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MotoGP. GP d'Australia 2016. Lo sapevate che...?

- Che Viñales è caduto perché stava guardando il maxischermo? Perché Stoner, ambasciatore Ducati, non c’era nel GP di casa? Io l’avevo detto…
MotoGP. GP d'Australia 2016. Lo sapevate che...?

CONFRONTO 2016/2015

Ecco il confronto dopo 16 gare tra i punti realizzati da alcuni piloti nel 2016 e nella passata stagione.

Márquez 273/222 (+51); Rossi 216/296 (-80); Lorenzo 192/285 (-93); Viñales 181/44 (+);Pedrosa 155/165 (-10); Crutchlow 141/107 (+34); Dovizioso 137/153 (-36); Iannone 96/188 (-92).


CONFRONTO IN CASA

Ecco invece il confronto tra compagni di squadra o di moto: chi è arrivato più volte davanti in gara nei primi 16 GP della stagione (tra parentesi il confronto in prova)

Lorenzo/Rossi 7/8 (8/7); Márquez/Pedrosa 13/2 (14/1); Dovizioso/Iannone 5/5 (5/6); Viñales/A.Espargaró 14/2 (12/4); Smith/P.Espargaró 3/9 (4/9); Bautista/Bradl 9/6 (7/9).


PETRUCCI/REDDING: PACE FATTA

Dopo il contatto ad Aragón, erano volate parole grosse tra Danilo Petrucci e Scott Redding, che aveva chiosato: «Non mi ha nemmeno chiesto scusa, non ho più rispetto per lui», i due piloti del team Pramac sono tornati a parlarsi in Australia, dopo un GP, quello del Giappone, da separati in casa. Ma a Phillip Island, grazie al team manager Francesco Guidotti, i rapporti sono tornati cordiali, i due si sono chiariti e, addirittura, hanno anche condiviso la casa che li ospitava. «Non gli avevo chiesto scusa, perché, dopo le dichiarazioni che aveva fatto, non sapevo come avrebbe reagito» spiega Petrucci, che aggiunge un particolare interessante. «Entrambi abbiamo faticato a gestire la possibilità di conquistare l’unica GP17 a disposizione del team per il 2017. Eravamo più nervosi, ma è una situazione che c’è in tutti i team».


BARBERÀ: “UNA GRANDE OPPORTUNITA’. MA CHE SFORTUNA”.

L’avventura di Hector Barberà in sella alla Desmosedici ufficiale dovrebbe essere finita (in Malesia dovrebbe tornare Andrea Iannone): il pilota spagnolo racconta queste due gare forse irripetibili. «E’ stata una grande opportunità, ma sono anche stato un po’ sfortunato. A Motegi mi ero fatto male in passato, e non è esattamente la mia pista preferita; lo è, invece, Phillip Island, dove sono sempre andato forte. Ma il meteo non mi ha certo dato una mano: io avevo bisogno di girare sull’asciutto, di conoscere una moto completamente differente dalla GP14.2 che uso abitualmente: quella la conosco e la sfrutto al 100%, la Desmosedici l’ho utilizzata al 15% del suo potenziale».


STONER AMBASCIATORE DUCATI. MA A PHILLIP ISLAND NON SI E’ VISTO

Quando si parla di Casey Stoner c’è sempre qualcosa da rimarcare: diciamo che l’australiano, fenomenale in sella, fa sempre parlare di sé anche fuori dalla pista. Come è noto, dall’inizio dell’anno Stoner non è solo il collaudatore di lusso della Ducati, ma ne è anche “ambasciatore” nel mondo. Così ha fatto specie che a Phillip Island, nella “sua” Phillip Island, Stoner non ci fosse, lasciando piuttosto perplessi i responsabili dello sponsor che avrebbero voluto utilizzarlo per eventi promozionali. Ma Casey ha preferito rimanere a casa sua: forse non aveva voglia di rispondere alle tante persone che sicuramente gli avrebbero chiesto come mai aveva deciso di non correre in Australia (e prima in Giappone), per sostituire l’infortunato Andrea Iannone.


UN SEGNO DEL DESTINO

Mattia Pasini era grande amico di Marco Simoncelli, scomparso purtroppo il 23 ottobre di cinque anni fa. Per una casualità – o per un segno del destino, per chi ci crede – al team Italtrans, la squadra di Moto2 per la quale corre Mattia, è stato assegnato il box 58, ovvero il numero di Super Sic. Forse è anche per questo – sempre per chi ci crede - che Pasini ha conquistato il secondo posto in qualifica, suo miglior risultato di sempre in questa categoria, e in gara Mattia è andato forte come mai prima sull’asciutto in Moto2: si stava giocando il podio, prima di scivolare a pochi giri dal termine. «Avrei voluto dedicarlo al Sic» ha poi commentato Pasini.
 


MOTO UFFICIALE: CAMBIANO TANTI DETTAGLI

Nicky Hayden quest’anno ha avuto la possibilità di guidare la RC213V “clienti” del team Marc VDS, come sostituto di Jack Miller, e la RC213 “ufficiale” del team HRC, come sostituto di Dani Pedrosa. Curioso come la differenza tra le due moto, secondo Hayden, sia soprattutto nei dettagli. «Sì, la base è la stessa, cambiano piccole cose, alle quali, però, bisogna abituarsi: per esempio, il “dashboard”, il cruscotto di bordo è differente, necessita un po’ di abitudine».


CADO... NON CADO...CADO

Singolare quanto accaduto ad Andrea Locatelli nella FP3 della Moto3. Uscendo dal box, Locatelli è incappato in una macchia di umido, ha perso il controllo dello sterzo, ma una frazione di secondo prima di finire a terra nella pit lane è riuscito a rimanere in sella e a entrare in pista. Ma quando è arrivato alla curva 10, il tornantino a destra in discesa, ha messo le gomme sulla riga bianca ed è finito a terra. Evidentemente, non era il suo giro…


VIÑALES SI DISTRAE E FINISCE A TERRA

Sempre in tema di cadute quanto meno anomale, nelle FP3 della MotoGP Maverick Viñales è finito lungo alla curva quattro, un punto dove c’è una via di fuga in asfalto che i piloti utilizzano spesso quando sbagliano la frenata. Lì in zona c’è anche un mega schermo: rientrando in pista, Maverick si è distratto nel guardare le immagini, ha perso il controllo della sua Suzuki ed è finito a terra.


I FRENI IN ACCIAIO INIZIANO A SCALDARSI

Quando piove, come è noto, in MotoGP i dischi in carbonio vengono sostituiti da quelli in acciaio, perché per funzionare quelli in carbonio hanno bisogno di alte temperature. Ma le MotoGP adesso sono così potenti e pesanti che i freni in acciaio iniziano a soffrire anche quando piove, nonostante quella di Phillip Island non sia certo una pista che stressa particolarmente l’impianto frenante: al termine delle FP1 sono state verificate temperature molto elevate sui dischi.


JEREMY BURGESS CONSULENTE PER LA SICUREZZA

Nel paddock di Phillip Island si è visto Jeremy Burgess, che ha raggiunto il circuito in macchina da casa sua, distante circa 800 km. Molto sereno e rilassato, Jeremy ha svelato di lavorare assieme a Kevin Schwantz, Kevin Mcgee e Chris Vermeulen per lo stato di Victoria (la regione che comprende Melbourne e Phillip Island) per la sicurezza dei circuiti. A 56 anni, Burgess è un “pensionato” a tutti gli effetti: ha raccontato di giocare molto a golf e a tennis. Naturalmente ha incontrato Valentino Rossi, ma tutti gli addetti ai lavori si sono fermati a chiacchierare con lui: davvero una persona piacevole. Riguardo al campionato, Burgess ha fatto una battuta sulle Michelin: «Purtroppo si continua a cadere, come accadeva a inizio campionato: non sembra che ci sia stato un grande miglioramento».


DOOHAN IN ITALIA, IL FIGLIO CORRE CON I KART

Non c’era, invece, Mick Doohan, volato in Italia, a Lonato del Garda, per seguire il figlio Jack, che sogna di diventare pilota di F.1. Per il momento Doohan jr corre con i kart, e papà Mick, che pure aveva cercato di tenerlo lontano dai motori («in particolare dalle moto, però»), lo assiste da vicino.


ALBESIANO TORNA IN MALESIA

Romano Albesiano non c’era in Australia (e nemmeno in Giappone): il direttore tecnico dell’Aprilia è rimasto a Noale per risolvere questioni amministrative. Tornerà ai box nel prossimo GP in Malesia.
 


CAMBIO MOTO IN VERSIONE 2017

Dal 2017 il regolamento imporrà ai meccanici ai box di effettuare il cambio moto durante il “flag to flag” indossando abbigliamento specifico, tra cui il casco. A Phillip Island la HRC ha fatto una prova durante le FP4, effettuando un cambio moto come se fossimo già nella prossima stagione. Al di là del colore dei caschi, completamente sbagliato rispetto a quello dello sponsor Honda, è parso un po’ strano vedere i meccanici vestiti in quel modo. E’ sempre così quando c’è una novità: l’anno prossimo, quando tutti indosseranno i caschi (ma solo durante il cambio moto in pit lane, non lo devono tenere anche dentro al box, come invece avviene in F.1) nessuno ci farà più caso.
 


DOPOGP SEGUITO ANCHE IN AUSTRALIA

DopoGP, l’approfondimento sui gran premi in onda su Moto.it il martedì successivo ad ogni gara, condotto da Nico Cereghini con ospite l’ingegner Giulio Bernardelle, viene seguito anche in Australia: sono stati tanti gli appassionati italiani che vivono nella terra dei canguri che hanno fatto i complimenti per la trasmissione. Come Gianni (nella foto), che da due anni è emigrato a Sydney. «E’ un appuntamento che seguo ogni martedì con grande interesse». Grazie Gianni, e grazie a tutti. Vi aspettiamo martedì prossimo su Moto.it


IO L’AVEVO DETTO

Max Biaggi (6 volte Campione del Mondo, su twitter): «La gara si deciderà negli ultimi giri».

  • Stiducatti, Corsico (MI)

    Sì, Stoner mi sta facendo un po' girare le palle. Sei un collaudatore Ducati, sì o no? Perché se la risposta è 'sì', allora quando uno dei piloti ufficiali dovesse farsi male, TU sei il primo sostituto designato, perché conosci la moto come e più degli ufficiali, perché hai l'occasione di girare su una o più - dipende dalla gravità dell'infortunio di quello che sostituisci - piste del mondiale, raccogliendo dati importanti, magari montando sulla tua desmo dei particolari da valutare ecc ecc...

    Che adesso si siano tutti fissati sul fatto che Casey debba scendere in pista solo quando in grado di stupire, confermare, addirittura con la pretesa di giocarsi la vittoria, mi pare una ca**ata.

    Si è sempre dichiarato un tester? Tra i doveri del tester ci sono anche le sostituzioni.

    Che faccia il tester, allora.
  • Gianni Full Throttle

    Ciao Zam! Grazie a Te, a Nico e all'ing. (come amichevolmente lo chiami tu). :) Siete strepitosi. DopoGP e' una fonte di informazione cruciale per appassionati come me che sono lontani dall'Italia. Un grazie immenso a Te per aver reso ancora piu' indimenticabile la mia esperienza a Phillip Island! Il Motomondiale e' uno Sport meraviglioso fatto e raccontato da persone altrettanto meravigliose. Un caloroso saluto da Sydney e....gas a Martello! :) P.s. il prossimo anno, come ci siamo detti, speriamo si parli meno di gomme :)
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