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Una parte del paddock è in fermento, già proiettata al 2027. E’ la parte dei manager, dei tecnici, dei tester e molto presto anche dei piloti ufficiali che le scopriranno a Brno: mentre ancora si mettono a punto le ultime 1000, le nuove MotoGP da 850 cc stanno uscendo allo scoperto. Dopo mesi di simulazioni al computer, i prototipi del futuro iniziano a macinare chilometri in pista e le sorprese, dal punto di vista tecnico, non mancano di certo. Ne abbiamo parlato nel video di dieci giorni fa di Zam e Giulio Bernardelle, analizzando le prime immagini arrivate dai test.
Tra tutte le case, Noale è quella che ha scoperto le carte in maniera più netta. Nei test di Jerez della Frontera svolti dal collaudatore Lorenzo Savadori, abbiamo visto un'Aprilia RS-GP che sembra già una moto fatta e finita per il 2027 e non un semplice ibrido.
"L'Aprilia è quella che ha fatto vedere di più e sembra avere il prototipo più definito”. Spiega Bernardelle. L'occhio esperto dell'Ingegnere si posa subito sull'aerodinamica, che il nuovo regolamento ha limitato.
"Oltre alla riduzione delle sporgenze laterali, la cosa più interessante è il ritorno a quel 'baffo' ai lati della presa d'aria anteriore, in stile 2015. Soluzioni che, dal punto di vista dell'efficacia aerodinamica, sono assolutamente valide."
E’ l'impatto visivo generale a colpire: rapportata al corpo di Savadori, la moto appare decisamente più compatta, quasi una via di mezzo tra un'attuale Moto2 e una MotoGP. Quote ciclistiche più agili che si tradurranno in una maneggevolezza nettamente superiore.
Diverso l'approccio di Honda (vista in Malesia mesi fa con Nakagami) e Ducati (al Mugello con Michele Pirro e Nicolò Bulega). Entrambe stanno girando con versioni ibride: telaio e aerodinamica vicini alle 1000 attuali, ma spinte dal nuovo cuore 850. Una scelta logica, secondo l'Ingegnere.
“Probabilmente hanno deciso di testare prima di tutto il motore, per validarlo e poi definire il resto sulla base di quei dati. Cambiare troppi parametri insieme certe volte rischia di mandare in confusione".
Eppure, anche sotto vesti provvisorie, la sensazione alla guida è chiara. Nakagami lo ha detto senza mezzi termini scendendo dalla RC213V laboratorio: ‘La prima impressione è che sia super leggera.’
Ma come andranno questi nuovi V4? Con la riduzione della cilindrata e dell'alesaggio (che passa da 81 a 75 mm), la fisica impone le sue regole.
"Quando togli cilindrata, limiti la portata d'aria e carburante, quindi perdi prestazione," sentenzia Bernardelle. Si stima un taglio di circa 40-50 cavalli, portando le potenze massime intorno alla soglia dei 260 CV. Come si recupera, almeno in parte, questa potenza? Facendo girare il motore più in alto.
“Avendo organi in movimento più piccoli e leggeri, i motori sono tendenzialmente più facili da portare a regimi elevati. Probabilmente vedremo un aumento di 1.000-1.500 giri rispetto a oggi, sfiorando i 20.000 giri al minuto". Un ritorno agli acuti delle vecchie 800, confermato da un sound già oggi sensibilmente più graffiante e rampe di accelerazione più repentine.
Non c'è solo la tecnica pura. Il regolamento 2027 porta con sé scelte sportive che fanno discutere: in primis, l'abolizione delle Wild Card. E’ un peccato dal punto di vista sportivo, perché toglie alle giovani promesse la possibilità di affacciarsi alla classe regina con gare spot, trasformando i collaudatori sempre di più in figure destinate esclusivamente allo sviluppo e alle sostituzioni. Un po' come capita con i terzi piloti in Formula 1.
Ma la nota dolente è un’altra: c’è la conferma che la regola sulla pressione minima delle gomme resterà in vigore anche per il 2027. Bernardelle non usa giri di parole, criticando non il limite in sé, ma il metodo di misurazione.
“È una regola che spinge ogni team a rischiare, perché impone di indovinare la pressione a caldo. Sarebbe molto più logico, e anche più sportivo, misurare la pressione a freddo in griglia, prima di partire. Allora emergerebbe la capacità di mettere a punto un setup che faccia lavorare la gomma al meglio. Però partendo da una base uguale e sicura per tutti".
Il 2027 è ancora lontano sul calendario, ma in pista è già iniziato. E tra motori urlanti, gomme Pirelli e dimensioni ridotte, la rivoluzione è appena cominciata.