Pugno di ferro di ZXMoto: crepa sulla carena? Indennizzo, licenziamenti e concessionaria out

Pugno di ferro di ZXMoto: crepa sulla carena? Indennizzo, licenziamenti e concessionaria out
Zhang Xue, il carismatico fondatore di ZXMoto, ha reagito con mano pesante a un reclamo su una moto appena uscita dal concessionario. Difetto ignorato? Il manager non ha esitato a stroncare il responsabile in diretta social
13 maggio 2026

Tutto è accaduto in una concessionaria cinese, dove un cliente ha segnalato il difetto sulla sua ZXMoto 820RR nuova di pacca. Zhang Xue è intervenuto davanti a migliaia di follower esonerando sul colpo il capo del controllo qualità, accusandolo di negligenza grave. “Zero tolleranza per chi tradisce la fiducia dei nostri appassionati”. Non contento, il patron ha disposto un indennizzo totale al cliente, con la sostituzione dell’intera moto oltre a un risarcimento economico di 10.000 yuan (pari a circa 1.250 euro) ad ulteriore gesto di scuse per il disguido.

Il bello è che la vicenda non finisce qua. Nello scambio di messaggi tra la concessionaria e il proprietario della moto, pubblicati sui social, si scopre che il titolare della concessionaria aveva salvato il numero di cellulare del cliente con un nome poco educato. L’appellativo di “fastidioso” ha scatenato l’ira del fondatore di ZXMoto. Mr Zhang, in un batti baleno, ha disposto la cessazione immediata della concessionaria e, una volta accertato che c’erano altre lamentele rivolte al personale, ha deciso di bloccarla e richiedere un indennizzo di 10.000 yuan da destinare ad ulteriore risarcimento del cliente che ha subito il disguido della carena danneggiata. Zhang dichiara: “Se una concessionaria non rispetta i clienti, non merita di vendere le mie moto”.

Insomma, un caso che fa discutere e che sembra offrire uno spunto di riflessione interessante. Dopo decenni in cui si è sempre pensato alle cosiddette “cinesate”, come oggetti su cui il controllo qualità è sempre stato percepito come approssimativo, superficiale e ben distante dalle produzioni d’estrazione occidentale, arriva una storia che ribalta la narrativa. Zhang Xue, con il suo pugno di ferro, non solo licenzia il responsabile e chiude la concessionaria per una crepa su una carena nuova di zecca, ma manda un messaggio inequivocabile: ZXMoto non accetta compromessi.

È il segno di un cambio di paradigma per l’industria motociclistica cinese? Da low-cost si candida a premium, puntando su standard ferrei per conquistare mercati come quello europeo? Certo è che questa è una lezione che, tra scetticismi e curiosità, potrebbe forse ridefinire il futuro delle due ruote made in China.

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