SBK 2026. Danilo Petrucci: “La mia vittoria più bella? Sentire attorno a me l’affetto della gente”.

SBK 2026. Danilo Petrucci: “La mia vittoria più bella? Sentire attorno a me l’affetto della gente”.
“A fine gara ho impiegato un ora a percorrere la pit line, perché da ogni box usciva qualcuno per stringermi la mano, per abbracciarmi e salutarmi”. “Io sono e sarò sempre un grande appassionato di moto”.
18 ottobre 2026

Nel caotico dopo gara di Jerez, nel momento dei festeggiamenti e dei saluti, l’incontro più toccante è stato quello con Danilo Petrucci. Il ragazzone di Terni aveva gli occhi lucidi e davanti ai giornalisti italiani si è confidato e ci ha spiegato il turbine di emozioni e di sentimenti che stava vivendo, con la sincerità e la generosità che da sempre lo contraddistinguono.

Sei commosso?

“Purtroppo quando sono molto contento io mi metto a piangere, ed oggi al termine della gara è stato così. Mentre percorrevo l’ultimo giro mi è passata davanti tutta la mia carriera e mi sono messo a piangere nel casco quando ho pensato che non capita a tutti di correre per 15 anni nei maggiori campionati mondiali. Di correre con la Ducati ufficiale e con la KTM ufficiale in MotoGP, con la BMW ufficiale in Superbike, quindi con le tre più grandi aziende europee di moto. Il mio è stato uno straordinario percorso”.

Hai avuto una carriera incredibile

“Si e sono felicissimo di quanto ho fatto nella mia carriera. E’ stato tutto bellissimo. Mi dispiace solo che quest’anno con la BMW non sono riuscito a raggiungere gli obiettivi che ci eravamo prefissati, ma posso dire di aver trovato un gruppo di persone fantastiche, che mi ha aiutato tanto, sino alla fine. E questo è stato un po il filo conduttore della mia carriera, perché dove sono andato ho trovato persone che mi hanno voluto bene e questo è certamente uno dei più grandi risultati che io abbia raggiunto”.

La gente ti vuole bene perché ti sente vicino, ti sente come uno di loro.

“Guarda è’ un po come per i cantanti. Puoi fare musica in tanti modi, ma quando riesci a fare dei concerti e a condividere la tua musica con il tuo pubblico, creando emozioni allora raggiungi il massimo. Vedere la gente attorno a te che si emoziona per quello che riesci a fare è una soddisfazione enorme. L’affetto della gente che ti circonda, delle persone che ti seguono e ti ammirano non lo puoi comperare e oggi mi ha commosso l’affetto che mi hanno dimostrato in tanti, meccanici, piloti ed addetti ai lavori. Alla fine della gara ci ho impiegato un ora a percorrere la pit line, perché da ogni box al quale passavo davanti usciva qualcuno per stringermi la mano, per abbracciarmi e salutarmi. E’ stata una cosa bellissima, che vale più di una vittoria al Mugello o alla Dakar. Emozionare la gente, avere il loro affetto è una cosa fantastica che non pensavo di riuscire a fare e a meritare”.

Ma è proprio finita?

“E’ stato un bellissimo viaggio e continuerà. Non so se in un mondiale o in qualche altro campionato e non sono nemmeno dove, ma questo non è importante, perché ho già vissuto questa esperienza e so che la vita continua e ti può riservare sempre qualcosa di nuovo e di bello. Quando a Valencia nel 2021 ho dato l’addio alla MotoGP pensavo che sarebbe finito tutto ma..…..il sole ha continuato a sorgere e io ho continuato a correre e a raccontare altre storie bellissime, lasciando qualcosa dentro le persone”.

Una carriera lunga e particolare

“Sono partito dalle campagne di Terni quando ero un ragazzino. Senza manager, senza sponsor, senza nessuna esperienza e ora sono qui e quindi devo dire grazie tutti quelli che ho incontrato, che mi hanno voluto bene e che mi hanno aiutato”.

C’è un sogno che non sei ancora riuscito a realizzare?

“Un sogno ce l’avevo: volevo essere campione del mondo, vincere un mondiale almeno una volta nella vita. Dopo la MotoGP sono stato in America e poi sono venuto qui in Superbike anche perché speravo di riuscire a vincere il titolo mondiale. L’anno scorso per un periodo sono stato terzo in classifica e quindi non ero tanto lontano dal realizzare la mia ambizione. Purtroppo non ci sono riuscito, ma guardandomi indietro mi accorgo di aver comunque avuto una carriera bellissima e di aver vinto in tutte le categorie nelle quali ho corso. Questo mi rende unico e mi ricompensa di quel titolo mondiale che non è mai arrivato”.

Se potessi tornare indietro sceglieresti ancora la BMW?

“Ho scelto BMW anche perché volevo vincere il mondiale. Non ci siamo riusciti, ma BMW è sempre stata il mio obiettivo in Superbike e se tornassi indietro la sceglierei altre mille volte”.

Alberto Vergani il tuo manager dice che non sei bravo a fare le trattative economiche

“E ha ragione. Alberto mi ha sempre rimproverato perché io non so fare le trattative con i team o con le case, perché si accorgono subito che io correrei anche gratis. Sono e sarò sempre un grande appassionato di moto”.

Quando deciderai cosa fare?

“Come vi dicevo sono contento di quello che ho fatto, ma so anche che ad un certo punto bisogna capire la propria situazione e riconoscere i propri limiti. Non so ancora come e dove continuerò, ma che la vittoria più bella l’ho già ottenuta: sono riuscito a provocare delle emozioni e ho sentito attorno a me l’affetto della gente”.

Naviga su Moto.it senza pubblicità
1 euro al mese
Caricamento commenti...