difficilissima, quindi riesco ad adattarmi a entrambe. Poi vedremo se dovessi andare anche in Moto2, lì capisci davvero la differenza, perché devi fare altri movimenti sulla moto, come il pickup, rialzare la moto con il gas, e avere il gas a destra nelle curve a sinistra è probabilmente più facile. Però quello sarà un problema più futuro"

Sei cresciuto tanto, hai 18 anni. Quanto sei alto ora?

"Un metro e ottanta..."

Hai parlato con i medici di quanto ancora puoi crescere?

"È difficile capirlo con certezza. Probabilmente di altezza qualche centimetro ancora lo crescerò, e speriamo di finire prima la stagione Moto3 e poi magari crescerò un altro po' dopo. In Moto2 non sarà un grosso problema. Per adesso non posso diminuire, quindi spero di non prendere altri centimetri. Diciamo che fino a novembre cerchiamo di non prendere centimetri, poi vedremo"

Le cose è più bello desiderarle che averle... Ora che hai ottenuto questa vittoria, cosa è cambiato?

"È cambiato probabilmente un po' la pressione. So che intanto in Moto3 una gara l'ho vinta, e questo è già una cosa in meno nella testa. Non c'è più l'obbligo, la pressione di dover vincere la prima gara. Però c'è la pressione di dover riconfermare. Per il momento manca ancora un po' di tempo alla prossima gara, quindi cerchiamo di goderci questo momento continuando ad allenarci. Non voglio assolutamente fermarmi alla prima"

Porti il 94 perché è 93 più 1. Marquez è sempre il tuo idolo?

"Marquez l'ho tifato da sempre e mi continua a piacere molto. Adesso semplicemente non seguo molto la MotoGP, essendo nel paddock, seguire le altre categorie è quasi impossibile. Però è un pilota che ammiro, mi piace molto come guida, come approccia il weekend in generale. In MotoGP ci sono veramente tanti piloti forti, e da italiano è normale che mi piacciano tanto i piloti italiani. Bezzecchi sta facendo un anno per il momento incredibile, ha fatto tutti i giri dell'anno in testa, qualcosa di incredibile. E poi spero sempre che Pecco riesca a trovare quello che per il momento gli sta mancando per tornare là davanti"

Da chi hai ricevuto i complimenti dopo questa prima vittoria? Chi ti ha scritto?

"Pecco mi ha risposto a un post su Instagram e mi ha fatto molto piacere. Ha iniziato anche a seguirmi. Sono tutte piccole cose, però da un pilota di MotoGP che ha già vinto più di un mondiale con la Ducati è qualcosa che fa sempre piacere"

Quiles si allena spesso con Márquez. Anche tu devi trovare un mentore. Oggi qui c'è Dovizioso, per esempio...

"Io comunque mi alleno già con Emilio Alzamora in Spagna. Vedendomi da fuori mi dà consigli migliori, e infatti tutte le volte che vado ad allenarmi con lui imparo sempre qualcosa. Riesce sempre a darmi qualche consiglio che poi, quando lo applichi anche con la Moto3, ti dà sempre un passo in più. Durante il weekend cerchiamo sempre di lavorare sui minimi dettagli, perché siamo sempre sui record della pista e gli errori sono piccoli, però sono quelli che ti fanno vincere la gara. Anche in Texas sbagliavo il secondo settore — lui è andato lì, mi ha fatto i video, abbiamo cercato di capire cosa sbagliavo, e in gara perdevo meno di quanto perdessi nelle prove"

Qual è il tuo punto più forte alla guida?

"Probabilmente la velocità che riesco a portare in percorrenza di curva è il mio vantaggio. In Texas sembrava forte anche la frenata, soprattutto in curva 12. Però il punto forte che è anche il punto forte della moto è proprio la velocità che riesco a portare dentro le curve, l'abbiamo visto nel primo settore di Texas, in cui riuscivo a recuperare tanto su Maximo davanti a me"

E la cosa su cui lavori di più?

"Probabilmente ritardare un po' l'ingresso. È una cosa su cui stiamo lavorando anche con Emilio. Quando freno tardi e mi sembra di arrivare lungo, anticipo un po' l'ingresso, però poi anticipando sbagli e arrivi lungo lo stesso. In Texas ci siamo concentrati sul ritardare per preparare l'uscita, che lì è fondamentale, e ci siamo riusciti. Però è una cosa che devo ancora mettermi bene in testa"

Quest'anno fai tutte le piste per la seconda volta in Moto3. Quanto è difficile accontentarsi di un quinto o sesto posto, utile poi per fare punti in campionato?

"È difficile, soprattutto quando hai delle aspettative che ti metti tu stesso. In Thailandia avevo grandi aspettative, soprattutto dopo i test che erano andati molto bene, e invece mi si sono rotte davanti dopo la caduta. In Brasile siamo andati già con una mentalità diversa, siamo andati lì cercando di capire come sarei andato, godendomi il weekend, e sabato sera tirare una linea e dire 'Ok, abbiamo questo ritmo, partiamo in questa posizione, vediamo che gara possiamo fare'. Senza strafare, perché se ricasco sono due zeri di fila e non ce lo possiamo permettere. Partivo indietro, però sapevo che potevo recuperare. Alla fine siamo arrivati quinti. In Texas siamo arrivati con la stessa mentalità, non andiamo lì pensando di vincere, perché se pensiamo di vincere e arriviamo solo secondi non ci va bene. Godiamoci il fine settimana cercando di dare il massimo. Poi sabato sera abbiamo visto che il ritmo era quello dei primi. Partivo quinto e Emilio mi ha detto: l'obiettivo è tra il primo e il quinto. Quello è il range in cui possiamo stare. Il gruppo era di quattro, quindi l'obiettivo era già centrato, però ormai ero lì, perché non puntare al podio, ancora meglio la vittoria. Alla fine è arrivata"

Oggi sei qui con questi ragazzi che sono un po' te qualche anno fa...

"Pochi anni fa, anzi pochissimi. Quando ci siamo visti una delle prime volte a Ottabiano, al collegiale, ero praticamente come loro (Il VIDEO che trovate qui sotto, una giornata coi Talenti Azzurri, per vederli allenare). Andare in moto è quello che vogliono fare da grandi, quindi sicuramente ci divertiamo. Era il mio secondo o terzo anno di Talent Cup, poi fu l'anno in cui probabilmente la vinsi anche. Cresciamo tutti molto in fretta a questa età, scaliamo le categorie molto velocemente. Gli auguro solamente il meglio, di divertirsi e di fare quello che gli piace, per poi arrivare il più alto possibile"

Il tuo sogno come pilota?

"Arrivare in MotoGP e non solo, vincere il mondiale in MotoGP, è il sogno più grande"

Il tuo sogno come uomo?

"Come uomo? In questo momento direi che non ne ho, perché sono totalmente concentrato sulla mia passione. Più che un obiettivo, è la mia passione — andare in moto, la mia vita è la moto. Quindi non ho altri obiettivi fuori dalla moto. Sia come persona che come pilota: diventare campione del mondo"

Ps: risposta simile a Pedro Acosta