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Leggiamo su Motorbox che la Sassonia chiede al governo federale tedesco di farsi promotore a Bruxelles di una modifica alle norme di omologazione: va consentito ai produttori di ciclomotori, tricicli e quadricicli leggeri di alzare la velocità fino a 60 km/h. La soglia dei 45 orari appare in realtà superata: è uno standard europeo nato negli anni Novanta e non deriva da una scelta dei singoli Stati, ma è il risultato del processo di armonizzazione europea. In Italia, per esempio, il limite di velocità per i ciclomotori era storicamente di 50 km/h, prima che ci adeguassimo all'Unione Europea.
Va detto che in Germania alcuni modelli storici, come le Simson che erano costruite all’Est, beneficiano di una disciplina transitoria fissata dal trattato di riunificazione: quei modelli possono già circolare a 60 km/h quando i ciclomotori di nuova omologazione non possono superare i 45 km/h.
La differenza di velocità tra ciclomotori e autovetture è su molte strade oggettivamente pericolosa. Alzare la velocità massima a 60 orari viene visto come una possibile soluzione e a suo tempo è stata promossa una petizione popolare che ha raccolto 52.155 firme. Ma alla fine la proposta si era fermata: il Parlamento tedesco ha rilevato che esistono vincoli invalicabili, imposti dalle direttive europee sulla classificazione dei veicoli.
Ora la Sassonia vuole superare l’ostacolo rivolgendosi direttamente alla fonte del diritto comunitario. La richiesta formulata all'Unione non riguarda soltanto i ciclomotori a due ruote, ma anche i tricicli e i quadricicli leggeri. Se la Germania riuscirà a promuovere con successo la revisione delle regole di omologazione a Bruxelles, lo scenario potrebbe cambiare per tutto il mercato comunitario: i costruttori di scooter a benzina e scooter elettrici potrebbero omologare veicoli economici più veloci, più vicini ai 125 e più appetibili. E più sicuri.
E a proposito di possibili modifiche ai limiti di velocità, si è anche parlato di ridurre a 100 km/h il limite sulle autostrade europee per le termiche e lasciarlo a 130 per le elettriche. In termini generici, la logica di base per le auto termiche è chiara: benzina e gasolio costano care, provengono in gran parte dall’estero e con le tensioni geopolitiche incombenti la dipendenza energetica è un enorme problema. Allora, andiamo più adagio e consumiamo meno.
A lanciare il tema dei 100 orari era stato un austriaco, Fehlinger-Jahn, che è economista, attivista ed ex segretario generale di una forza politica legata al Partito Popolare Europeo. Il 12 marzo scriveva di voler introdurre in tutta Europa un limite di 100 km/h per auto e mezzi alimentati a benzina per ridurre consumi, emissioni, incidentalità e dipendenza dall’estero. Precisava che la limitazione avrebbe dovuto riguardare solo i veicoli a benzina, escludendo le elettriche. Poi, in agosto, lo stesso personaggio è tornato sul tema chiedendo pubblicamente alla UE di introdurre il limite massimo di 100 orari su tutte le autostrade e le principali strade europee, senza fare eccezioni per le elettriche. Anzi, tra le ragioni indicate citava esplicitamente la riduzione dello spreco di energia, di carburante e di elettricità. Si parla dunque di un tetto generale a 100 km/h, per tutti.
Sul tema della velocità in autostrada esiste già in Austria una regola: una norma ambientale che si chiama Immissionsschutzgesetz-Luft (IG-L) e permette di ridurre la velocità su determinati tratti, ma solo per ragioni legate alla qualità dell'aria. In alcune autostrade austriache il limite viene così portato a 100 km/h, ma, dove l'apposita segnaletica lo consente, i veicoli completamente elettrici e quelli a celle a combustibile a idrogeno possono essere esentati, e correre fino ai 130 km/h. Le ibride plug-in escluse.
In conclusione, per ora non c’è alcun nuovo limite europeo in vista. E va anche precisato che la Commissione europea ha ribadito un principio: la definizione dei limiti di velocità resta di competenza degli Stati membri. E sulle autostrade della UE i valori più diffusi restano 120 e 130 km/h.