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Test gomme

Continental ContiRoadAttack 3

- Il nuovo pneumatico Continental migliora dal punto di vista delle prestazioni sul bagnato e nelle caratteristiche di guida, rispetto al predecessore ContiRoadAttack 2. Lo abbiamo provato su un'ampia gamma di moto di tipologia differente: vediamo come si è comportato

Continental Corporation è un colosso che comprende cinque settori industriali separati: Powertrain, Interior, Conti Tech, Chassis & Safety e, naturalmente, Tires. Un gigante, che quando ha deciso di entrare in un settore lo ha fatto ai massimi livelli, con programmi di espansione di grande spessore. Continental nel settore dei pneumatici è leader nel primo equipaggiamento auto, mentre in quello moto, anno dopo anno, sta ampliando la propria offerta di prodotti. Prodotti che stanno migliorando sotto molti punti di vista, e il nuovo ContiRoadAttack3 ne è la conferma. Un pneumatico che relega il predecessore ContiRoadAttack 2 alla “seconda fascia”, quella meno cara, ma comunque sempre a listino.

 

 

Pneumatico step 3

Gli obiettivi che hanno accompagnato lo sviluppo del ContiRoadAttack 3 sono stati principalmente due, ovvero migliorare le capacità di handling e incrementare le prestazioni sul bagnato: questo attraverso due tecnologie che gli ingegneri hanno denominato EasyHandling Technology e RainGrip Technology.

Da dove si inizia a lavorare su un pneumatico, se non dalla struttura, anche detta carcassa, e sulle alchimie della mescola?
Proprio da qui sono partiti i tecnici tedeschi, ridefinendo i parametri strutturali del ContiRoadAttack 3, caratterizzato da una struttura con cintura in acciaio a 0°, sulla quale è aggrappato un battistrada che, grazie ad un particolare trattamento, pur essendo mono mescola si comporta da multi mescola, cambiando le caratteristiche man mano che dal centro ci si sposta, in fase di inclinazione, sulle spalle del pneumatico. Questo ha influito sul cosiddetto fattore “EasyHandling”, che ha reso il ContiRoadAttack 3 particolarmente equilibrato nel comportamento, con capacità di adattamento a tipologie di moto differenti, dalle più leggere alle più pesanti (a queste ultime è dedicata la versione con dicitura “GT”).

Le dimensioni previste sono le seguenti. Anteriore con cerchio da 17": 110/70, 120/60 e 120/70. Con cerchio da 18": 100/90, 110/80 e 120/70. Con cerchio da 19": 110/80 e 120/70.
Posteriore con cerchio da 17": 130/80, 150/70, 160/60,170/60, 180/55, 190/50 e 190/55. Con cerchio da 18": 130/80 e 160/60.

 

Il nostro test

Questa caratteristica l’abbiamo apprezzata nel test su strada, durante il quale ci siamo alternati alla guida di moto dalle caratteristiche davvero differenti. Ducati Multistrada 1200 e Yamaha MT-10 hanno davvero poco in comune, così come poco hanno da condividere una BMW GS 1200 e una Yamaha MT-09. Ebbene, il ContiRoadAttack 3 ne esce più che bene: certamente il clima secco e soleggiato non ha permesso di saggiarne le capacità e le eventuali migliorie dinamiche nella guida su bagnato, ma quello che che è emerso è il comportamento equilibrato, il grip elevato e le ottime caratteristiche di smorzamento delle asperità stradali di questo prodotto, a prescindere dalla moto sulla quale è montato.

La definizione “EasyHandling” si adatta perfettamente a questo pneumatico sport touring dalle ottime caratteristiche di agilità, con un grip davvero elevato, almeno su asfalto asciutto, preciso e costante nel rendimento e con spiccate doti di adattamento alle diverse tipologie di moto, più o meno potenti e più o meno pesanti, il ContiRoadAttack 3 mantiene la traiettoria anche quando si va a inserire la moto in curva ancora con i “freni in mano”, non si presenta quindi quel fastidioso fenomeno, anche detto “stand up”, che tende a far raddrizzare la moto in curva quando si agisce sul freno anteriore.

Da tenere ben presente quanto consigliato dai tecnici, ma soprattutto dai collaudatori Continental, e cioè che "i pneumatici vanno sostituiti quando lo spessore degli intagli scende a due millimetri, soglia sotto la quale le prestazioni su asfalto bagnato calano drasticamente, così come su asfalto asciutto (il pneumatico fatica a raggiungere e mantenere la temperatura di esercizio ottimale)". Questo consiglio è in contrasto con le normative vigenti nei diversi Paesi del Vecchio Continente, che incredibilmente partono dagli 1,6 mm di Francia, Spagna e Germania, che diventano 1 mm in Italia, Danimarca, Svezia e Finlandia, e addirittura 0,8 mm in Inghilterra (Paese notoriamente soggetto a siccità e temperature miti!...).

 

 

Maggiori informazioni:

Luogo: Palma di Maiorca (Spagna)
Meteo: Sole 18°
Foto di: Continental

Abbigliamento:

Giacca: OJ Unstoppable
Pantaloni: OJ Sole
Stivali: Alpinestars
Casco: Caberg Ego Quartz

 

  1 di 11  
  • Utente_qualsiasi, Ravenna (RA)

    Montate sulla mia Harley-Davidson XR1200. Attualmente ci ho fatto 200Km in montagna per provarle. Nulla di più. Le prime sensazioni sono buone. Ottima tenuta e calde subito. Le avrei preferite un filo più stabili. Mi danno anche loro qualche sensazione di "nervosismo" che altre marche, esempio Metzeler, non mi hanno mai dato. Comunque credo che mi ci troverò bene.
  • AlGa., Padova (PD)

    queste prove lasciano sempre il tempo che trovano, mi piacerebbe che fossero messe a confronto diverse moto e diverse marche, come a suo tempo fece Dunlop per le (allora) ottime Roadsmart.
    Solo così è possibile valutare la bontà di una gomma (ovviamente non è una critica alla redazione, quanto allo scarso "coraggio" del produttore).
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