Direttamente ispirata alla XR 750, mitica moto da Flat Track (competizione su terra battuta) degli anni settanta, la nuova XR 1200 è stata concepita esclusivamente per i motociclisti europei dal Team Pianificazione Prodotto Europeo, con la collaborazione del Team Sviluppo di Milwaukee.
Estetica ignorante e personalità inconfondibilmente Harley-Davidson caratterizzano questa nuova creatura dal passaporto a stelle e strisce.
Anche se ricca di pezzi interessanti, il ruolo da protagonista è sempre affidato al bicilindrico Evolution raffreddato ad aria da 1202 cc che, rispetto a quello montato sulla Sportster 1200 R, ha ricevuto delle cure appropriate per rinvigorirne il carattere.
Dai 67 CV a 5.700 giri/min della Sportster, la XR arriva a quota 91 Cv (67 Kw) a 7.000 giri/min con una coppia che tocca i 10,2 Kgm (100 Nm) a 3.700 giri/min.
Tale incremento ha richiesto una maggiorazione del circuito della lubrificazione, che ora prevede un radiatore dedicato (si intravede dietro lo stelo sinistro della forcella).
Meno ricercata e forse un po' sottotono per una moto che viene venduta a 11.500 €, la componentistica della XR non è all’altezza dello standard Harley-Davidson.
Una volta seduti in sella, osservando il cruscotto di gusto racing ma povero di informazioni, si nota immediatamente la scarsa raffinatezza del manubrio e delle relative piastre di sterzo, mentre ad una prima occhiata intorno alla moto balzano all’occhio le finiture del supporto marmitta e la presenza di cablaggi e cavi sulla fiancata sinistra.
Inspiegabile la mancanza di una serratura per il tappo serbatoio e soprattutto per il vano sottosella (sia quella del passeggero che quella del guidatore sono ad incastro).
La casa di Milwaukee ci ha forse abituati troppo bene, ma una maggiore cura dei dettagli era auspicabile.
In sella
La prima presa di contatto avviene sulle strade ricche di curve della Franciacorta. Gli oltre 250 chili dichiarati sono avvertibili solo alle bassissime velocità o nelle manovre da fermo, mentre nel misto, anche grazie ad un baricentro basso, svaniscono come per magia.
La posizione di guida è abbastanza comfortevole, solo il manubrio risulta chiuso e le pedane arretrate, postura che alla lunga può stancare.
I supporti elastici per il motore fanno il loro dovere, e di conseguenza le vibrazioni sono avvertibili solo al minimo, oppure all’approssimarsi del regime massimo di rotazione, mentre l’apporto di coppia e cavalli non ha intaccato le doti di fluidità e le capacità di ripresa del bicilindrico Evolution.
Brillanti le risposte del gas tra i 4.000 ed i 6.500 giri, non aspettatevi ruote fumanti e coreografiche impennate, ma la XR tira fuori un carattere di tutto rispetto.
Le sospensioni meritano due voti separati, la forcella Showa a steli rovesciati si difende bene, filtra discretamente le asperità e mostra la corda solo nella guida esasperata.
La coppia di ammortizzatori posteriore, invece, soffre lo sconnesso, dove risponde in modo brusco.
Queste caratteristiche conferiscono alla XR un comportamento stradale ottimale solo se guidata in maniera pulita e su asfalti levigati. Buono il lavoro svolto dall’impianto frenante Nissin, i dischi da 292 mm anteriori con pinze a 4 pistoncini consentono di fermare gli oltre due quintali e mezzo di metallo della XR in spazi brevi e ripetutamente grazie ad una ottima resistenza alla fatica.
Ottimo il grip ed il comportamento in generale delle Dunlop Qualifier D209 di serie, espressamente sviluppate per questo modello di moto.
“Dai 67 CV a 5.700 giri/min della Sportster, la XR arriva a quota 91 Cv (67 Kw) a 7.000 giri/min con una coppia che tocca i 10,2 Kgm (100 Nm) a 3.700 giri/min”
Il cambio rispecchia in generale le caratteristiche dinamiche della moto. Risponde bene se trattato con gentilezza, mentre se forzato ad un utilizzo sportivo, mostra facilmente la corda.
Per chi avesse in mente di fare viaggi di una certa importanza, il catalogo degli accessori Harley –Davidson prevede, oltre all’immancabile parabrezza, un set di borse laterali, schienalino passeggero, borsa da serbatoio e borsa-zaino da posizionare dietro la sella del guidatore.
Il nostro rientro dal giro sulle colline della Franciacorta, coincide con l’inizio del test della versione approntata per il Trofeo che vedrà la XR 1200 correre sui circuiti di Magione, Varano e Franciacorta. Proprio su quest’ultimo si è svolto il nostro test.
XR 1200 Trofeo
La Trophy rispetto alla stradale ha subito oltre alle variazioni estetiche di rito (codone monoposto – puntale – cupolino) soprattutto modifiche ciclistiche, mentre il propulsore può contare sul nuovo impianto di scarico Termigoni, mappatura della centralina e filtro aria libero.
La ciclistica è stata moificata in profondità: nuovi cerchi alleggeriti Braking a 9 razze (anteriore da 17 rispetto ai 18 pollici della stradale) con dischi Wave flottanti sempre del medesimo costruttore kit forcella griffato Andreani Group (prevede la regolazione del precarico molla e del ritorno idraulico) ammortizzatori Ohlins Racing HD844 regolabili nel precarico – compressione – ritorno piastre di sterzo ricavate dal pieno pedane e manubrio specifici. Da segnalare che il costo del kit è di 3.500 €, e che è in gran parte omologabile per l’utilizzo su strada.
I primi giri sul circuito di Franciacorta evidenziano una maggiore reattività della XR. Il lavoro di alleggerimento generale, e soprattutto del cerchio anteriore, permette una maggiore rapidità nei cambi di direzione.
Le nuove piastre di sterzo modificano anche l’inclinazione del cannotto di sterzo, rendendo più svelta la Trophy.
Il nuovo terminale di scarico e le pedane alte permettono di piegare senza il timore di sentire grattare sull’asfalto qualche componente della moto. La taratura standard delle sospensioni evidenzia uno scarso freno in compressione della forcella, che avrebbe bisogno anche di essere precaricata maggiormente. A causa di questo assetto, le maggiori soddisfazioni di guida si ottengono evitando forzature e manovre brusche, manovre alle quali la XR risponde con evidenti ondeggiamenti.
Ottima la risposta dei freni, potenti quanto basta a frenare la spinta dei circa 96 CV alla ruota, e decisamente performanti i Dunlop Sportmax GP209 che offrono grip in quantità.
I turni a disposizione sono terminati, così come la presa di contatto con questa Harley dalla personalità atipica, ma sempre decisa, come il marchio di Milwaukee vuole.
Difficile dire se farà breccia nei cuori dei motociclisti europei, di certo è un buon punto di inizio per delle Harley votate maggiormente alla guida.
Pregi
Look – Erogazione del motore - Freni
Difetti
Alcune finiture – Mancanza serrature serbatoio e sella
Francesco Paolillo
17/09/2008
Sono stati inseriti 11 COMMENTI. Commenta »
1. prova statica....ok
non l'ho guidata ma da seduto in sella mi sembra veramente stupenda, buona posizione (rispetto a una custom è un'altro mondo!!!)
e guidata l'ulisses, circa lo stesso motore, prometto molta soddisfazione. insomma
ben fatto mamma harley!!!!
Eddy25 - 26/09/2008 23:13
2. Buona
Ben fatta buona posizione di guida ottimo motore con un tiro hai bassi invidiabile ,molto agile ed intuitiva non si fatica a trovare il limite , unico neo all'ant.forcella non registrabile e troppo morbida di serie ma è gia pronto il kit della casa per indurirla .
ale200717 - 06/10/2008 09:55
3. mmm...
beh, io uno sportster l'ho avuto, e questo dovrebbe mettere fine ad alcuni difetti che rompevano le scatole su una gran moto. i 3500 euro per i particolari racing li spenderei subito, la moto è più bella e leggera, non capisco il cerchio di serie da 18, oppure cambierei il serbatoio che non mi fa impazzire, ma cmunque secondo me troverà il suo posto tra i nostri monti...
fillo07 - 16/10/2008 11:18
4. meglio la griso!
Ci risiamo:giù a tessere lodi all'ennesimo prodotto del marketing, ammirati di fronte ad un pugno di viti da ferramenta (non sono parole mie, ma di autorevoli riviste specializzate)assemblate ad appannaggio esclusivo dei gusti ITALIANI (non europei, ce lo vedete un tedesco su una moto del genere?) e in incosciente adorazione di un motore obsoleto almeno quanto il Guzzi.....con la differenza che con la Griso, oltre ad acquistare una moto con una linea mozzafiato, acquisti anche forcelle e mono pluriregolabili, tubi in treccia, brembo oro, risers e piastre in alluminio lavorati artigianalmente, una strumentazione degna di una moto del III millennio,leve regolabili, pezzi pregiati ovunque e persino due comode serrature per sella e serbatoio! Il tutto per un prezzo (abbondantemente scontato)inferiore all'XR, ed un gusto alla guida almeno pari.......meditate gente, meditate!
romario - 07/10/2008 00:21
5. bellissima yankee!!!
La linea è da mozzafiato>!>> il design americano ha fatto granfi passi avanti. In Europa e nella patria del sol levante nessuno ha avuto tale coraggio e spregiudicatezza nel proporre un mezzo cosi futurista. Ho già messo in vendita la mia honda.
alias02 - 02/10/2008 20:42
6. C'è di meglio in giro!!!
SInceramente dopo averla provata posso dire che ora non ho più dubbi, non comprero' mai una harley. A parte i soldi che chiedono (meglio comprare una bella monster ducati) ma la moto in città è un bel cancello da guidare. Se poi vuoi fare una bella guida sportiva sulle nostre alpi, devi avere un bel fisico ogni volta che devi fare i cambi di direzione e tirare su la moto dopo una piega. Molto meglio il Made in Italy!!!
alias02 - 26/12/2008 23:23
7. Fascino per chi ha superato gli "anta"
la moto è stupenda, il look della versione trofeo è un mix di sensazioni racing e odore di gomma bruciata... sicuramente non è una moto per tutti ma potrebbe riaccendere gli ardori agonistici tra quegli "ex" che hanno ancora voglia di divertirsi tra i cordoli !
Speriamo che il Trofeo venga organizzato e frequentato tenendo conto dello spirito della moto.
a me piacerebbe esseci!
Svirnicio01 - 18/09/2008 18:24
8. Provata il 4 ottobre
Ho avuto modo di farci un giretto di 15 min dal concessionario di Reggio Emilia.
Speravo che la XR unisse il fascino e l'estica della H-D con delle cartteristiche dinamiche decenti dopo avere venduto il mio Dyna street Bob a marzo perchè, per quanto fosse bello, non ne potevo più di guidare un simile cancello.
Effettivamente l'estetica della XR è bella (almeno, secondo me) anche se proprio non digerisco la ruota anteriore da 18" per la quali si farà anche fatica a trovare le gomme. Non per niente il kit trofeo ha entrambe le ruote da 17"!
In sella, per me che sono 1.90m le pedane sono troppo vicine alla sella, a parte questo è tutto al suo posto. In movimento il motore è davvero deludente. Poco potente, poco pronto a prendere giri e con molte inerzie, peccato! Il cambio è il solito H-D, fa quello che può.
La ciclistica non sembra male (ma considerate che le uniche pieghe erano le rotonde...). La moto può piegare abbastanza prima di grattare le pedane, e le sospensioni funzionavano bene sull'asfalto liscio, peccato il che il telaio avesse una rigidità torsionale da "moto d'epoca" che dava una strana sensazione nei "pif-paf all'ingresso delle rotonde.
Un paio di frenate al limite del bloccaggio hanno causato delle vibrazioni all'avantreno senza impressionare molto per l'efficacia, forse dovevo usare anche il freno dietro? boh, io me ne dimentico sempre.
Sulla strada del ritorno me ne andavo bello rilassato ed effettivamente ho motato che la moto è gradevole per andare a spasso. Alla fine nonostante il look da gara rimane sempre una Harley.
valkyrider - 09/10/2008 11:56
9. XR 1200 R e GRISO?
Vero è che la saldatura della parte terminale delle marmitte non è affatto il massimo, vero è che alcune viti sembrano appartenere alla ferramenta piu' economica e vero è che non è concepibile la mancanza di serrature per il tappo serbatoio né per il vano sottosella...
Vero è pure che la linea è un parametro decisamente personale, il che significa che la Griso ha la sua personalità ma definirla mozzafiato è decisamente soggettivo e, a mio avviso, eccessivo...
Il divertente arriva quando la strumentazione della Griso viene definita da III millennio... ciò significa che in futuro la plastica piu' oscena pervaderà la nostra vita?
Se parliamo di strumentazione allora la BMW come si colloca?
fabietto64 - 08/10/2008 11:45
10. Ognuno faccia quel che sa fare....
Negli anni passati non esitavo a criticare i custom giapponesi che si ostinavano a copiare le Harley. Oggi, con la medesima coerenza, non riesco ad accettare le Harley che vogliono dare filo da torcere alle sportive.
Già con il Vrod mi erano girate le scatole ( e tant'è vero che lo comprano solo i modaioli e se lo rivendono dopo 5000 chilometri...perchè si stancano...)
Le Harley sono moto americane pensate per dei bestioni che il più piccolo pesa 100 chili. Le sportster se le comprano in America o i ragazzini di 18 anni o le donne. Qui in Italia in cui la natura ha dato prova di sè più nel talento culinario che nella possanza fisica, meno male che oggi la gente va in palestra!!
Sapete cosa mi manca davvero nel panorama Harley? Cosa comprerei subito perchè penso che ne hanno fatte di belle negli anni 70? Una bella scrambler con le ruote tassellate da deserto: tutta metallo, coppia ed intraversate, MA LEGGERA!!!!!!!! Una 750 R!!!!
Ve lo dice un'Harleysta da più di 15 anni....bisogna fare quello che si sa fare. In autostrada quando mi passano quelli giapponesi, li saluto anche...se si divertono a 270...io sono contento per loro, mentre mi rilasso e guardo il paesaggio.
Bambam75 - 13/03/2010 16:18
11. un modesto parere
Pesa più di 250 kg e ha poco più di 90 CV, non vedo come la si possa chiamare "sportiva"; ha un look accattivante ma poi scopri che non puoi nemmeno chiudere a chiave il serbatoio (che per altro ha una capienza risibile); il prezzo é blindato e non esattamente "popolare" e tutto questo per una moto che ha tutti ma proprio tutti i difetti delle hd...mi sorge una domanda spontanea: ma non sarà mica che gli americani ci prendono per fessi?
crisma - 05/04/2010 00:57