Sapienza Gladiators Racing Team: obiettivo Aragón

Sapienza Gladiators Racing Team: obiettivo Aragón
  • di Alfonso Rago
Alla Facoltà di Ingegneria di Roma sta nascendo Biga, in gara al MotoStudent International Competition
  • di Alfonso Rago
17 aprile 2018

SGRT: dietro queste quattro lettere si cela un gruppo di giovani ingegneri che hanno scelto come simbolo un casco integrale che ricorda un elmo da battaglia, quasi ad unire lo spirito delle gare in moto con la tradizione romana.

E’ il Sapienza Gladiators Racing Team, che fin dal nome si richiama alla storia millenaria della Capitale: la base operativa è alla facoltà di Ingegneria dell’Università Sapienza di Roma, sede bellissima con vista Colosseo.

Il progetto ha preso vita lo scorso anno: articolato su tre semestri, vivrà l’atto finale il prossimo ottobre ad Aragón, in Spagna, dove arriveranno moto da tutto il mondo per designare le vincitrici del MotoStudent International Competition, affascinante sfida che coinvolge università di ogni continente.

La competizione, giunta alla quinta edizione, cresce in maniera esponenziale, attirando sempre nuovi competitor: alle facoltà italiane ormai veterane, come Torino e Padova, si sono via via aggiunte Brescia e Milano, fino alla new entry romana.

Questo nel segmento dei veicoli con motore endotermico; esiste infatti anche la sezione elettrica, nella quale competono Bologna e Modena.

Ora in pista, come un ambizioso rookie, irrompono i ragazzi dell’SGRT, composto da 18 studenti divisi in cinque reparti: Vehicle Dynamics, Engine, Aerodynamics, Electronics, Operations, guidati dalla team leader Beatrice De Santis (ed è una bella notizia che ci sia una ragazza a dirigere le operazioni in un mondo fortemente caratterizzato dal predominio maschile), mentre il referente accademico è il professor Antonio Carcaterra, ordinario presso il Dipartimento di Meccanica e Aerospaziale della Sapienza e Presidente di Sapienza Innovazione.

Alcuni rappresentanti del SGRT: da sinistra, Giuseppe Stornelli (Responsabile Tecnico Vehicle Dynamics); Andrea Fratini (Capo Reparto Operations); Jacopo Di Resta (Responsabile Progettazione Motore); Beatrice De Santis (Team Leader); Giuseppe Vincenza Castellitto (Reparto Motore)
Alcuni rappresentanti del SGRT: da sinistra, Giuseppe Stornelli (Responsabile Tecnico Vehicle Dynamics); Andrea Fratini (Capo Reparto Operations); Jacopo Di Resta (Responsabile Progettazione Motore); Beatrice De Santis (Team Leader); Giuseppe Vincenza Castellitto (Reparto Motore)

Si capisce al volo che sono studenti particolari, che non si accontentano di passare ore sui libri, ma allo studio teorico uniscono la voglia di sperimentare, progettare, mettersi alla prova; il tutto, senza alcun tornaconto diretto, ma solo con la speranza che tanto impegno possa venire apprezzato in concreto, quando si rivolgeranno al mondo del lavoro.

E così, dopo un anno di impegno, ormai siamo alla stretta finale: giornate (e spesso nottate…) di progettazione al computer, discussioni, analisi e confronti, hanno prodotto il profilo definitivo della moto, che si chiama Biga, ulteriore richiamo al mondo di Roma Antica. 

I limiti di regolamento, come spesso accade in contesti analoghi, sono piuttosto stringenti: niente interventi sul motore e sul cambio, peso minimo della moto di 95 kg, misure di carenatura obbligate.

Il prototipo, come gli altri in gara, sarà equipaggiato con componenti forniti dall’organizzazione, a partire dal monocilindrico KTM RC 250 4T che, essendo sigillato, non potrà subire interventi di alcun tipo; ci sono poi pneumatici Dunlop, anteriore da 90/70 R17 e posteriore da 115/70 R17, montati su cerchi OZ; mentre per l’impianto frenante, con elementi da 290 e 170 mm, sono previste pinze radiali e pompe freno della J.Juan.

La scelta del motore austriaco - che è parente molto stretto dell’apprezzato 390 cc, ed è presente sui mercati asiatici, ma ufficialmente non disponibile in Europa - è anch’essa una novità: nelle precedenti edizioni la base termica era sempre stata Honda, e quindi l’adozione del mono KTM scompagina un po’ le carte, dato che essendo inedito per tutti (almeno da questa parte di mondo) riduce il gap tra i team in gara.

Nel suo progetto, SGRT ha puntato su soluzioni collaudate abbinate a qualche novità potenzialmente capace di fare la differenza: abbiamo così un telaio a traliccio in alluminio abbinato ad un classico forcellone a due bracci dello stesso materiale, elementi su cui lavorano una forcella Andreani a steli rovesciati da 43 mm ed un mono Öhlins regolabile in precario e compressione; manca però l’airbox, la posizione del serbatoio della benzina è inconsueta, e non è stato ancora deciso l’andamento preciso dell’impianto di scarico.

Non possiamo, per ovvi motivi di riservatezza, rivelare tutti i dettagli della moto, che contiamo di presentare in un prossimo articolo quando sarà pronto l’esemplare pronto per la gara.

MotoStudent Competition

In ambito universitario è la competizione più interessante e stimolante, che coinvolge studenti di tutto il mondo.

Giunta alla quinta edizione, ha come obiettivo l’applicazione concreta di tutte le conoscenze acquisite dai neo-ingegneri durante i loro studi: il tutto condensato in un vero progetto industriale, che prevede l’ideazione, lo sviluppo, l’industrializzazione e la produzione di un vero prototipo di moto da corsa, chiamato a confrontarsi con gli altri sul circuito spagnolo di Motorland Aragón.

L’appuntamento per il 2018 è fissato dal 3 al 7 ottobre, con due categorie di veicoli in gara: MotoStudent Petrol (moto dotate di motore a combustione interna, categoria Premoto3) e MotoStudent elettrico (con sistema di propulsione elettrico al 100%).

Alla Petrol sono iscritte ben 47 squadre, provenienti da 17 nazioni di tutto il mondo, America ed Asia comprese.

Le moto saranno giudicate non solo valutandone il tempo sul giro, ma tenendo in considerazione altri parametri, come la maneggevolezza, la capacità di frenata, i consumi, la resistenza alle sollecitazioni dinamiche, premiando non solo la più veloce, ma anche il miglior progetto industriale, il design, l’innovazione.

Insomma, un banco di prova articolato e completo, capace di far emergere vere eccellenze a livello mondiale.

Una competizione non destinata a restare confinata nell’ambito universitario, ma che coltiva la concreta ambizione di offrire uno sbocco nel Motorsport: uno dei team premiati nella scorsa edizione, quello del Politecnico di Torino, ha sviluppato ulteriormente la moto, e nelle scorse settimane ha vinto entrambe le manche della prima prova del CIV a Misano.

Dalle aule di un’università al podio di una gara: è questo il sogno che inseguono anche i ragazzi del Sapienza Gladiators Racing Team.

 

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