MotoGP 2026. ESCLUSIVO - Andrea Migno: "Nel 2023 ero alla canna del gas, per iniziare il podcast mi ha prestato soldi Marco Bezzecchi. Valentino Rossi? Tutto per me. Marc Márquez? Mi piacerebbe averlo a MigBabol" [VIDEO]

MotoGP 2026. ESCLUSIVO - Andrea Migno: "Nel 2023 ero alla canna del gas, per iniziare il podcast mi ha prestato soldi Marco Bezzecchi. Valentino Rossi? Tutto per me. Marc Márquez? Mi piacerebbe averlo a MigBabol" [VIDEO]
Intervista con l'ex pilota di Moto3, ora podcaster e coach del team VR46
7 maggio 2026

Andrea Migno (qui sopra foto di Luca Gorini) è stato ospite della quarta puntata di Piloti, la trasmissione in diretta di Moto.it in cui, appunto!, si parla di MotoGP con i piloti.

L’ex Moto3, oggi podcaster con MigBabol e coach del team MotoGP VR46, ha raccontato la nascita del progetto, l’addio alle corse, il rapporto con Valentino Rossi e il presente della MotoGP tra Bezzecchi, Bagnaia, Márquez, Martín e Bulega.

Qui sotto l'intervista video, a seguire la trascrizione integrale.

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Ok. Andre, ciao e ben arrivato. Sono cambiate un bel po’ di cose da quando, tre anni fa, facemmo quell’intervista con te quando cercavi squadra. Mi sono andato a rivedere un commento che c’era in quell’intervista, di tale Pippo Drugo, che immagino sia un tifoso della Juventus, che diceva: “Io a Migno vorrei suggerire una cosa: è conosciuto, è simpatico, è un guascone, è talentoso, conosce benissimo il motorsport. Perché non apre un canale YouTube dove parla di moto?”. Tu magari ci avevi già pensato, però lui te l’aveva suggerito a quel tempo. Tu quando hai iniziato a pensarci?

"A fine 2023, perché ero a piedi. È nato un po’ per sfida personale. Non volevo dimostrare niente a nessuno, ma volevo dimostrare a me stesso che se avevo un’idea che reputavo valida e la facevo come pensavo io, avrebbe potuto funzionare. In quel momento è nata un po’ per scherzo, dal fatto che quando si parla di moto tra amici o tra appassionati vengono sempre fuori dei bei discorsi. Era un momento in cui i podcast erano già belli presenti, e noi abbiamo sfruttato quell’occasione per dire: facciamone un podcast, di tutte queste belle chiacchierate. Così è stato. Abbiamo iniziato a fare tutte le puntate"

Quest’anno siete entrati anche in One Podcast, che mi sembra un altro gran passaggio per voi. Questo è il terzo anno, no?

"Sì. Io, dopo la prima stagione, pensavo già di chiudere baracca e burattini, perché per me, una volta che l’avevo realizzato, che l’avevo buttato su e avevo visto che era una cosa fresca come pensavo io, ero già quasi a posto. Poi invece siamo andati avanti: prima stagione, seconda, quest’anno la terza. Quest’anno l’unione con One Podcast ci ha dato un bel boost per continuare e, grazie a loro, possiamo continuare a pensare di crescere"

Anche perché già nella prima stagione avevi piazzato degli ospiti della Madonna, gente che io sogno di avere. Tipo Valentino Rossi. A parte che sei suo amico, però è stato bello averlo lì. Tra l’altro avete fatto due puntate con lui, se non ricordo male...

"Era una, ma l’abbiamo divisa in due perché avevamo parlato un sacco. Era molto lunga. Sono contento degli ospiti che abbiamo avuto, perché sono venuti personaggi super fighi. Ho conosciuto storie che neanche io sapevo e sono rimasto positivamente colpito. Alcuni li vorrei anche richiamare, perché sono già passati due anni e mezzo da quelle interviste"

Qual è quella che ti ha colpito di più, o che ti è piaciuto fare, o che ti ha sorpreso di più?

"A parte Valentino e Pecco, direi quelli che conosco meno. Per me sono stati più nuovi. Se mi viene un Bezzecchi, uno dell’Academy, non è che faccio più fatica, però lo vedo quasi tutti i giorni e mi viene quasi più facile fare domande a qualcuno che non vedo mai"

Però non mollare con i tuoi amici, perché per noi è importante vedere il rapporto che avete. Quella con Tatsu è stata bellissima. Quando avete fatto tutta quella disamina sulla Moto3, chi non l’ha vista se la riveda perché è veramente interessante. Adesso escono altre due interviste, no?

"Sì, due figure importanti. Esce il presidente Copioli della Federazione, quindi chi meglio di lui per chiedere certe cose. Poi è uscita Nadia, e poi il grande Giorgio Terruzzi. Con lui avrei voluto fare una puntata di sei o sette ore. Quando parla uno così, ascolti in rigoroso silenzio. Dà gusto"

Terruzzi l’ho intervistato anch’io. È bellissimo sentirlo parlare. C’è Naiko che ti dice: “Migno nella prima stagione è partito col botto e continua molto bene dopo il rodaggio. Osare di più: porta qualche pilota spagnolo, tipo Acosta, Alonso”...

"Qualcuno spagnolo l’ho portato: Pedrosa, Lorenzo. Però ci mancano ancora un sacco di personaggi. Il problema è incastrarli qui in zona, farli venire in studio, registrare quando siano a casa. Questo non è il mio lavoro principale: io seguo tutto il mondiale, quindi la mia preoccupazione principale è riuscire a incastrare ospiti interessanti, soprattutto quelli più lontani. Mi piacerebbe portare anche Martin e altri"

Márquez a MigBabol? Nel 2023 ero alla canna del gas, poi Bez...

Se porti Marquez fai il botto...

"Non nego che... in futuro chissà. Io glielo chiederò, ma secondo me non verrà"

Sarebbe bello...

"Glielo chiederò. L’ho chiesto anche a Biaggi, ma Biaggi non mi caga. Vorrei far venire Biaggi, vorrei far venire Gibernau, ce ne sono ancora tanti. Ci vuole tempo"

Anche Gibernau sarebbe molto bello. Senti, io avevo un piccolo desiderio su di te: speravo di vederti al CIV a fare bene, a essere uno dei protagonisti del campionato. Non c’è mai stata la possibilità?

"Il discorso è molto semplice: i soldi. Io ho dovuto smettere di correre e trovare un lavoro, che fortunatamente era già nelle mie mani grazie al team MotoGP della VR46. Ho trovato subito spazio lì. Il motivo principale era che avevo bisogno di guadagnare soldi. Come ho detto in una recente intervista, in Moto3, se non sei nei primi cinque, se non sei un top rider, guadagni poco. Spesso eri già fortunato a non doverli portare. A un certo punto non c’era più la possibilità di andare alla leggera, senza guardare il lato economico quotidiano della vita normale. Nella mia posizione, per correre dovrei portare un po’ di cachet e trovare accordi. È un tassello che ci sta, perché questo sport è sempre stato così. Se mi chiedi se voglio correre, sì, alla grande. Qualsiasi cosa no, però mi piacerebbe. Ma ci sono tante cose da valutare. Lavoro nel team MotoGP, il calendario è pieno e il podcast è una realtà"

Nel 2024 sei stato multitasking: Moto3, Supersport e MotoE...

"Era il 2023, sì. Quelli erano gli ultimi botti. Ti dico la verità: nel 2023 ero alla canna del gas. Per iniziare a fare il podcast mi ha prestato 800 euro Bezzecchi, mi ha regalato le telecamere. Andavo in palestra col motorino. Non c’era tanta carne al fuoco. Allora pensi: come facciamo? Il CIV, il CEV, la Moto2... Bello, ma non ero in una condizione da top rider che viene pagato per correre. Le strade si sono prese un po’ da sole verso questa direzione. Smettere così a 28 anni è stato un po’ tragico, in modo secco. Fortunatamente, con l’Academy, vado ancora in pista e ho la fortuna di girare con piloti di un certo calibro. Però non sono le gare. La cosa che mi dà fastidio è che ho smesso proprio secco. Nelle ultime gare che ho fatto, nel mondiale, al rientro in Argentina, mi sono anche divertito"

Beh, hai fatto undici podi e due vittorie. Non sarai una leggenda, ma sei un pilota fatto e finito. Quando sei entrato nell’Academy com’è andata? La prima volta che hai parlato con Valentino, la prima volta che ti ha riconosciuto?

"La prima volta che l’ho visto e conosciuto è stata prima di entrare in Academy. Essendo vicini di paese c’erano amicizie in comune. Lo vidi per la prima volta in un altro momento di buio: avevo iniziato il CEV nel 2012 e l’avevo interrotto a metà per questioni economiche. Nella seconda metà del 2012, grazie agli ultimi sforzi della famiglia e a un amico di Vale, Alberto Gabianelli, detto il Pollo, che per quella seconda metà di stagione fu una specie di mio manager, ripartimmo. Lui era il Pollo del 250 di Vale a Barcellona 1998, quello che salì sulla moto per festeggiare con Vale, e il Leone del Ranch. Mi costruì questo team ad hoc. C’era Rossano Brazzi come capo tecnico, quindi avevo un gran capo tecnico, e lì ho iniziato a essere un vero pilota, grazie a un metodo di lavoro più serio. Abbiamo fatto qualche gara di CEV, abbiamo fatto la pole all’Europeo ad Albacete, battagliavo con Quartararo. La prima volta che vidi Vale fu a Misano, settembre 2012, nei test con la Ducati. Nel 2013 stava già partendo l’Academy: si andava in palestra insieme. Quando mi ruppi la clavicola, il Pollo mi portò a fare riabilitazione da Carlo, che oggi è una figura centrale dell’Academy. Da lì nacque la palestra e tutto il resto"

Se dovessi raccontarmi un episodio tuo e di Valentino?

"Uno dei momenti più belli è Assen 2017, quando lui vinse la sua ultima gara in MotoGP. Io ero uno dei pochi che faceva l’invasione di pista a fine gara. Mi piaceva andare a festeggiare lì. Ricordo che andai dopo il tornantino, dopo la curva 5, a celebrare quel momento. Poi lui ripartì in impennata. Fu un bell’episodio. Fuori dalla pista, ricordo il matrimonio di Uccio. Poi con le figlie e tutto il resto le cose cambiano per tutti, c’è meno tempo, ma quando riusciamo a vederci è sempre bello. Incastrare tutti tra CEV, GT World Challenge di Vale, mondiale e altri impegni è difficilissimo"

La MotoGP di oggi

Prima di andare sull’attualità ti leggo un messaggio di Alberto Beggiato: “Mig, solo una cosa: hai lasciato più il segno tu nel mondiale che tanti vincitori di gare. La gente ti ricorda e ti vuole bene”...

"Lo ringrazio molto. Mi fa piacere. Nel mio ideale, perché sognare non costa niente, spero di fare ancora qualche gara. Non immagino gare in Moto2, però guidare belle moto, divertirmi, fare qualche gara: ancora non so cosa, come e perché. Chissà"

Andiamo sull’attualità. Il tuo amico Bezzecchi come lo vedi quest’anno? Io lo vedo fortissimo e molto maturato da quando è arrivato in Aprilia...

"Confermo. Sta facendo un gran lavoro. Ha fatto grandi gare già da fine anno scorso. Spero possa continuare a mantenere questo livello, sentirsi bene e andare avanti. Arriveranno momenti più difficili e bisognerà essere bravi lì. Però sta facendo un gran lavoro lui, Aprilia sta facendo un gran lavoro. Quando è così vuol dire che tutti stanno facendo un bel lavoro"

C’è chi dice che Bezzecchi sta andando fortissimo e che il principale rivale molto vicino è Martín. Tu cosa ne pensi?

"Martín mi ha impressionato per come è tornato quest’anno. Ha saltato i test, ha avuto incidenti, ha passato un inverno difficile. Però è tornato molto forte, è tornato in forma. È campione del mondo dell’anno prima, sa come si fa a vincere un mondiale. Ha un bel pacchetto, come Bezzecchi, per fare bene. Secondo me, se non sarà il diretto rivale, sarà uno dei principali"

Matteo chiede: “Come sono andati i test in casa VR? A sentire Diggia sembra che abbiate fatto un bel passo in avanti”...

"Diggia già andava forte. Abbiamo fatto un bel lavoro, ha trovato cose che gli sono piaciute e ha continuato. Era già messo abbastanza bene, però non basta mai. È stato contento dei test. Vediamo di confermare tutto in Francia"

Di Giannantonio, lavorandoci insieme, come lo vedi come pilota? Lo metti tra quelli che possono inserirsi nella lotta al campionato?

"Questo dovrà dimostrarlo lui. Lo sta dimostrando: è partito bene, sempre lì davanti, sta facendo bene. Però bisogna incastrare qualche risultato per dire che sì, puoi giocarti il mondiale. Attualmente è lì vicino e sta dimostrando che c’è anche lui. Il campionato è molto lungo. Può essere uno dei contendenti, sicuramente dei primi cinque, se non dei primi tre"

Bagnaia, invece, quest’anno lo vedo più filosofico rispetto all’anno scorso. Cosa ne pensi?

"Anche secondo me. Userà quest’anno per provare a fare bene, ma anche per conoscersi meglio e conoscere meglio quello che gli succederà. Da fuori mi viene da dire che l’ambiente lì dentro sia più sereno, perché ognuno sa che strada prenderà e come sono andate e andranno le cose. È un clima abbastanza disteso, e secondo me non può che essere un bene. Secondo me Pecco da qui alla fine qualche weekend suo lo farà"

Márquez, invece, come lo vedi? L’anno scorso ha dominato, quest’anno sembra avere qualcosa in meno...

"Bisogna capire se fisicamente è tutto ok, perché ha chiuso l’anno scorso con un infortunio e ha ricominciato quest’anno senza sapere molto. In più ha intorno gente che ha imparato da lui, che vuole batterlo e va forte: Martín, Bezzecchi e gli altri. Marc è sempre il top rider da battere, perché è campione in carica e perché è Marc Márquez. Sta facendo fatica, è vero, ma aspetterei prima di dire certe cose. Lui ottimizza tutto. Anche in un weekend in cui fa fatica riesce a tirar fuori il massimo, ha vinto anche la sprint a Jerez. Capisce subito cosa deve fare, prende e ottimizza. Non è partito come l’anno scorso, dominando, ma ha a che fare con gente cresciuta e con team e moto cresciuti. Se la deve sudare, perché vanno forte tutti. Però è Marc Marquez"

Bulega come lo vedresti in MotoGP?

"Bulega sta facendo molto bene. Ha già fatto vedere che in MotoGP non è andato male, anzi. Anche nei test a Valencia era andato molto bene. È un obiettivo che cercherà di raggiungere e, grazie a Ducati, potrebbe riuscirci. Poi c’è la tematica dei posti liberi: non so se si parla di 2027 o 2028. Il mercato è ancora tutto aperto. Ho sentito dire che Bulega è una delle opzioni che circolano per salire in MotoGP"

Migno racconta gli amici piloti dell'Academy

Chiudiamo con una domanda di Roberto Spada: “Visto il tuo ruolo da youtuber, sarebbe bello un video del dietro le quinte del team, dalla partenza da Tavullia alla ripartenza dal circuito, magari in un GP europeo”. Hai fatto già qualcosa di simile a Misano, no?

"Qualcosa sì, nel vlog del podcast l’anno scorso a Misano. In casa è più facile. Sono idee interessanti, manca un po’ il tempo e l’impegno per farlo. Qualcosa il team fa già nel vlog VR46. Questi contenuti piano piano verranno fuori"

Ora ti faccio il nome di un pilota e tu mi dici in una parola la sua miglior caratteristica...

"Ok"

Bulega.

"Pushatore, perché a Call of Duty pusha. Nel gergo vuol dire attaccare senza aspettare. Giocare a Call of Duty con Bulega è sempre un’avventura. Per parlare di moto direi fabbro: frena forte e ha continuato a battere il ferro anche nei momenti difficili. Ha avuto momentacci, poi occasioni per riprendersi e l’ha fatto bene"

Morbidelli.

"Sorriso energetico. Franco funziona quando la vibe è bella e leggera. Se fossimo sul lungomare di Cattolica o di Miami, usciti dal mare, un mojito e poi la gara, Franco vincerebbe tutte le gare. Nella MotoGP di oggi non è facile portare sempre quel relax, ma lui funziona quando lo vedi negli occhi, nel sorriso e quando va forte"

Marini.

"Disciplinato. È una bestia anche lui. Lo vedo come uno che ha fatto scelte, ha preso strade ed è andato avanti senza paura e senza bisogno di nessuno. È meno sfavillante di altri perché ha un carattere diverso, ma è un grande professionista. Da lui posso solo imparare a livello di disciplina e determinazione"

Bezzecchi.

"Champ, perché tra di noi ci chiamiamo campioni: “ciao Champ”. Però lo specifico, perché poi arrivano i cagacazzo scaramantici: noi ci chiamiamo così a prescindere dai risultati in pista. L’altro termine è affamato. Bezzecchi è affamato"

Bagnaia.

"Pecco è un signore. È un signore nei modi, nello stile di vita, nel modus operandi quotidiano. Però poi sale sulla Panigale e fa delle robe che fanno paura. È un signore che va forte. Mi piace anche perché sa sempre bene cosa vuole e cosa gli serve"

Valentino Rossi.

"Per me Vale ricopre un sacco di sfaccettature. Ha determinato tante cose della mia vita. Sono stato presente in un periodo fondamentale, da quando avevo 17 o 18 anni fino a oggi. Da lui ho imparato tanto, a livello personale e professionale. Mi ha dato la possibilità di correre e coltivare il mio sogno da pilota. Io posso solo ringraziare. Nel mondo trovi la moto col 46 anche nei posti più sperduti. Fanno i gonfiabili tarocchi di Valentino Rossi, non di altri. Quello ti fa capire che sei il più grande di tutti"

È come Maradona, Michael Jordan... ultimo: Andrea Migno.

"Un grande appassionato di musica. Io non faccio niente se non c’è la musica. Mi piace scoprire musica nuova, confrontarmi. Ascolto di tutto. Oggi ero un po’ West Coast e US rap, prima ascoltavo Battisti, ho scoperto una canzone bella di Al Bano. Spazio dappertutto"