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Le Royal Enfield saranno costruite in Inghilterra

- Qualcuno direbbe che il mondo va alla rovescia. E' comunque positiva la notizia dell'indiana Royal Enfield che, viaggiando a gonfie vele, ha deciso di aprire una fabbrica nel Leicestershire entro il 2015. Ritornando alle origini
Le Royal Enfield saranno costruite in Inghilterra

Siddhartha Lal, amministratore delegato Royal Enfield, ha annunciato che la marca indiana aprirà due nuovi stabilimenti e uno di questi sarà in Inghilterra, nello Leicestershire, Midlands Orientali, entro il 2015. L'altro in India verso la metà dell'anno prossimo. L'ex marca britannica, sopravvissuta grazie alla vecchia produzione trasferita in India, tornerà quindi a costruire moto non troppo distante da dove venne fondata alla fine dell'Ottocento. Un ritorno alle origini, non certo nella proprietà, motivato dall'opportunità di aumentare le vendite in Europa e, perché no, per fregiarsi dell'appellativo Made in England. Qualcuno potrebbe dire che il mondo va alla rovescia, e che i nuovi colonizzati sono gli europei, ma non c'è dubbio che i pesi nel mercato della moto stanno cambiando da tempo ed è noto come circa la metà di KTM sia dell'indiana Bajaj e che il 50% della EBR, ex americana, sia in mano alla Hero.

La Casa indiana, con sede a Chennai, ha fatto sapere che investirà nelle due nuove strutture 70 milioni di euro. Royal Enfield sta infatti continuando a crescere grazie alla spinta del mercato interno e al contributo di esportazioni in costante aumento, tanto che l'anno scorso sono state prodotte oltre 300.000 moto, con un fatturato di 425 milioni di euro, e la stima alla fine del 2015 vedrebbe la produzione salire addirittura a 450.000 unità. Recentemente sono entrati a rafforzare la struttura anche Pierre Terblanche, già responsabile del centro stile Ducati, e Simon Warburton che fino all'anno scorso ha ricoperto la carica di product manager alla Triumph.

 

La Royal Enfield, nata dalla Royal Small Arms Factory all'inizio dell'Ottocento, si autopromuove come la più antica casa motociclistica in attività, di fatto la sua prima moto risale al 1901 per cui il primato vede effettivamente pochi contendenti. Dopo un promettente inizio, buoni risultati al Tourist Trophy come a Brooksland, importanti forniture militari e la famosa Bullet – questa sì la più antica moto in produzione – nacque una collaborazione con l'indiana Madras Motors a metà degli anni Cinquanta. Per cui quando la fabbrica inglese di Bradford-on-Avon cessò l'attività, nel 1970, e la compagnia fu soppressa un anno dopo, la produzione Royal Enfield proseguì in India con la Bullet 350 costruita su licenza.

Si arriva così al 1994, quando il gruppo indiano Eicher acquisisce la Enfield India e subito dopo rileva il marchio Royal Enfield. Nel 2000 avvengono due fatti importanti, l'apertura di un nuovo stabilimento nell'area di New Delhi e la presentazione delle nuove Bullet 350 e 500, che poi saranno dotate di iniezione elettronica ed esportate in tutto il mondo.
Notizia recente è la registrazione del nome “Himalayan” per un futuro modello in arrivo.

  • Skleros, Torino (TO)

    Precisazione al commento #01 (Tirone)

    Non sono un "Benellista" (o come si dice) ma mi pare proprio che Benelli, oltre ad avere la fabbrica in Italia, progetta le sue moto in joint venture tra Italia e Cina.
    In pratica, da quello che so io, il capitale è Cinese, l'R&D Italo/Cinese e la produzione in Italia.
    Altrimenti iniziamo a dire che anche Ducati non è più italiana solo perché il capitale è tedesco.
  • Massimo.Garin, Saint-Pierre (AO)

    nient indiano

    Non si compra indiano sino quando non ritornano i nostri Marò
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