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Mandalika, Indonesia - Abbiamo avuto la possibilità di fare questa intervista con Marco Bezzecchi nel mercoledì del GP di Mandalika in Indonesia.
Grazie ad Aprilia l'abbiamo realizzata nell'hotel dove il pilota e il team soggiornano, aggirando così la regola dei diritti video che vieta a chi non ha i diritti video di filmare l'interviste coi piloti nel circuito.
Con Bezzecchi abbiamo parlato del cappellino in Aprilia, del taglio di capelli di Silverstone e della super vittoria in India nel 2023. Il pilota ha raccontato il rapporto con il cane Rubik, ha commentato le gomme Pirelli 2027 dopo due test e ha spiegato cosa gli manca per lottare per il mondiale.
Qui sotto il VIDEO e a seguire la trascrizione completa.
Parto con una domanda che è più una curiosità, il cappellino: quand'è che lo dovete usare? Ci sono regole precise?
"Non penso ci sia una regola precisa. Ti dico la verità, in Aprilia per queste cose sono molto permissivi: se per caso mi scordo una volta il cappellino non muore nessuno. Però è anche una questione di rispetto verso la squadra, perché è una parte dell'abbigliamento, ma anche verso i miei sponsor personali, come Monster. Cerco di metterlo il più spesso possibile perché per loro è una cosa migliore. E poi mi piace"
Infatti i piloti è quasi impossibile vederli senza cappellino. A proposito di cappellino e capelli, secondo me, metaforicamente, sei passato da ragazzo a uomo, quando ti sei tagliato i capelli a Silverstone. È un passaggio importante o no?
"Non ci ho pensato, ma non sei il primo che me lo dice, non è stata una cosa pensata per questo motivo. Ero un po' stufato dei capelli lunghi e quindi ho deciso di tagliarli. Il motivo principale è stato questo, non perché volevo diventare uomo"
Se si guardano le foto di quando avevi i capelli lunghi, si vedeva che eri ancora un ragazzo, ora hai un diverso approccio.
"Ero un cazzone, dai (ride forte)"
Qual è per te il contrario della parola paura?
"Mmmh... coraggio, forse"
Torno al 2023, alla vittoria in India, quella con il margine più largo, 8 secondi. Pista nuova per tutti e voi faceste una differenza pazzesca. Cosa significava e che ricordi hai di quella gara?
"Significava che avevamo lavorato bene, perché era stato un weekend in crescita. Dal sabato mattina avevo iniziato ad andare molto forte, avevo fatto uno step rispetto al venerdì ed ero diventato il più veloce. Una bella qualifica con la [pole], ma una sprint un po' in difficoltà perché mi ero toccato con Luca in partenza, Luca era caduto e io ero finito ultimo. In quella sprint ho tirato fuori il demone, avevo fatto una grande rimonta e un passo ancora migliore, e questo mi aveva dato sicuramente fiducia per la domenica. Poi ci sono quelle volte, raramente purtroppo, in cui sali in moto e tutto ti viene. Non voglio dire facile, perché non è facile, però la moto fa veramente tutto quello che vuoi. Sono rare, quindi bisogna cercare di sfruttarle, e ho dei bellissimi ricordi. È stata la mia ultima vittoria con la squadra di Vale. Lì per lì non pensavo sarebbe stata l'ultima, però c'era un bel rapporto"
A me fa impressione il fatto che, su una pista nuova per tutti, voi abbiate fatto una differenza così pazzesca...
"Sì, ma Martin negli ultimi due giri aveva avuto un problema fisico e aveva fatto un errore alla curva 5, da lì era nata una battaglia con Fabio Quartararo, e con tutto ciò aveva perso altri due secondi e mezzo, però sì, 5 secondi era già un buon distacco"
Che rapporto hai col tuo cane Rubik? L'ho visto anche sul pass stilizzato. Quanto è importante per te?
"Molto, molto. Penso sia una di quelle cose che finché non ce l'hai non la capisci. Un po' come un figlio, tra virgolette. Io ovviamente non ho figli, però vedo i miei amici: il mio migliore amico, per esempio, ha un bambino che fa gli anni domenica, e vedo com'è cambiata la sua vita. È un paragone forse esagerato, però l'affetto è come se fosse una persona che ti vuole bene e che ti rende sempre contento. Puoi stare male, puoi stare bene, puoi essere arrabbiato, ma quando torni lui ti fa sempre una gran festa. Ci passo tanto tempo quando sono a casa e alla fine è come il mio migliore amico"
Quando pubblichiamo i contenuti sui social io vedo le reazioni: con i tuoi contenuti reagiscono tante ragazze, con quelli degli altri piloti no. Quante ragazze hai?
"No, una in realtà, una sola"
Però sei sempre piaciuto tanto. Mi ricordo la festa Ducati 2023: a una ragazza chiesi chi fosse il pilota che le piaceva di più e rispose "Bezzecchi, perché è un figo della Madonna"...
"Mi fa piacere. Forse da dentro è più difficile notare queste cose, però mi sento ben voluto dai miei tifosi. Questo sicuramente"
E dalle tifose...
"E dalle tifose, certo"
Ora siamo dall'altra parte del mondo: cosa rispondi a chi ti dice "Beati voi che girate il mondo"? È solo un beati voi o c'è anche altro?
"È una cosa straprivilegiata, questo è innegabile, perché è un lavoro fantastico. Io non lo chiamo neanche lavoro, è un sogno poter correre nel Motomondiale. È vero, è bello girare il mondo, è sicuramente fighissimo. È vero anche che non hai tutto il tempo del mondo per girare come ti pare. Fare così tanti viaggi così vicini l'uno all'altro è tosto: abituarsi agli orari, dover performare fisicamente al meglio nonostante magari dormi due ore. Resta comunque una grande fortuna ed è sicuramente molto di più il bello che il difficile"
Torno indietro a quando avevi 15 anni. Sei stato scelto da Valentino Rossi. Come ti sentivi quel giorno, quando hai saputo che ti volevano?
"Intanto sono sempre stato un tifoso di Vale, quindi già solo poterlo conoscere, le prime due o tre volte che l'ho visto, era molto emozionante. Questa sensazione di agitazione, anche quando lo incrociavo al ranch, mi è durata per anni, anche quando ci siamo conosciuti meglio. Essere stato scelto nell'Academy, quella volta, ero più giovane e non era facile trovare la strada da soli, quindi è stata una bella botta di fortuna, una bellissima opportunità, una cosa a cui sarò sempre grato"
Immagino che lì eravate un po' tutti che pendevate dalle labbra del maestro. Magari c'era un weekend in cui avevi vinto o fatto podio: lui cosa faceva?
"Fortunatamente nelle mie prime gare nel Motomondiale, nelle mie prime vittorie, lui era ancora lì perché correva. Era figo, perché tante volte mi fermava, soprattutto quando faceva la Moto3, e mi aspettava per farmi i complimenti. Poi a casa ne riparlavamo, magari riguardavamo la gara insieme, ma anche con gli altri: andavamo a mangiare dopo la palestra e ne riparlavamo. È tutt'ora così, anche se lui non viene sempre alle nostre gare perché ha le sue. Quello è rimasto sempre uguale"
Hai già letto il nuovo libro di Valentino o non hai ancora avuto questa fortuna?
"No, perché non è ancora uscito. Lo leggerò ovviamente quando uscirà. Spero che Vale me ne regali una copia autografata"
E tu leggi, solitamente?
"Io non sono un grande lettore. Adesso sto leggendo un libro su Phil Jackson, che mi ha regalato il mio capo tecnico perché siamo tutti e due invasati di basket. L'ho iniziato da poco, sono ancora al terzo capitolo, quello sulla meditazione, le cose che ha scoperto quando era giovane. Non sono un grande lettore, ti dico la verità"
11 Anelli?
"Sì"
Quando arrivi al capitolo dei Lakers, racconta di quando ha gestito Koby e Shaq, sarà un po' come te e Bagnaia...
"(ride) Vedremo. Sarò curioso"
Marquez fa le flessioni sulla griglia, Martin dice che non può farle, Marquez non dorme sul fianco destro. Tu come sei messo? Cosa puoi e non puoi fare?
"Ho qualche impedimento. Le flessioni fortunatamente ho ripreso a farle: la spalla ha recuperato bene, e io me le sono rotte tutte e due più volte. Ci sono certi esercizi che, soprattutto con la tuta, non sono semplici, però le flessioni le riesco a fare. Non le faccio in griglia, ma ci sono tanti metodi diversi: lo prepari con il tuo staff e valuti qual è la cosa migliore per te, magari provando a casa durante gli allenamenti se un certo esercizio fatto poco prima ti può dare qualcosa. Ho più impedimenti nelle ginocchia. Avevo già avuto un infortunio al destro, con i legamenti, e adesso mi sono fatto male al sinistro. Le ginocchia sono un po' più rognose per me. Per il fianco destro, io non mi rendo conto durante la notte se dormo su un fianco o no. Sicuramente per addormentarmi non sto a pancia in su perché non sto comodo. Solitamente o sto di fianco o sto mezzo a pancia in giù. Poi durante la notte non so dove vado"
Stamani in aereo riguardavo l'intervista che hai fatto con The Talking Helmet. A un certo punto dici: "Quando lavoravo in officina con mio babbo ci sono anche dei begli aneddoti". Quali sono quegli aneddoti?
"Non credo che lo volessi raccontare, dico la verità. Adesso non mi ricordo benissimo quel momento. Ero più piccolo e facevo arrabbiare mio babbo. Andare in officina era sicuramente bellissimo, però quando sei piccolo non lo apprezzi, come la scuola: lo apprezzi più quando sei grande. Io adesso penso delle volte che bello che era andare a scuola, mi divertivo un botto. Quando eravamo lì non avevamo voglia, quindi tante volte la mattina arrivavo tardi e mio babbo si arrabbiava. Io di mio mi piace dare contro alle persone con cui ho confidenza, quindi succedevano delle belle scene"
Sempre da quell'intervista: dicevi che non vuoi che la moto la tocchino gli altri, gli adesivi te li vuoi mettere tu, le manopole devono avere grip. Ti volevo chiedere: perché nessuno personalizza mai le manopole, magari colorate? Sarebbero belle...
"Sono molto belle. Intanto le manopole sono le cose che si sporcano di più. Con i freni in carbonio, non so se tu hai mai visto i guanti da vicino dopo una gara di MotoGP, diventano molto sporchi, soprattutto se hai delle parti chiare che lo fanno vedere ancora di più. Per esempio io ho il palmo bianco, adesso li sto cambiando, li sto facendo neri, perché si distruggono con il carbonio e si sporca tutto tantissimo. Le manopole si sporcherebbero uguale. Onestamente non ho mai pensato alle manopole colorate. Sulla mia moto stanno bene nere"
Hai visto che Pole Espargaro ha detto che voi piloti di MotoGP non vi rendete conto di quanto sarà grande il cambiamento con le 850, soprattutto con le Pirelli? Cosa ne pensi, visto che ora le hai anche provate?
"Non posso dirti troppo, nel senso che non ho ancora le conoscenze necessarie. È chiaro che è un grande cambio: c'è un cambio sostanziale nel motore, diventa tutto un po' più piccolo, di conseguenza cambia anche la moto perché si deve adattare al nuovo motore, non ci saranno gli abbassatori e ci sono queste gomme nuove. Le gomme non sono né meglio né peggio, sono semplicemente diverse. È la cosa che fa da tramite tra te e la pista, quindi è una parte fondamentale capire bene che cosa ti trasmettono e come interpretarle al meglio. Onestamente non penso di averle ancora capite, ci ho fatto pochi giri, due test"
Brno e Austria...
"Sì, Alla fine sarà un cambio grande per tutti, può essere grande o piccolo che sia, ma è sempre uguale per tutti"
Dimmi se questa definizione può essere giusta: tu non sei ancora mai stato campione del mondo, però secondo me sei attualmente uno dei cinque migliori piloti del mondo e uno dei migliori della tua epoca.
"Grazie. In termini di numeri non so, ma mi sento abbastanza veloce in questo momento. Questo è vero"
Ora arriva la domanda che potrebbe essere di quelle che consideri stronze, dei giornalisti. Tu non hai mai fatto meglio di terzo nel mondiale: terzo in Moto3, terzo in Moto2, terzo in MotoGP. Pensi che ci sia qualcosa fra il terzo posto e i primi due, oppure sono casualità, oppure è lì che devi lavorare? Quando sei stato davanti quest'anno poi è successo qualcosa...
"Non penso sia una casualità. C'è sicuramente da lavorare e cercare di fare un altro step in avanti. Lottare per un mondiale, per quanto io ancora non abbia lottato fino in fondo, anche semplicemente lottare per i primi quattro o cinque diventa una lotta molto tosta, non solo contro i tuoi rivali ma anche contro tantissime cose che ci sono al di fuori delle moto. Gestire tanti tipi di pressioni diverse è la cosa meno difficile: il difficile è riuscire a canalizzare le energie dove serve per tutti i giorni, 365 giorni all'anno, dare veramente tutto sia a casa che alle gare e non sgarrare mai. Quando arrivi alla fine ti senti veramente provato e non è semplice. Io sto cercando di farlo e si può sempre migliorare, anzi bisogna cercare sempre di continuare a migliorare, magari spulciare in giro, chiedere per capire come intervenire sulle proprie difficoltà o lacune"
Ti ringrazio.
"Grazie a te"