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prova supersport

Yamaha YZF-R6

Diapason tagliente
- Nel 2010 la YZF-R6 ha ricevuto solo modifiche di dettaglio allo scarico e alla mappatura della centralina ECU, per il resto è tutto come prima, il che è proprio niente male!
Yamaha YZF-R6


Sembra un cristallo Swarovski la Yamaha YZF-R6, un piccolo gioiello dalle superfici sfaccettate e dalla bellezza luminosa. Sembra scolpita con una Katana, la spada dei Samurai, tagliente nei tratti ed affilata nella forma. Sono trascorsi poco meno di due anni dalla sua presentazione e la piccola, almeno nelle dimensioni, supersport di Iwata è ancora integra e attuale, dentro e fuori.
Fuori, perché il design è ancora modernissimo (e dopo due anni ci mancherebbe anche che risultasse vecchio!) sotto, nel comparto motore e ciclistica, le uniche due modifiche per l'anno in corso sono state relative ad una nuova mappatura per la centralina ECU ed una parziale modifica dei condotti di scarico per migliorare la risposta e la progressione ai medi regimi.

Ben fatta

La Casa dei tre diapason ci ha abituati a standard qualitativi decisamente al top, e la R6 non viene meno a questa tradizione. Molta plastica, ma di qualità elevata e ben rifinita, verniciature e assemblaggi precisi e ben eseguiti chiudono il cerchio su un prodotto decisamente ben fatto.

Postura raccolta, busto in avanti a caricare gli avambracci e pedane alte per spingere bene, la dicono tutta sulla destinazione pistaiola della R6

Il quattro cilindri da 599 cc è sempre attuale e le sue prestazioni sono molto elevate. La dotazione tecnica è di gran pregio, grazie al sistema di controllo del gas ride by wire YCC-I e al controllo dei cornetti di aspirazione ad altezza variabile YCC-T. La potenza erogata è di 124 CV (91 KW) a 14.500 giri /min, mentre la coppia massima raggiunta a 10.500 giri/min è di 65 Nm.
Il telaio è un classico Yamaha, Deltabox in alluminio pressofuso, con il telaietto reggisella in magnesio, al quale sono ancorati una forcella a steli rovesciati da 41 mm, ed un monoammortizzatore entrambi totalmente regolabili. Uno spessore posizionato sull'attacco del mono permette di variare l'altezza del posteriore della moto.

Ben frenata

Come ogni sportiva di pregio, anche la R6 è dotata di un impianto frenante di alto livello, che prevede una coppia di dischi da 310 mm con pinze a quattro pistoncini ad attacco radiale, mentre dietro viene montato un disco da 220 mm con pinza a doppio pistoncino.
In sella alla supersport di Iwata ci si trova bene e ben inseriti, sempre che l'obbiettivo sia quello di scorrazzare tra i cordoli. Postura raccolta, busto in avanti a caricare gli avambracci e pedane alte per spingere bene, la dicono tutta sulla destinazione pistaiola della R6.
E per l'utilizzo quotidiano? Beh, il motore si adatta, le dimensioni contenute e il peso limitato (189 kg dichiarati in ordine di marcia) vengono incontro, ma un minimo o forse qualche cosa di più, ci si deve pur adattare.
E se il pilota deve scendere a compromessi, il passeggero deve sacrificarsi nel vero senso della parola, lo strapuntino posteriore è poco più che un francobollo, mentre le pedane sono talmente alte che l'eventuale “secondo” le può afferrare con le mani. In compenso la protezione aerodinamica è da naked, vista l'esigua superficie del cupolino che permette di poter viaggiare solo a basse e medie velocità in situazione di comfort sufficiente.

Casa-ufficio? Meglio al bar o in pista

Le capacità stradali della R6, come dicevamo, sono solo sufficienti. L'utilizzo quotidiano è consentito da un motore che gira rotondo e non strappa mai, assecondato da un cambio perfetto per rapidità e precisione, oltre che da una frizione robusta e modulabile. Ma la propensione del quattro cilindri a girare e soprattutto a spingere in alto, limita le scariche di adrenalina alle porte chiuse degli autodromi. Ecco allora che portando la supersport giapponese tra le curve dell'Autodromo di Franciacorta, le cose si sistemano e tutto gira per il verso giusto. 

La potenza erogata è di 124 CV (91 KW) a 14.500 giri /min, mentre la coppia massima raggiunta a 10.500 giri/min è di 65 Nm

L'assetto che su strada appariva un po’ troppo rigido, in pista, anche mantenendo il set up standard si comporta alquanto bene. Certo le dimensioni contenute del passo e la distribuzione dei pesi portano il posteriore a scaricarsi con facilità nelle frenate, ma un paio di giri di precarico aiutano a migliorare la situazione. Se questo non bastasse ci pensa la frizione antisaltellamento a permettere il controllo della moto fin dentro la curva. Agilità e rapidità nei cambi di direzione sono le sue armi segrete, con la ruota anteriore che sembra percorrere un binario disegnato nella testa del pilota. Meno affabile di alcune concorrenti, tremendamente efficace se guidata da mani esperte, è un brutto cliente anche per moto di cubatura maggiore.

Il motore che solitamente su strada si trova a girare tra i 4.000 e gli 8.000 giri, con discreto brio ma nulla più, in pista frulla alto e spinge fortissimo tra i 10.000 e i 14.000 giri. Esaltante il rumore di aspirazione che accompagna la spinta del propulsore agli alti regimi.
Il cambio che nell'utilizzo stradale si era distinto in positivo, tra i cordoli merita un dieci e lode. Rapido e preciso, non batte ciglio anche se ci “si scorda” di utilizzare la frizione inserendo in sequenza i rapporti, e soprattutto ingrana la marcia anche se non si pela il gas durante le cambiate e lo si lascia parzialmente aperto.
I freni si distinguono per potenza e modulabilità, nella categoria è difficile trovarne di altrettanto performanti, e altrettanto resistenti alla fatica.

Tirando le somme con la YZF-R6 ci si diverte parecchio in pista, richiede maggior dimestichezza rispetto alle concorrenti che costano anche qualche cosa meno degli 11.890 euro del listino Yamaha, ma elargisce emozioni a non finire e scariche di adrenalina in quantità.
 

Pregi
  • Guida in pista esaltante | Qualità generale | Prestazioni
Difetti
  • Utilizzo su strada
  1 di 24  
  • Re poppa, Manciano (GR)

    japponesi affidabili

    Le moto italiane sono belle e più che altro sono più datate perche se con i soldi di avanzo che mi ci vogliono per comprare una ducati mi metto delle sospenzioni holins e un bel paio di freni brembo poi vediamo quale è più prestazionale, per non parlare dell'affidabilità che le giapponesi hanno rispetto alle moto italiane, lo dico per esperienza da felice possessore di una r6 08!!
  • theciance, Grumo Appula (BA)

    d998 domani mattina incontriamoci al bar a prendere un caffè , tu con la tua italiana io con la mia jap, non più che al bar potresti andare in moto visto il modo di ragionare! Mi chiedo se le moto vere sono solo le italiane tutti quelli che girano su una jap non sono motociclisti? e quindi ogni volta che in pista svernicio una ducati dovrei fermarmi subito a chiedere scusa al pilota?ahahah
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Scheda tecnica

Yamaha YZF R6 (2010 - 15)
  • Informazioni generali
  • Misure
  • Motore
  • Ciclistica
  • Batteria
  • Marca Yamaha
  • Modello YZF R6
  • Allestimento YZF R6 (2010 - 15)
  • Categoria Sportive
  • Inizio produzione 2009
  • Fine produzione n.d.
  • Prezzo 11.990 - franco concessionario
  • Garanzia 3 anni
  • Optional Versione 50th Anniversary Euro 12.290.
  • Lunghezza 2.040 mm
  • Larghezza 705 mm
  • Altezza 1.095 mm
  • Altezza minima da terra 130 mm
  • Altezza sella da terra MIN 850 mm
  • Altezza sella da terra MAX n.d.
  • Interasse 1.375 mm
  • Peso a secco 170 Kg
  • Peso in ordine di marcia 189 Kg
  • Cilindrata 599 cc
  • Tipo motore termico
  • Tempi 4
  • Cilindri 4
  • Configurazione cilindri in linea
  • Disposizione cilindri trasversale
  • Inclinazione cilindri n.d.
  • Inclinazione cilindri a V n.d.
  • Raffreddamento a liquido
  • Avviamento elettrico
  • Alimentazione iniezione
  • Alesaggio 67 mm
  • Corsa 42,5 mm
  • Frizione multidisco
  • Numero valvole 4
  • Distribuzione bialbero
  • Ride by Wire n.d.
  • Controllo trazione n.d.
  • Mappe motore n.d.
  • Potenza 124 cv - 91 kw - 14.500 rpm
  • Coppia 7 kgm - 66 nm - 10.500 rpm
  • Emissioni Euro 3
  • Depotenziata No
  • Tipologia cambio meccanico
  • Numero marce 6
  • Presenza retromarcia No
  • Consumo medio VMTC n.d.
  • Capacità serbatoio carburante 17 lt
  • Capacità riserva carburante 3,4 lt
  • Trasmissione finale catena
  • Telaio Deltabox alluminio
  • Sospensione anteriore Forcella a steli rovesciati,41 mm
  • Escursione anteriore 115 mm
  • Sospensione posteriore Forcellone oscillante, (leveraggi progressivi), Monoammortizzatore
  • Escursione posteriore 120 mm
  • Tipo freno anteriore doppio disco
  • Misura freno anteriore 310 mm
  • Tipo freno posteriore disco
  • Misura freno posteriore 210 mm
  • ABS No
  • Tipo ruote n.d.
  • Misura cerchio anteriore 17 pollici
  • Pneumatico anteriore 120/70 ZR17M/C (58W)
  • Misura cerchio posteriore 17 pollici
  • Pneumatico posteriore 180/55 ZR17M/C (73W)
  • Batteria n.d.
  • Capacità n.d.
  • Autonomia e durata n.d.
  • Batteria secondaria n.d.
Yamaha
  • Motor Italia S.P.A. Via Tinelli 67/69
    20050 Gerno di Lesmo (MI) - Italia
    848 580569   www.yamaha-motor.it

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