Pericolo cinghiali: la soluzione negli ultrasuoni?

Pericolo cinghiali: la soluzione negli ultrasuoni?
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Sempre più spesso gli animali selvatici provocano incidenti anche gravi, sbucando dalla macchia sulle nostre strade. I dissuasori ad ultrasuoni funzionano in agricoltura e sono facilmente reperibili sul mercato. Ma funzionano davvero sul veicolo?
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3 dicembre 2019

Troppi animali selvatici sbucano improvvisamente sulle nostre strade causando incidenti gravissimi, e talvolta anche mortali.

E’ un problema in costante crescita, come dimostra anche l’analisi di Coldiretti: tra il 2010 e il 2018 gli incidenti con morti e feriti causati dagli animali sulle strade provinciali italiane sono cresciuti dell’81%, una enormità. Ebbene, in diversi Paesi stanno testando un metodo particolare: il fischietto a ultrasuoni da montare sui veicoli.

Da tempo in agricoltura, anche in Italia, i dissuasori (fissi) ad ultrasuoni sono impiegati per allontanare cinghiali, caprioli e daini dai campi coltivati, dalle vigne e dagli uliveti. Le sperimentazioni hanno dato esito positivo, e come sottolineano i coltivatori sono una soluzione innovativa in grado di mitigare i conflitti tra ungulati selvatici ed attività antropiche in modo ecologico, nel rispetto delle caratteristiche fisiologiche e comportamentali degli animali.

Il “fischietto anti-cervo” è distribuito anche in Italia e non costa molto; va applicato sul frontale del veicolo in modo che sia direttamente investito dall’aria e agisca di conseguenza, emettendo il segnale.
E’ una idea che viene dagli USA, in particolare dal Canada: oltre una certa velocità (si stimano 50 chilometri orari) i segnalatori ad ultrasuoni emettono un fischio udibile soltanto dagli animali selvatici anche a una distanza considerevole. Il raggio di azione sarebbe di circa 400 metri. Anche la polizia nazionale canadese, si dice, impiega questi dispositivi, e ciò che vale per difendersi da alci o renne dovrebbe servire anche per caprioli, cervi, cinghiali e scoiattoli.

Naturalmente l’efficacia è tutta da verificare: davvero gli animali saranno infastiditi al punto tale da restarsene nella boscaglia?

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Ci si può provare. Indubbiamente il problema degli incidenti causati dagli animali è grave e in forte espansione.
Conosciamo il caso di motociclisti investiti da grossi cervi, altri caricati dai cinghiali che attraversano la strada in branchi o solitari, altri ancora finiti contro un albero per evitare gli animali.
Spesso il motociclista cade, perde conoscenza e non ricorda nulla; se viaggia solo – come è capitato l’estate scorsa in Calabria, con esito tragico - rischia di restare a lungo senza soccorsi. I gestori delle strade si cautelano installando i cartelli segnaletici triangolari (pericolo: attraversamento animali selvatici), ma spesso non ci basta nemmeno rallentare e procedere con attenzione: qualcuno di noi è stato investito anche da fermo!