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Viviamo in una società che ha elevato il concetto di "monouso" a sistema di vita. Che si tratti di plastica, di oggetti d'uso quotidiano o di prodotti con un'obsolescenza programmata studiata a tavolino, la tendenza globale dei grandi produttori è quasi sempre la stessa: vendere, far smaltire al cliente e incassare. Il riciclo vero? Troppo costoso, troppo complicato, poco redditizio per chi guarda solo al bilancio di fine trimestre.
Nel mondo dei motori, però, c'è chi ha deciso di provare a spezzare questa catena. E la notizia positiva arriva da Pirelli, che ha lanciato un'iniziativa pronta a dimostrare come anche una gomma arrivata "alla tela" possa trasformarsi in una risorsa preziosa.
Il progetto si chiama "Tyre to Tyre" ("da pneumatico a pneumatico") ed è pensato per fare esattamente quello che dice il nome: prendere gli pneumatici a fine vita e i rottami di lavorazione per trasformarli direttamente in materiali di partenza per nuove coperture stradali e ad alte prestazioni.
Per fare le cose sul serio, il colosso della P lunga ha messo in piedi una vera e propria "squadra speciale" coinvolgendo tre partner d'eccezione: Pyrum, Synthos e BASF.
Il processo parte dallo stabilimento Pirelli in Germania, da cui le coperture usate e i materiali di scarto vengono inviati a Pyrum. Qui entra in gioco la tecnologia:
La Pirolisi - Pyrum decompone termicamente i pneumatici ad altissima temperatura e in totale assenza di ossigeno. Da questo processo si ottengono due materie prime secondarie fondamentali: il nerofumo recuperato (rCB) e l'olio di pirolisi (TPO).
Il riuso del Nerofumo - L'rCB viene affinato e spedito direttamente negli stabilimenti europei di Pirelli per sostituire parzialmente il nerofumo vergine di origine fossile.
La trasformazione dell'Olio (TPO) - L'olio di pirolisi passa nelle mani di BASF, che lo impiega nei propri impianti per sintetizzare prodotti chimici base come butadiene e stirene.
La nuova Gomma Sintetica - Questi componenti chimici passano infine a Synthos, che produce gomma sintetica ad altissime prestazioni pronta per rientrare nella catena produttiva Pirelli. E il cerchio, finalmente, si chiude.
Al momento parliamo di un progetto pilota circoscritto al territorio tedesco. È evidente che, per spostare davvero l'ago della bilancia a livello ambientale e ridurre in maniera drastica le emissioni globali, un'iniziativa del genere dovrà essere scalata su tutti i mercati internazionali.
L'auspicio è che questo esperimento faccia da apripista per l'intero settore automotive. Perché vedere la tecnologia e la chimica applicate non solo per limare i decimi sul giro, ma per salvaguardare il pianeta su cui quelle pieghe le andiamo a fare, è decisamente la notizia che ci piace dare.
"Dimostra come i pneumatici a fine vita possano diventare una risorsa preziosa all'interno di un ciclo industriale strutturato e tracciabile", sottolinea il comunicato ufficiale.